Libri

“L’ultima testimone”

di Gabriele Ottaviani

Eppure erano così amiche, quelle due…

L’ultima testimone, Cristina Gregorin, Garzanti. Fossero tutti così gli esordi, il mondo della letteratura sarebbe senza dubbio migliore: perché questo libro è ben scritto, interessante, importante, solido, strutturato, ben costruito, potente, avvincente, appassionante, raffinato, racconta una storia che parla di storia, della storia, del suo valore, del ruolo della memoria, a livello sociale, culturale, morale, etico, politico, di quanto i segreti, pur taciti per natura, facciano rumore, delle valanghe e delle sommosse che generano, della responsabilità personale, da cui, come da sé medesimi, non si può, volenti o nolenti, fuggire, e quantomeno non in eterno. La giuria del premio Calvino ha insignito l’opera di Cristina Gregorin con una menzione speciale, pienamente, senza dubbio, meritata, dato che questo libro, che getta luce su una pagina poco nota della seconda guerra mondiale, narrando delle scelte di una donna e delle sue conseguenze, valicando lo spazio e il tempo. Da leggere.

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