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“La danza del mulino”

di Gabriele Ottaviani

Il mio scopo primario consisteva nel raggiungere il suo obiettivo…

La danza del mulino – La saga di Poldark – Un romanzo della Cornovaglia, 1812-1813, Winston Graham, Sonzogno, traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni. Un classico, si sa, non finisce mai di dire quel che ha da dire, e assurge al ruolo di punto d’incontro, riferimento, pietra di paragone, simbolo ed epicentro: Poldark è un vero e proprio cardine di un certo tipo di immaginario collettivo, e la saga continua coerentemente con un nuovo romanzo dettagliato, ricco di livelli di lettura, chiavi d’interpretazione, riferimenti, rimandi e citazioni, in linea con le attese eppure sempre sorprendente, rassicurante ma al tempo stesso stimolante. Splendido sin dalla copertina, ci fa immergere nei paesaggi frastagliati in cui il nitore calcareo si amalgama col verde salmastro, e se mentre Ross e Demelza, finalmente sereni, attendono la venuta al mondo del loro quinto erede, quel Napoleone al cui cognome, storpiato in Buonaparte, era dedicato nientedimeno che l’incipit di Guerra e pace, imperversa sul continente. Da un lato la guerra, dall’altro l’idillio, mentre le nuove generazioni conquistano la scena, e… Maestoso.

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“Le due donne di Auschwitz”

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Rimasero a guardare Otto, il padre di Eva, che si allontanava di fretta…

Le due donne di Auschwitz, Lily Graham, Newton Compton. Traduzione di Francesca Campisi. Nella notte più nera della storia una donna si ritrova deportata in un campo di concentramento e sterminio, separata dal marito, di cui cerca incessantemente notizie. Incontra un’altra donna, che condivide la prigionia e la sorte, e… Straziante, deflagrante, necessario. Perché chi non ricorda rivive e in peggio, e la memoria è la dote più preziosa che abbiamo.

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“Lo straniero venuto dal mare”

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Cercate di ragionare, sempre che voi siate un uomo ragionevole!

Lo straniero venuto dal mare – La saga di Poldark – Un romanzo della Cornovaglia 1810 – 1811, Winston Graham, Sonzogno. Traduzione di Maura Paroloni e Matteo Curtoni. Dice che era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare, cantava uno dei più grandi autori della musica italiana: e il mare solcato da battelli, velieri e bastimenti è in questo caso sia quello che sferza le scogliere della Cornovaglia che quello che lambisce ruggendo le coste del Portogallo, laddove Ross, personaggio talmente riuscito e iconico da aver imbevuto col suo fascino anche lo schermo, è in missione con l’armata di Wellington. Siamo infatti nel pieno di quella serie di conflitti che la storia ha chiamato, almeno alle nostre latitudini, guerre napoleoniche, e Demelza, innamorata, come e più di sempre, soprattutto ora che finalmente le nubi che per tanto tempo hanno reso angusto il suo orizzonte paiono essersi diradate, attende il ritorno del proprio uomo. Nel frattempo anche le nuove generazioni si danno da fare… Un classico meraviglioso.

 

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“La furia della marea”

91oZstnx86L._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Suvvia, mi sembra stia scoppiando una tempesta in un bicchier d’acqua…

La furia della marea, Winston Graham, Sonzogno, traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni. Il settimo volume della saga di Poldark si apre sul chiudersi del diciottesimo secolo: Poldark è stato eletto al parlamento battendo nel distretto di Truro il suo antagonista storico, George Warleggan, ama ancora Demelza, insidiata da un corteggiatore amorale che non esiterà a sfidare a duello, ma i loro cuori sono feriti, si divide fra la Cornovaglia e Londra, mentre Morwenna trova felicità solo fra le braccia dell’amante, ed Elizabeth è vessata dal più idiota e violento dei sentimenti, la gelosia, quella che George, malfidato e malfidente, prova nei suoi confronti. Si agita una risacca di passioni in questa prosa come sempre monumentale e ammaliante: da non perdere.

