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“I Medici – Decadenza di una famiglia”

51Et+ZSSNTL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il rombo del tuono parve schiantare le pareti. Fulmini screziarono d’argento la volta cupa del cielo. Cadeva una pioggia scura, fitta, maledetta. Maria portò la mano bianca al viso e si asciugò una goccia. Guardò le dita e gridò. Erano sporche di sangue. Non riuscì a capire, dapprincipio, ma poi tutto fu più chiaro: pioveva sangue. Una tempesta di disperazione e scempio mentre i tuoni, ora, parevano le urla dei dannati provenienti dalle forre dell’inferno. Tremò di un terrore acido e violento. Sentì il corpo vibrare, sferzato dalla pioggia nera e dal vento che ululava per le strade della città. L’abito, una rozza e leggera tunica, si incollava alla pelle, aderendo in modo insopportabile e andava chiazzandosi di tinte scarlatte. Parigi era in preda a elementi ultraterreni.

I Medici – Decadenza di una famiglia, Matteo Strukul, Newton Compton. Maria de’ Medici, che ha portato la raffinatezza nella Parigi del diciassettesimo secolo, corrotta più di un ingranaggio rugginoso che ormai non può far altro che sfarinarsi in modo miserrimo al primo tentativo di tocco, non fa in tempo a sposare Enrico IV che subito si trova coinvolta suo malgrado in una serie di diaboliche macchinazioni e congiure. Del resto, si sa, il potere logora chi non ce l’ha, e non ci si può fidare di nessuno, forse nemmeno di sé stessi, prede come siamo, ognuno di noi, della nostra fragilità, di bisogni e desideri che obbediscono a leggi irrazionali e incontrovertibili. È dunque l’inizio della fine per una schiatta tra le più nobili. Ma… Un romanzo storico comme il faut, che appassiona e conquista.

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