Libri

“Il libro d’oro degli enigmi”

71w+Z6riCQL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il re vuole mettere alla prova i suoi ministri e chiede loro di completare questa sequenza logica…

Il libro d’oro degli enigmi, Fabrice Mazza, Gremese. Illustrazioni – meravigliose, come del resto tutta la confezione del volume – di Ivan Digg. È sempre piacevole mettersi alla prova per cercare di superare i propri limiti, è stimolante confrontarsi con degli enigmi, allenare la mente a non lasciarsi abbrutire dalla ripetitività della routine quotidiana: in questo volume ci sono oltre duecento quesiti, ambientati oltretutto in una rapidamente riprodotta cornice medievale, che sapranno soddisfare anche i palati più esigenti. Divertentissimo e istruttivo.

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“2019 – Dopo la caduta di New York”

arton154237-fd256.jpgdi Gabriele Ottaviani

Se Martino non ha visto Interceptor, ha invece apprezzato Blade runner…

2019 – Dopo la caduta di New York di Sergio Martino, Manuel Cavenaghi, Gremese. Avvolto da un vespaio di polemiche per le somiglianze – ma è stato sempre sostenuto che la sceneggiatura in realtà fosse precedente – con la pellicola di Carpenter, questo film di fantascienza dalle atmosfere distopiche e postapocalittiche ambientato in un anno ricorrente nella storia del genere e che sembrava così lontano all’epoca della realizzazione dell’opera con Valentine Monnier, ossia nel millenovecentoottantatré, e oltretutto foriero di incredibili promesse, basate su una sperticata immaginazione, e che invece altro non è che il nostro presente, e anzi, siamo a due mesi dalla sua definitiva dipartita, narra di un mondo devastato dalla guerra atomica in cui non si può dare nuova vita perché la radioattività ha contaminato ogni cosa. Un’iperbole, certo, ma purtroppo nemmeno poi così tanto… L’esegesi che ne fa Cavenaghi è approfondita e avvincente. Da leggere.

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“Addio zio Tom”

2019-08-02-3.pngdi Gabriele Ottaviani

Il 21 aprile 1971 Papa Doc muore stroncato da un attacco cardiaco. Il 30 settembre Addio zio Tom esce nei cinema italiani. Il 16 ottobre il film è sequestrato su tutto il territorio nazionale.

Addio zio Tom di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, Stefano Loparco, Gremese. Giornalista, documentarista, vicino a Blasetti, membro del Movimento Sociale Italiano, per Prosperi – suo sodale con Cavara e fondatore del discusso genere Mondo movie, che indagava la società in maniera cinica, rude, politicamente scorretta e anticonformista realizzando inchieste su temi per lo più tabù o come la questione femminile, il sesso e la decolonizzazione dell’Africa – autore delle celebri foto di Mussolini a Piazzale Loreto, che invece lui attribuì a Fedele Toscani, Jacopetti in questo film, in cui si avvale come d’abitudine anche dell’organizzatore della troupe Stanislao Nievo, pronipote del celebre Ippolito, realizza un’indagine, assolutamente beffarda, sulla questione della schiavitù negli Stati Uniti d’America prima dell’abolizione promossa da Lincoln, che pagò la scelta con la vita, sul finire della guerra di secessione, nella seconda metà del diciannovesimo secolo: il testo di Loparco, corredato da moltissime immagini, narra l’intera pellicola e non solo. Interessante.

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“Stagioni spietate”

unnameddi Gabriele Ottaviani

Gli avrebbe insegnato la vita, la politica, il piacere…

Stagioni spietate, Kettly Mars, Gremese, traduzione di Antonella Alessandrino. È pronta a tutto per salvare la sua famiglia. Ma il prezzo rischia di essere salatissimo. Sono gli anni Sessanta del cosiddetto secolo breve. Haiti è un paese tragicamente povero, un’isola che potrebbe essere un paradiso se non fosse attanagliata dalla miseria e dalla protervia del potere che tutto stritola e fagocita. La dittatura, come ogni regime che si rispetti, è feroce, e Nirvah non può fare altro che diventare l’amante ufficiale del segretario di Stato per la sicurezza pubblica, Raoul Vincent, perché il caporedattore del principale giornale di opposizione, suo marito, appena rapito, non faccia la fine terribile che pare inevitabile. Ma… Da un’autrice premio Senghor, un romanzo intenso e memorabile.

