Libri

“Redenzione”

51NlI01BI7L._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

È scomparsa, Pete. Secondo me è stata… Non posso dirlo con certezza, ma non riesco a fare a meno di pensarci. Cristo, Pete. Ho bisogno che tu venga qui. Ti prego, vieni. Vieni.

Redenzione, Smith Henderson, Einaudi, traduzione di Paola Brusasco. L’ossessione è una creatura proteiforme, che si annida nella mente dell’uomo fino ad annebbiarla. Annullarla. Spegnerla. E ogni mente che ne è vittima reagisce a suo modo, ogni anima scivola sempre più verso il fondo di un pozzo che si fa sempre più buio un attimo dopo l’altro. Fino alla notte. Fino all’abisso. Fino al soffocamento, alla violenza. Jeremiah è un uomo che ha deciso di smettere di vivere. È ossessionato dall’apocalisse. Abita isolato nei boschi, nel mezzo del nulla delle valli del Montana, per immotivato terrore del mondo. Le conseguenze peggiori, però, le paga il figlio. Benjamin. Che è un bambino. E dimostra meno dell’età che ha. Perché è denutrito. Spaventato. Solo. Alla deriva. Pete Snow, un assistente sociale, un uomo che ha fatto tutti gli errori possibili e immaginabili, deve occuparsi di lui. Ma a un tratto… La cosa che sorprende maggiormente di questo romanzo è la scintillante maturità, trattandosi di un esordio potente come non se ne vedevano da parecchio tempo, la forza dei personaggi e della scrittura, la dirompenza del messaggio. Monumentale.

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“Diecimila santi”

downloaddi Gabriele Ottaviani

Nel buio del camper, lo specchietto retrovisore rifletteva solo le ombre indistinte dei felici membri del tempio che salutavano dal marciapiedi, di suo padre che già faceva cenno a un taxi e dei novelli sposi, che era suo dovere portare a casa, uno indistinguibile dall’altro.

Diecimila santi, Eleanor Henderson, Bompiani, traduzione di Vanessa Valentinuzzi. È la notte di San Silvestro di ventinove anni. Siamo negli Stati Uniti. Per la precisione nel Vermont. Il gelo è immaginabile, dunque. Teddy è tossico. È punk. Ha sedici anni. È in giro col suo amico Jude, che vive con la madre adottiva. Amano lo skateboard. La musica hardcore. Il cosiddetto sballo. Teddy incontra la sorellastra di Jude, Eliza. I due fanno sesso. Teddy ha una overdose. Muore. Da solo. All’aperto. Eliza è rimasta incinta. Jude è disperato. La genitrice putativa lo manda a New York. Vuole aiutare Eliza. Ma da solo non può. E comunque gli sforzi, quali che siano, paiono ineluttabilmente vani. È il tema della ricerca di un senso laddove l’unica costante sembra viceversa essere la perdita, la fuga dalle responsabilità, specie da parte di chi è più adulto, la dimestichezza con il desiderio di annientamento di sé e degli altri e l’abitudine a una soffocante percezione di perenne inadeguatezza dalla quale pare impossibile anche solo immaginare di riuscire a liberarsi, mentre si cresce, il mondo cambia e manifesta una pletora di sfaccettature stranianti e respingenti, tutto pare non avere valore se non come bene di consumo in pura analogia con l’imperante edonismo reaganiano, il fulcro di questo libro. In cui gli echi del cinema, della musica e della letteratura indipendente inglese, irlandese e a stelle e strisce sono talmente forti da risultare quasi assordanti: potente e magnifico.

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