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“La Terra siamo noi”

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Il nostro pianeta è in pericolo…

La Terra siamo noi – Storie e persone per salvare il nostro futuro, Riccardo Bocca, HarperCollins. Abbiamo un solo pianeta, e non averne cura significa condannarsi a morte senza appello. I danni ci sono, alcuni irreversibili, altri quasi, altri ancora no, ma non c’è motivo per cui non ci si debba comunque impegnare: la storia siamo noi, lo stato siamo noi, il mondo siamo noi, nessuno si senta escluso, la realtà non è avulsa dal contesto, nulla accade per caso né piove dall’alto, tutti siamo responsabili, tutti possiamo essere d’esempio, tutti abbiamo bisogno di modelli. Come quelli che, con cura e bravura, racconta Riccardo Bocca: da leggere.

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“L’ultimo inganno di Hitler”

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Le manie di grandezza e di persecuzione che parevano muoverlo erano da imputare a un complesso di Edipo non risolto…

L’ultimo inganno di Hitler, Matteo Rampin, HarperCollins. La storia non si fa coi se. Ma infatti questo non è un romanzo di storia. Bensì un’ottima opera di fantapolitica. Che prende le mosse dalla storia. Per la precisione, da quella vicenda che ha avuto come teatro un bunker. Si dice sia il giorno adatto a tutto ciò che riguarda la famiglia, la casa, la nutrizione e la crescita, il lunedì. Ed era un lunedì quel trenta di aprile del millenovecentoquarantacinque durante il quale i sovietici si sono introdotti nella tana in cui si era asserragliato Adolf Hitler. Trovandolo già morto. Ma cosa sarebbe avvenuto, invece, se si fossero imbattuti in un Führer che non aveva ancora affatto esalato l’ultimo respiro della sua esistenza criminale? Da non perdere.

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“Il tempo umano”

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Non dovrebbe esserci anche una casa? Qui vedo solo cielo e campagna…

Il tempo umano, Giorgio Nisini, HarperCollins. La Dea Nigra è la più importante azienda italiana nel settore dell’orologeria di lusso, ed è stata fondata da un uomo che con ogni evidenza col tempo e con la sua misura, con cui di fatto si confronta da sempre tutta la storia del pensiero mondiale a ogni latitudine, ha sviluppato nel corso della sua vita e della sua leggendaria esperienza, trattandosi di una persona che dal nulla, grazie al duro lavoro, ha edificato un solido impero, un rapporto davvero stretto, quasi un’ossessione: Tommaso, giovane docente universitario, subisce il fascino di quest’uomo, della sua famiglia, cui appartiene una sua studentessa. Di cui un giorno incontra la sorella, esattamente l’opposto: Maria è irriverente, sfrontata, e Tommaso non può non restarne sedotto. E… Profondo, ricchissimo di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, caratterizzato con cura certosina sotto ogni aspetto e in merito a ogni dettaglio, intriga, coinvolge, avvince e convince.

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“Più della spada”

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Ho saputo che è in viaggio alla volta di Johannesburg per intervistare un terrorista, un certo Nelson Mandela…

Più della spada – La saga dei Clifton 5, Jeffrey Archer, HarperCollins. Traduzione di Seba Pezzani. La saga dei Clifton è un appuntamento fisso e imperdibile per tutti gli appassionati, che sono, giustamente, tanti: perché i personaggi sono belli e ben caratterizzati, le vicende intriganti, le situazioni piacevoli, gli ambienti connotati con cura, i temi coinvolgenti. In un turbinio di colpi di scena, come d’abitudine, ma senza mai indulgere in un ritmo meramente forsennato, stratagemma usato da chi ha bisogno di nascondere magagne nella trama (qui, invece, non ve n’è traccia, perché come sempre l’intreccio è finissimo), la vicenda prende le mosse nell’ottobre dell’anno del Signore millenovecentosessantaquattro, quando Douglas-Home e Wilson si avvicendano a Downing Street, come sanno bene anche i fan di The Crown, le strade dei Clifton e dei Barrington continuano la loro frastagliata corsa parallela e il nuovo piroscafo della compagnia di navigazione guidata dall’indomita Emma è bersaglio nientedimeno delle rivendicazioni dell’IRA. Nel frattempo… Da leggere.

