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“Hemingway e l’Italia”

51cpGeI6pAL._SX336_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’Italia lo aveva richiamato a sé…

Hemingway e l’Italia, Richard Owen, Donzelli. Traduzione di Daniela De Lorenzo. È uno dei più grandi autori della storia letteraria mondiale degli ultimi secoli, è un personaggio di cui si è detto tutto e il contrario di tutto e che ha fatto della sua medesima vita una vera e propria opera d’arte, ed è inoltre un uomo profondamente legato, benché più spesso lo si associ, in realtà, per esempio, alla Florida, a Cuba o alla Spagna, all’Italia, sia per motivi esistenziali che per questioni legate alla sua professione (nelle sue pagine spesso si riverberano vedute dello Stivale, non un semplice panorama, non un banale sfondo, ma un vero e proprio personaggio ricorrente, una figura carica di significati). Qui ha vissuto. Ha combattuto. Ha amato. Ha lavorato. Ha raffinato il proprio stile. Ha scritto di morte e di passione. Ha camminato, tra Torino, Taormina, Bassano del Grappa, Genova, Rapallo, Cortina, il fronte del Piave e non solo. È la prima volta che ci si trova di fronte a una ricostruzione accurata e al tempo stesso divulgativa – chiara, densa, asciutta, approfondita – come quella di Richard Owen, altro innamorato del Bel Paese, da cui è stato per tre lustri corrispondente del Times: un’occasione da non perdere.

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