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“I quattro cigni”

81Pvanw6d5L._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

In cielo i gabbiani continuavano a volteggiare, a lanciare grida e lamenti in una litania intermittente.

I quattro cigni – La saga di Poldark, Winston Graham, Sonzogno, traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni. Composto di tre libri che si concludono con sillabe consonanti, te, te e to, il sesto e splendido – non che sia una novità, anzi… – volume della saga di Poldark, che tanta fortuna ha avuto e ha anche al di là del confine della pagina e sullo schermo, ci trasporta nuovamente sulle ali della sua prosa ampia e raffinata, preziosa come un arazzo antico, nell’ammaliante e scabra Cornovaglia, negli anni fra il millesettecentonovantacinque e il millesettecentonovantasette, quando Napoleone svendette Venezia agli odiati Austriaci in quel di Campoformio generando l’ira funesta del Foscolo: Ross sembra essersi di nuovo rimesso in carreggiata, ma i quattro cigni della sua esistenza, ossia le donne della sua vita, sono in contemporanea in crisi nera, ed è dunque tempo di nuove avventure, battaglie, tensioni, ambasce, speranze. Demelza, amata e tradita, non è indifferente al fascino di un giovane ufficiale di Marina salvato in Francia dallo stesso Ross, Elizabeth, l’antica fiamma, moglie di Warleggan, è in balia della di lui esiziale gelosia, Caroline si sente ogni giorno più distante da Dwight e Morwenna è vessata dal marito, il reverendo – ma non ha nulla di ammirevole, tutt’altro… – Osborne Whitworth, da cui attende una creatura. E… Imprescindibile.

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“La luna nera”

unnamed.jpgdi Gabriele Ottaviani

Posò la mano su quella di lei. Fino a quel momento era stato il loro unico, e raro, contatto fisico, e mai era accaduto in modo così deliberato. Lei cercò di ritrarsi ma la stretta di lui era salda. Era buio e l’oscurità e la disperazione gli diedero coraggio. Sollevò la mano di Morwenna e la baciò. Le dita di lei furono attraversate da un fremito poi rimasero immobili. A quel punto, con il cuore che gli martellava nel petto come se fosse sul punto di scoppiargli, Drake le voltò la mano e le baciò i polpastrelli uno a uno. Un gesto insolito per un giovane rude come lui, ma di nuovo l’oscurità in cui riusciva a scorgere solo i contorni dei suoi capelli e del suo viso lo protesse dall’imbarazzo, liberandolo da divieti e convenzioni.

La luna nera, Winston Graham, Sonzogno. Traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini. L’Inghilterra di Giorgio III e la Francia del Terrore, nel millesettecentonovantaquattro, sono in guerra fra di loro, però Ross Poldark sembra finalmente aver raggiunto la tranquillità, sia in affari che in amore. Dopo tanti travagli la sua storia con Demelza pare davvero andare a gonfie vele, ma nuove nubi si addensano all’orizzonte, nuovi personaggi entrano in scena e soprattutto un segreto sta per essere rivelato: sarà quella la vera bomba che minerà la stabilità di tutto il contesto. A meno che… Poldark è un mito anche in televisione, ora incarnato nella nuova versione filmica della saga dall’ottimo e fascinoso Aidan Turner: come sempre la ricostruzione è perfetta, la qualità della prosa magnifica, le vicende trascinanti. Come l’acqua per chi ha sete.

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“Le carte segrete del “Post””

51Et1CYedJL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mi sentivo sotto assedio.

