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“Lei e lui”

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Così ora si sentiva rinascere e poteva riconciliarsi col passato, vedendo spuntare sulla tomba della passione sepolta il fiore dell’amicizia…

Lei e lui, George Sand, Iacobelli. A cura di Annalisa Comes. Meraviglioso, sublime, sontuoso, travolgente, appassionante, trascinante, convincente, coinvolgente e, per l’epoca, scandaloso, perché non cerca il facile compiacimento, né si nasconde dietro falsi pudori nel raccontare un amore, personale e intimo e dunque universale come ogni sentimento: George Sand, scrittrice maestosa, a cui, si dice, bastassero cinque giorni per portare a termine un romanzo – e che opere, vista la sua produzione! -, mette in scena la tormentata relazione, intrisa di sesso, bugie e tradimenti, che ebbe con lo scrittore Alfred de Musset, nella trasposizione letteraria Laurent, artista come la già famosa e più matura Thérèse, con cui non riesce a vivere un attimo di pace, ed è forse questo il senso più profondo delle emozioni. D’altro canto, sono gli amori impossibili quelli che di certo persistono eterni… Da non perdere per nessuna ragione al mondo.

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“Le comiche”

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Donna Valentina è totalmente rappresentata dalla sua risata e dal suo intelligente umorismo…

Due tra le fondatrici della Società Italiana delle Letterate, Paola Bono, anglista, saggista e studiosa di teatro, e Anna Maria Crispino, giornalista ed editor, assieme a Ilenia Caleo, Daniela Carpisassi, Pat Carra, Lia Giachero, Monica Farnetti, Antonia Anna Ferrante, Monica Luongo, Laura Marzi, Giuliana Misserville, Marina Vitale e Maria Vittoria Vittori, realizzano per Iacobelli un volume – sono gli atti del sedicesimo seminario estivo della succitata SIL, tenutosi a Viterbo due anni fa – in cui indagano il comico nel femminile e il femminile nel comico, ossia ad amplissimo spettro le produzioni artistiche di autrici che, dopo che per secoli alle donne è stato precluso per il retaggio di un mero pregiudizio il riso in tutte le sue sfumature di senso e significato, ritenuto disdicevole e osceno, si sono liberate da questo assurdo impedimento e hanno liberato oltre a sé anche tutte le altre e tutti gli altri, con la dirompente forza dell’ironia, del sarcasmo, della satira, dell’eleganza: Le comiche – Scrittrici, attrici, performer, da leggere.

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“L’ultima pagina”

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Era brava, Antonia. Una ragazza d’oro…

L’ultima pagina – Da Vladimir Majakovskij a David Foster Wallace, da Cesare Pavese a Virginia Woolf, storie di scrittori che hanno deciso di togliersi la vita, Susanna Schimperna, Iacobelli. Si scrive per raccontare, si scrive per vivere e fare vivere altre vite, si scrive per cambiare il mondo, per inventarsene uno migliore, su scrive per dare voce al muto e sordo dolore che ognuno ha nel cuore, si scrive per non morire, e poi si muore. E magari si decide di farlo, non si attende che accada, si mette un punto, chiedendo di non fare troppi pettegolezzi, avendo purtroppo la certezza che proprio questo, invece, è ciò che accadrà. Susanna Schimperna, con tatto, eleganza, cura, attenzione, dolcezza, sapienza, dipinge una pinacoteca di venticinque ritratti di persone e artisti impolverati dal male di vivere ma resi scintillanti dalla salvifica e generosa bellezza dell’arte: da non perdere.