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“L’uomo che salvò la bellezza”

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Attento, signor Siviero, qui niente è come sembra…

L’uomo che salvò la bellezza, Francesco Pinto, HarperCollins. La bellezza salverà il mondo, ma ci dev’essere qualcuno pronto a salvare lei, altrimenti, se non esisterà più, come potrà svolgere la sua funzione? Ispirato a una storia vera, questo romanzo convincente, coinvolgente, avvincente, ben scritto, ben congegnato, ben calibrato e connotato con precisione magnifica in ogni dettaglio, narra la storia di un uomo che viene mandato nel millenovecentotrentotto, appena ventisettenne, a fare la spia nel Reich delle infami croci uncinate che hanno tutta l’intenzione di razziare il meglio dell’arte del vecchio continente per portarla in Germania: ma hanno fatto, come si suol dire, i conti senza l’oste… Meraviglioso.

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“I cinque canti di Palermo”

91-dec3AwlL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La microcasa sull’acqua, con il mare che batteva sotto la finestra della stanza da letto mia e di mia sorella. Lì imparai tutto quello che so della vita: nuotare, governare una barca, pescare, difendermi dalle meduse, fare caccia subacquea, pulire un pesce, baciare una ragazza sugli scogli…

I cinque canti di Palermo – Le prime indagini di Leo Salinas, Giuseppe Di Piazza, HarperCollins. Per Quattro Canti a Palermo si intende quella che è anche detta piazza Villena, o Ottagono del Sole, o Teatro del Sole, ovverosia uno slargo di forma ottagonale che fa bella mostra di sé all’incrocio, a metà circa della lunghezza di entrambi, fra due dei principali assi viari del capoluogo siciliano, via Maqueda e l’antica strada fenicia che collega l’acropoli panormita e il Palazzo dei Normanni al mare, oggi chiamata via Vittorio Emanuele, ma celebre come Cassaro. È qui che hanno luogo le storie che tessono la trama delle giornate del giovane cronista di nera che il giornalista, fotografo e scrittore Giuseppe Di Piazza immortala con acribia formidabile, consegnandoci un protagonista, detto occhi di sonno, dalle moltissime sfaccettature e dalle scarpe sporche di sangue, perché ogni giorno la sua terra è violentata dalla mafia: Leo Salinas torna in libreria in questa versione riveduta, corretta e ampliata del romanzo con cui Di Piazza si è rivelato come talento narrativo, ed è un’occasione da non lasciarsi sfuggire, sia per chi abbia già fatto la sua conoscenza sia per chi, invece, non l’abbia ancora mai incontrato.

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“La nuova gattina”

61tAqXzLUYL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Prima lo dicevano anche a me che sono carina…

La nuova gattina, Joyce Carol Oates, Harper Collins, illustrazioni di Dave Mottram. JCO – è una vergogna che non abbia il Nobel: del resto, però, nemmeno Michelle Williams ha ancora un Oscar, mutatis mutandis… – può tutto: è come Kristin Scott Thomas quando recita, o Totti quando gioca – ci rifiutiamo di usare il tempo storico – a pallone. Capace di tensioni narrative estreme con una semplicità lapidaria, ottantun anni e non sentirli, prolifica ai limiti dell’impossibile, per citare il titolo di una sua opera, è nel gotha assoluto della letteratura planetaria, al vertice assieme a Joan Didion (Prendila così, Diglielo da parte mia, Democracy, Miami, L’anno del pensiero magico, Blue nights, Run river), Annie Proulx (Cartoline, Avviso ai naviganti, I crimini della fisarmonica, Gente del Wyoming, Quel vecchio asso nella manica), Anne Tyler (Se mai verrà il mattino, L’albero delle lattine, Una vita allo sbando, Ragazza in un giardino, L’amore paziente, Una donna diversa, Il tuo posto è vuoto, La moglie dell’attore, Ristorante nostalgia, Turista per caso, lezioni di respiro, Quasi un santo, Per puro caso, Le storie degli altri, Quando eravamo grandi, Un matrimonio da dilettanti, La figlia perfetta, Una spola di filo blu), Elizabeth Strout (Resta con me, Olive Kitteridge, I ragazzi Burgess, Mi chiamo Lucy Barton, Tutto è possibile), Penelope Lively (Una spirale di cenere, Un posto perfetto), Marilynne Robinson (Le cure domestiche, Gilead, Casa, Lila), Jane Urquhart (Niagara, Cieli tempestosi, Altrove, Klara, Sanctuary Line, Le fasi notturne), Catherine Dunne (La metà di niente, L’amore o quasi, Se stasera siamo qui, Donne alla finestra) ed Edna O’Brien (Ragazze di campagna, Un cuore fanatico, Lanterna magica, Le stanze dei figli, Uno splendido isolamento, Lungo il fiume, oggetto d’amore, Tante piccole sedie rosse). Romanziera, sceneggiatrice, poetessa, saggista, prolifica come nessun’altra mai, alfiera e testimone, come molti altri, si pensi solo di recente a Yiyun Li con il suo sublime Caro amico dalla mia vita scrivo a te nella tua, del potere salvifico della letteratura, cresciuta nella fattoria dei suoi genitori nello stato di New York, a un tiro di schioppo dal lago Ontario, si cimenta in questa occasione con una fiaba, allegoria della lotta che i sentimenti ingaggiano nel cuore di ognuno, specie quando si è più fragili. Magistrale, è il perfetto regalo per Natale e non solo, per grandi e piccini.

