Libri

“Breve storia filosofica della voce”

di Gabriele Ottaviani

Nella voce c’è chi siamo e chi possiamo diventare, e perfino chi avremmo potuto essere.

Breve storia filosofica della voce, Laura De Luca, Graphe.it edizioni. Ha compiuto studi di filosofia e scienze della comunicazione, è radiogiornalista, conduttrice e autrice radiofonica, da quasi quarant’anni alla Radio Vaticana, ha studiato la radio in quanto fenomeno da diversi punti di vista che hanno generato convegni, saggi e studi, si è adoperata per il recupero dello storico format delle cosiddette interviste impossibili e ha firmato numerose pubblicazioni, anche di narrativa e poesia, nonché testi illustrati: Laura De Luca, autorevolmente, in quest’occasione, indaga la voce, strumento di seduzione, cultura, formazione. Da leggere.

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“Viva la Franca”

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In Basta guardarla, Franca Valeri è una fenomenale Pola Prima, parodia portata all’eccesso di Wanda Osiris…

In un secolo possono succedere tante cose: ci sono persino delle vite che durano tanto. Quella di una delle donne più intelligenti, brillanti, profonde che ci siano, un’attrice formidabile, una scrittrice sapida, una drammaturga dalla voce lucidissima, capace di indagare l’anima in tutta la sua policromia, medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, dama di gran croce, cavaliere di gran croce, laureata ad honorem in scienze dello spettacolo, premio SIAE alla creatività al festival dei Due Mondi, premio Anna magnani alla carriera, premio Chiara alla carriera, Davdi di Donatello speciale proprio poche settimane fa, e chi più ne ha più ne metta, ne è un fulgido esempio: ieri avrebbe spento cento candeline uno dei suoi più immarcescibili sodali, Alberto Sordi, a breve toccherà a lei, e non si può non celebrarla. Viva la Franca – Il secolo lieve della Signorina Snob, di Aldo Dalla Vecchia per Graphe.it non è solo una splendida biografia, è una pinacoteca che ritrae la storia d’Italia, che passa anche attraverso il racconto della sua gente, che si riverbera sullo schermo e zampilla sui palcoscenici: incantevole.

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“Breve storia della letteratura rosa”

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Anche a lei è invisa Liala, con la quale c’è forte competizione…

Breve storia della letteratura rosa, Patrizia Violi, Graphe.it. Spesso quando alla parola letteratura si aggiunge un aggettivo qualificativo che indica un colore l’accostamento viene fatto con intenti pregiudiziali, non di mera connotazione del genere: lo è per il giallo – e d’altro canto solo in Italia, per la tinta scelta da Mondadori, le storie poliziesche si chiamano così –, lo è, a maggior ragione, visto che siamo una società sessista sin dal lessico, per il rosa. Ma non si tratta affatto di paginette intrise di sdolcinature: c’è molto di più in tutta questa produzione, che risponde a un’esigenza di mercato e tratteggia un vivido ritratto di una parte della nostra società. L’esegesi di Patrizia Violi è agilissima, esaustiva e magnifica: da leggere.

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“Mina per neofiti”

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Mina non poteva festeggiare meglio il suo primo quarto di secolo di attività, perché 25 è una gioia per le orecchie…

Mina per neofiti – La vita, la voce, l’arte di una fuoriclasse, Aldo Dalla Vecchia, Graphe.it edizioni. Prefazione di Cristiano Malgioglio, che di Mina è stato formidabile paroliere, autore di alcuni fra i suoi più sensazionali successi. Non sta bene dire l’età di una signora, e lei lo è davvero, ma non è un segreto, e sono già iniziate, del resto, le celebrazioni per il suo ottantesimo genetliaco: sono più di quarant’anni, però, che ha deciso di non comparire più in pubblico (chi è nato dopo il millenovecentosettantotto non ha potuto assistere a un suo concerto o vederla condurre un programma in tv), di palesarsi solo attraverso le sue interpretazioni, magnifiche, e con i suoi scritti, intelligenti, divertenti, sapidi, brillantissimi. Marcello Veneziani, con rara maleducazione, ha persino sostenuto che il vero autore fosse qualcun altro, nel caso specifico Ferdinando Adornato: la risposta è da antologia. Mina, che un destino glorioso in effetti lo ha già nel solenne cognome, Mazzini, è in assoluto una fra le più fulgide stelle del mondo dello spettacolo italiano, che pure le voltò le spalle e la condannò a un anno d’ostracismo quando, ben prima che esistesse la legge sul divorzio, per dirne una, osò avere un figlio senza essere sposata: chi credeva di essere, la leader di un partito politico che professa a parole la sacralità della famiglia tradizionale? Questo libro la descrive, racconta e celebra: da non perdere.

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“Il volo dell’ape”

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Lei è così, non si fa problemi, ma la richiesta è genuina, senza doppi fini!

Il volo dell’ape, Lorenzo Lanari, Graphe.it edizioni. Ebbe grande successo a Cannes qualche anno fa Le meraviglie, film dallo sguardo puro e bambino di Alice Rohrwacher, con protagonista la di lei sorella Alba, che era ambientato nelle campagne umbre ed era profondamente autobiografico, in quanto l’infanzia delle due artiste si è dipanata pure attraverso colline dai dolci profili e arnie grondanti miele: la società delle api è un vero e proprio microcosmo, nel quale si possono riconoscere ruoli e dinamiche che connotano anche il mondo degli uomini, che nascono e per la maggior parte sono ignari di quello che sarà il loro avvenire, e non hanno sovente nemmeno gli strumenti per decifrarlo, per cambiare il destino che li attende, per interpretare al meglio il ruolo che compete loro. Lorenzo Lanari, con prosa lirica e al tempo stesso imbevuta di concretezza, fa immergere il lettore in una dimensione simbolica, empatica, coinvolgente, emozionante.

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“L’arte di fare il cattivo”

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Talvolta l’Orco è un essere pacifico che vive nel suo bosco…

L’arte di fare il cattivo – Ovvero origine, epifanie e metamorfosi dell’Orco, Carlo Lapucci, Graphe.it edizioni. L’orco non è un personaggio come tanti, è per antonomasia l’antagonista senza il quale la storia non procede, perché un avversario che rappresenti le difficoltà che rendono la vita impervia e che debbono essere superate ci vuole sempre, è un vero e proprio riferimento, un archetipo, un simbolo, un emblema, quintessenza e sintesi di tutto ciò che spaventa e che viene tradotto nella sublimazione cui consente di accedere l’arte della parola, declinata nella sua caratteristica molteplicità, per il tramite di una figura mostruosa, monolite che in realtà, a ben guardare, è fatto di più strati, incarnando pure il pregiudizio da rifuggire. L’agilissima esegesi che ne fa in questo denso e dotto volume Lapucci è da non perdere.

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