Libri

“I benandanti”

di Gabriele Ottaviani

Il ragazzo è circondato quindi da una fama di magia e di misterioso potere…

I benandanti, Carlo Ginzburg, Adelphi. Il mondo rurale è ancestrale, atavico, superstizioso, leggendario, mitico, inestricabilmente legato alla fertilità della terra, alla ritualità delle stagioni, alla ripetizione di gesti che tessono la trama delle abitudini, dei riferimenti, dell’identità, immanente e al tempo stesso permeato da un anelito di trascendente, che cerca un senso e comprensione laddove tutto, pur nella concreta apparenza, sembra, a tratti, sfuggire, tanto si resta stupefatti di fronte al miracolo della beltà nascente: è nella natura umana aspirare al meglio, alla perfezione, al bene e al benessere, è innato anche cedere, di tanto in tanto, al pettegolezzo e al pregiudizio, ogni comportamento è un tassello d’un mosaico più grande. Le testimonianze di questi contadini friulani vissuti a cavallo tra sedicesimo e diciassettesimo secolo sono potentissime e al tempo stesso allegoriche, sintesi mirabili della condizione umana, fragile e malsicura, perennemente lacerata dal dissidio fra essere, dover essere e poter essere: l’opera di Carlo Ginzburg dipinge l’inquisizione con tinte vivide e mette nero su bianco un’inchiesta nei meandri dell’anima.

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