Libri

“Le tribolazioni dell’ultimo Sijilmassi”

di Gabriele Ottaviani

Di nuovo, immagini, parole, frasi intere iniziarono a fronteggiarsi nella sua testa. Vide un cineasta tedesco che andava a piedi fino a Parigi per salvare misticamente un’amica ammalata; un filosofo che vagabondava da Ginevra a Montpellier, poi da Ginevra a Torino, per monti e per valli; il suo stesso nonno, l’hajj Maati, passeggiatore solitario che trotterellava verso Moulay Abdallah con, nella bisaccia, qualche dattero, del pane, del latte e delle olive. Camminava, leggermente chino in avanti, costringendosi a un esercizio difficile: “vedere” le parole e le frasi che lo assalivano senza cercarne il significato; che tutto ciò non sia altro che musica; che non sia il mio mondo, ma solo la sua partizione. Vorrei che il mio mondo tornasse a essere come me lo raccontano i miei sensi; che io abbia fame e sete, semplicemente, come un gatto, come un furetto, senza interpretazione; che io veda il giallo del grano senza che ci si metta di mezzo un pittore olandese; che io protegga i miei occhi dal sole senza che un poeta mi sussurri all’orecchio: «Mezzogiorno, re dell’estate, sospeso sulla pianura»…

Le tribolazioni dell’ultimo Sijilmassi, Fouad Laroui, Del Vecchio. Traduzione di Cristina Vezzaro. Sessantunenne, nato a Oujda da una famiglia originaria di El Jadida, Fouad Laroui vive ad Amsterdam dove svolge la professione di insegnante. I suoi libri, caratterizzati da uno stile brillante, intelligente, sensibile, intenso, profondo, variegato, poliedrico, caleidoscopico, ricco di sfumature, livelli di lettura e chiavi di interpretazione, hanno ottenuto i più prestigiosi premi letterari, tra cui il Goncourt e, come nel caso del testo in questione, insignito del prestigioso riconoscimento di cui si sta per fare menzione cinque anni fa, il Jean Giono. E con pieno merito, verrebbe da dire: questa avvincente prosa racconta con dovizia di particolari la storia di un uomo, un brillante professionista che però all’improvviso si chiede, trovandosi a riflettere sul suo passato e le proprie radici, se non sia il caso di fermare la forsennata corsa verso un non-luogo e un successo che non gli interessa né gli appartiene e cambiare radicalmente ogni cosa. Pertanto… Appassionante.

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