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“Come in un labirinto di specchi”

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Quanto smarrimento quando la memoria corrompe i ricordi…

Come in un labirinto di specchi, Silvana Mazzocchi, Iacobelli. Luisa ha una famiglia con cui non va d’accordo, e appena può se ne allontana, andando a studiare all’estero. Emma invece resta, e nel fermento del Sessantotto si immerge completamente nel ribollente calderone della contestazione. La Roma quieta e quiescente dei placidi quartieri borghesi residenziali nella quale sono cresciute e hanno percorso strade esistenziali limitrofe e connesse è mutata, e con essa loro medesime: nonostante tutto l’amicizia però resta, del resto sono cresciute insieme, l’una la cartina al tornasole dell’altra. Finché la cesura non si fa definitiva: una racconta, ma è dalle parole dell’altra che possiamo interpretare la trama del loro conoscersi, rincorrersi, perdersi e ritrovarsi… Intenso, credibile, dinamico. Da non perdere.

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“La potenza delle donne”

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Ogni nostro punto debole può essere trasformato in un punto di forza…

La potenza delle donne – Cambiamo la nostra storia, cambiamo le nostre vite, Paola Leonardi, Iacobelli. Il mondo non finirà mai perché le donne lo raccontano, ma le donne, che sono la maggioranza della popolazione, spesso hanno meno opportunità, e accesso ai posti dove si decide, e ci si prende responsabilità, nonostante di certo non siano affatto refrattarie ad assumersene l’onere, anzi, spesso sono loro a mandare avanti abilmente e in contemporanea più settori e ambiti, come la famiglia e il lavoro. Sovente però ci sono anche donne che si fanno la guerra reciprocamente, e donne che non ritengono di essere all’altezza dei compiti che le attendono: niente di più dannoso e falso. Bisogna volersi bene per voler bene agli altri, per essere sereni e rendere migliore il mondo, bisogna fare della propria natura il proprio punto di forza, assecondandola, non forzandola: ognuno ha in sé un’inestimabile ed enorme ricchezza, è indispensabile che ne faccia buon uso. Questo testo spiega come. Da leggere.

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“Note segrete”

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E Jerry Pujell, ovvero il signor Mario Puglielli da molti anni imprenditore a Madrid nel settore dei sistemi di sicurezza bancari, aveva consapevolezza all’epoca del rock dell’attività di suo padre?

Note segrete – Eroi, spie e banditi della musica italiana, Michele Bovi, Iacobelli. Prefazione di Maurizio Costanzo. Si fa presto a dire che sono solo canzonette: come spesso accade, l’apparenza inganna. Questo volume, che è al tempo stesso un dettagliato itinerario nel mondo delle sette note e un dossier ricchissimo di dettagli di cronaca nera, racconta, attraverso testimonianze e documenti, la vicenda di Joe Adonis, amato da molti, odiato da parecchi, temuto da tantissimi, un formidabile esperto di musica, di produzioni discografiche italoamericane e di marketing internazionale, nonché un gangster che non aveva nulla da invidiare a Lucky Luciano, un uomo definito dall’FBI come il più crudele dei padrini di Cosa Nostra, responsabile di almeno centouno omicidi. Da leggere.

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“Isolina, un martedì”

41yWqJhO0lL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Se siamo gomme pane, possiamo fare tutto.

Isolina, un martedì, Elianda Cazzorla, Iacobelli. Docente di liceo e giornalista, Elianda Cazzorla racconta in quasi due dozzine di fulminanti, divertenti, esilaranti capitoli, scritti in stato di grazia, con intelligenza, brillantezza, prosa fresca e geniale, ricca di riferimenti sin dal nome del titolo, e di chiavi di lettura e d’interpretazione, il caleidoscopio di situazioni in cui ci si può imbattere, tra il serio e il faceto, un mare di simboli e una selva di riferimenti, quando si fa uno dei mestieri più difficili e importanti del mondo, ovvero l’insegnante, il formatore di coscienze e cittadini che spesso ha tutto contro, in primo luogo una burocrazia assurda, colleghi che scaldano la cattedra, dirigenti scolastici privi di senso della realtà e ragazzi abbandonati a sé medesimi da famiglie che spesso li hanno messi al mondo solo per zittire la società e che considerano il docente come uno jellato che non fa nulla, non sa fare nulla e guadagna poco ma quel poco è pure troppo: da non perdere.