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“Le nuove Eroidi”

91R3Kpl3S3L._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Le donne hanno solo stanze, gli uomini interi palazzi…

Le nuove Eroidi, Bernardini, Bonvicini, Ciabatti, Lattanzi, Murgia, Parella, Raimo, Valerio, Harper Collins. Ovvero rispettivamente Ero, Penelope, Medea, Fedra, Elena, Didone, Laodamia, Deianira. La raccolta di Ovidio, assolutamente straordinaria, oltre che incredibilmente innovativa per il suo tempo (del resto il poeta non era proprio allineato alla propaganda augustea, tant’è che visse anche l’esilio), è costituita da ventuno lettere d’amore o di dolore, in distici elegiaci, che si immaginano scritte da famose eroine ai loro mariti o innamorati: la prima serie, ossia le prime quindici, è composta da missive indirizzate nell’ordine da Penelope a Ulisse, Fillide a Demofonte, Briseide ad Achille, Fedra a Ippolito, Enone a Paride, Ipsipile a Giasone, Ermione a Oreste, Deianira a Ercole, Arianna a Teseo, Canace a Macareo, Medea a Giasone, Laodamia a Protesilao, Ipermnestra a Linceo, Didone a Enea e Saffo a Faone, mentre le restanti sei sono le lettere di tre innamorati con le risposte delle loro donne, ovverosia Paride ed Elena, Ero e Leandro, Aconzio e Cidippe: in un tempo come il nostro, in cui il femminile, in tutte le sue declinazioni, è sempre sotto perverso e protervo attacco, riferimenti universali come questi al coraggio della dignità e alla dignità del coraggio, declinati nella loro molteplicità da formidabili voci letterarie, tornano più attuali che mai. Da non perdere.

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“L’altra donna”

81LH1EbZ0XL._AC_UL320_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quattro minuti e tredici secondi dopo, giaceva morto…

L’altra donna, Daniel Silva, Harper Collins, traduzione di Seba Pezzani. Si sa, per essere felici occorre avere buona salute e pessima memoria. Soprattutto pessima memoria. Perché la memoria è pericolosa. Quando poi viene immortalata dallo scritto può essere letteralmente esiziale. E in un villaggio isolato tra le irte montagne dell’Andalusia una misteriosa donna francese, testimone di un segreto gelosamente custodito dal Cremlino, quello che concerne una spia del KGB infiltrata molto in alto in occidente, sta mettendo nero di bianco le sue scottanti memorie, narrando la vicenda hitchcockiana di un uomo assai amato molto tempo addietro nella vecchia e fascinosa Beirut, capitale del Libano, e di un bambino che le è stato strappato a causa del suo tradimento. Solo un uomo può mettere le cose a posto: Gabriel Allon, il leggendario restauratore d’arte e agente dei servizi segreti di Israele. Ma… Da non farsi sfuggire.

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“I cospiratori”

71mw1ap2VYL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sul suo volto non si leggeva alcuna espressione…

I cospiratori, Un-Su Kim, Harper Collins, traduzione di Alberto Pezzotta. Finalmente in Italia a nove anni di distanza da quando comparve per la prima volta sugli scaffali delle librerie coreane, arrivando, si immagina, perlomeno, visto che di rado abbiamo la possibilità di conoscere a menadito le letterature di paesi che non siano molto vicini, né geograficamente né, per molti e più importanti versi, culturalmente, come una ventata d’aria fresca, vista la pregevole e complessa fattura, certamente destabilizzante ma al contempo intrigante, interessante, avvincente e coinvolgente, questo giallo che prende le mosse da premesse piuttosto consuete (è la storia di un omicida seriale) è esaltato dalle particolari modalità narrative, quasi filosofiche. Si insinua infatti d’un tratto nella mente del serial killer il tarlo del dubbio, che risveglia la sua coscienza… Da non perdere.

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