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“Anna Pavlova”

41Okx2jL2xL._SX327_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Shanghai è una ventata d’aria russa…

Anna Pavlova – L’incomparabile, Martine Planells, Gremese. Traduzione di Fiammetta Paolantonio. Iconica, bellissima, raffinatissima, di straordinario talento, ballerina celeberrima alla quale è stata dedicata finanche un’omonima torta a base di meringa, panna e frutta, Anna Pavlova, nata poverissima, vissuta per mezzo secolo a cavallo fra Ottocento e Novecento, ha cambiato l’ideale della danzatrice, ha dato il via alla creazione delle nuove, più moderne e meno dolorose, scarpe da punta, è una figura storica di assoluto rilievo, un mito, una leggenda, un modello, un punto di riferimento. Eppure è meno conosciuta di quanto dovrebbe, potrebbe e meriterebbe: questa pubblicazione agilissima e corredata da splendide immagini colma la lacuna. Da non perdere.

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“Lo zoo di Venere”

Lo zoo di Venere librodi Gabriele Ottaviani

Sul parabrezza giace un cigno morto…

Con bella prosa, ottimo stile e gran chiarezza Luca Pacilio realizza per Gremese una brillante e approfondita esegesi sotto ogni punto di vista di uno dei film più significativi di uno dei più noti, discussi, originali e celebrati maestri a livello internazionale della settima arte, Lo zoo di Venere di Peter Greenaway, pellicola del millenovecentoottantacinque girata nel giardino zoologico olandese di Rotterdam con, tra gli altri, Andréa Ferréol e Brian ed Eric Deacon, che mette in scena attraverso il racconto della putrescenza le otto tappe della teoria dell’evoluzione naturale formalizzata da Charles Darwin per narrare la necessità della morte per la prosecuzione della vita proponendo allo spettatore la visione degli orrendi esperimenti di due fratelli gemelli zoologi e siamesi separati che hanno perduto le mogli in un tragico e al tempo stesso grottesco incidente d’auto con un cigno: da non lasciarsi affatto sfuggire, per tutti gli appassionati e non solo.

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“La cucina di Leonardo da Vinci”

716KKZJbGxL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Pigliansi quindici ova fresche con tre libbre di giuncata…

Il due di maggio, il giorno dopo la festa del lavoro, si celebrerà il mezzo millennio dalla morte del più grande genio, o quantomeno, con ogni probabilità, di uno in assoluto dei maggiori che la storia umana possa ricordare e annoverare nel suo tempestoso flusso: Leonardo Da Vinci. Che ha inventato di tutto e di più – finanche un tipo di forno e di girarrosto – e che era anche un grande appassionato di scenografia e cucina (per lui il desco era una luogo simbolico e sacro: come dargli torto…), come ricorda persino una deliziosa storia a fumetti di Topolino di quattordici anni fa che tra il serio e il faceto lo fa gestore di una trattoria eccessivamente all’avanguardia assieme a Botticelli presso cui si recano, nei consueti viaggi nel tempo loro affidati da Zapotec e Marlin, i prodi Topolino e Pippo. Sempre il due di maggio il presidente della repubblica Sergio Mattarella incontrerà il suo omologo transalpino all’Eliseo, Emmanuel Macron, proprio per omaggiare anche a Parigi la memoria dell’artista, in merito al quale si stanno organizzando un po’ dappertutto numerosi e vari eventi: in questi giorni invece esce in Italia, e in contemporanea in Francia nella lingua di Rabelais, per Gremese La cucina di Leonardo da Vinci di Sandro Masci, un testo raffinatissimo sin dall’edizione che realizza un mirabile affresco del rinascimento, raccontando di gastronomia, della corte di Ludovico il Moro, del fantomatico Codice Romanoff e di ricette: il biancomangiare, la fava menata, il brodo di cappone, la minestra alle mele, la minestra alla coratella, il pollo alla lombarda, il cappellaccio di zucca, gli gnocchi di pane, la torta di rape, il rombo alla mostarda, il fagiano stufato, le rane fritte, le frittelle di fior di sambuco… Decisamente succulento.

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