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“Io sono quello di sinistra”

IO_SONO_QUELLO_DI_SINISTRA.pngdi Gabriele Ottaviani

La pistola probabilmente è la stessa per entrambi gli omicidi…

Io sono quello di sinistra, Amedeo Vitale, Iacobelli. Che l’amore è tutto è tutto ciò che ne sappiamo, e che per esso, o perlomeno per l’idea, non di rado del tutto malsana, che ci si è fatti d’esso, si compiano anche azioni nefande, è tragica cronaca quotidiana, purtroppo. Nell’arco di quarant’anni un assassino di cui sappiamo da subito l’identità, nonostante l’andamento dell’opera, molto ben riuscita, faccia pensare a un giallo, ma certo evidentemente anomalo, anche se non mancano illustri precedenti in tal senso, uccide più volte per un sentimento che mai ha avuto il coraggio di dichiarare, e nel frattempo la storia lievita e si arricchisce di nuovi dettagli, e… Romano, dottore in geografia, critico e fotografo dallo sguardo attento e sensibile, Amedeo Vitale realizza un’opera che scolpisce la forza del potere della parola: da leggere.

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“Ischia Capri Procida”

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L’eccentrica marchesa Luisa Casati Stampa era un’ospite fissa di Villa Lysis…

Ischia Capri Procida – Guida romanzata in sette giorni delle tre gemme del golfo di Napoli, Alessandro Rubinetti, Iacobelli. Si tratta di tre fra le più belle e note perle del Mediterraneo, ma forse in realtà non sono poi così conosciute, quantomeno non nel dettaglio, come invece ci si aspetterebbe, visto anche che il fatto stesso di essere delle isole indurrebbe a presupporre che, col giusto tempo a disposizione, se ne possa scoprire davvero ogni recesso. Non è invece così, il turismo, soprattutto quello frettoloso dei nostri tempi, in cui il concetto di villeggiatura è interpretato, sovente per oggettive problematiche inconciliabili tra di loro, in maniera molto diversa rispetto al passato, conduce spesso alla superficialità: questo volume invece insegna, senza mai essere cattedratico, diverte e appassiona. Da leggere.

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“Chi si firma è perduto”

51iPv9wvPsL._AC_UY218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La prima volta che incontrai Kubrick a Londra mi chiese se ero d’accordo con lui nel sostenere che il lavoro degli sceneggiatori non serve a niente. Io risposi: “Sono perfettamente d’accordo ma, secondo me, non conta neanche il regista. Il cinema è un evento casuale.”

Chi si firma è perduto, Jonathan Giustini, Iacobelli. Il sottotitolo è chiaro e perfetto, così come bellissima è la copertina: Ennio De Concini – Memorie di un fallito di successo. Vissuto tra il millenovecentoventitré e il duemilaotto, premio Oscar per il soggetto e la sceneggiatura di quel capolavoro di Pietro Germi che è Divorzio all’italiana, collaboratore finanche del genio cui si debbono Barry Lyndon e Lolita, solo per fare due titoli, oltre che di Soldati, Bava, Zampa, Antonioni, Cottafavi, Sala, De Felice, Vancini, Leone, Tessari e tanti altri, De Concini è dappertutto nel bel testo, brillante, dotto e divulgativo, chiaro e avvincente, di Giustini, giornalista e scrittore, che per il tramite del protagonista della sua biografia, avendo questi avuto un’esistenza che lo ha portato a incontrare in ogni ambito i più significativi personaggi del suo tempo, riesce anche a comporre un policromo mosaico artistico, culturale e sociale. Ma soprattutto questa torrenziale confessione è in verità una sorta di potenzialmente infinita seduta di analisi nella quale esplode fragoroso e incontrollabile il boato d’una realtà dura da accettare, ma della quale non si può non prendere atto, a meno di volersi ostinare a stare come gli struzzi con la testa sotto la sabbia per non doversi prendere la responsabilità di maturare: il successo in fondo non esiste, e se c’è qualcosa che gli rassomiglia certo sovente non è dove lo cerchiamo. Da leggere.

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