Le carte segrete del “Post” – Dai Pentagon Papers al Watergate, Katharine Graham, Aliberti. Traduzione di Giorgio Moro. Tratto da Personal history. Meryl Streep l’ha appena incarnata al cinema, prendendosi, questa volta con pienissimo merito, senza nemmeno l’ombra di un dubbio, l’ennesimo grappolo di nomination in tutti i principali premi internazionali relativi alla settima arte. Nessuno credeva che in un mondo maschile potesse tenere la barra dritta. Nessuno credeva che avrebbe avuto il coraggio di dire ai suoi lettori la verità. Nessuno credeva che fosse capace. Nessuno credeva che sapesse organizzare qualcosa di più complesso di una cena di gala. Katharine Graham, l’editrice del Washington Post, prima di lei quotidiano molto meno prestigioso di quanto poi non sia diventato grazie al suo indomito impegno, che ha scoperchiato le menzogne del governo USA, racconta la sua storia. Moralmente indispensabile.

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“Parlare a raffica”

51zFMuI83LL.jpgdi Gabriele Ottaviani

Per cominciare, e quasi senza preavviso, ero di nuovo su un set e il ritmo di lavoro era quanto di più lontano da quello rilassante cui mi ero abituata con Parenthood. Non che fossi costretta a scalare montagne e a dormire dentro una carcassa di cavallo, come Leo DiCaprio, ma l’impresa era comunque gravosa. Incombeva la data di consegna di questo libro. Per non parlare di quello che avrei dovuto portare a termine prima di consegnare questo. Poi io e Mae trovammo un acquirente per l’adattamento di The Royal We, perciò non restava che scriverlo. Rimpiangevo le giornate trascorse su Chairish, passando in rassegna variopinti tavolini vintage, o a soppesare i pro e i contro del dilemma palestra/tintoria. In quel periodo avevo troppo tempo libero, e d’un tratto avevo l’acqua alla gola. Una mattina, nel camper del trucco, stavo chiacchierando con Dan Bucatinsky, che nella serie interpreta il ruolo di Jim Nelson, il direttore della rivista GQ. Oltre che attore, Dan è anche sceneggiatore, e il suo libro Does this baby make me look straight? è il resoconto esi larante e sincero della sua esperienza di padre adottivo e gay. Per un po’ ci limitammo a confidarci le nostre sofferenze di scrittori, e a commiserarci a vicenda. Io gli parlai dei vari progetti tra i quali mi stavo giostrando e del timore di non riuscire a rispettare le scadenze. Ma alla fine, e per la prima volta, riuscii davvero ad articolare il problema: «So di potercela fare, solo vorrei che il processo costasse un pochino di fatica in meno». Dan chinò la testa per scrutarmi da sopra le lenti degli occhiali. «Lauren», disse, in un tono che significava: ti scongiuro. «Telefona a Don.»

Parlare a raffica, Lauren Graham, Sperling&Kupfer, traduzione di Elena Cantoni. Che proferisca verbo alla velocità della luce è cosa assai nota, più o meno a tutti dappertutto. È la protagonista di una serie televisiva che ha segnato un’epoca e che per molti è stata, è diventata ed è tuttora un vero e proprio cult: è Lorelai. Sì, è una mamma per amica. Attrice. Produttrice. Romanziera. Donna brillante. Intelligente. Caleidoscopica. Versatile. Sensibile. Dall’anima ricca e preziosa come una cornucopia. Mai banale. Si racconta. Si confida. Ed è un vero regalo, una condivisione che pare autentica e imprescindibile, divertente e sincera, da custodire con cura.

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“Warleggan”

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Mentre leggeva, fuori era calata l’oscurità. O forse era calata nel suo cuore e nella sua mente?
Warleggan – La saga di Poldark – Un romanzo della Cornovaglia 1792-1793, Winston Graham, Sonzogno, traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni. La rivoluzione francese ha stimolato nei popoli il giusto desiderio di autodeterminazione, libertà e uguaglianza al di là dei benefici che nascono esclusivamente dai privilegi di nascita, e per i quali, dunque, con ogni evidenza, non esiste alcun merito personale, non sono dovuti a fatica o lavoro, ma soltanto a qualcosa in merito al quale non si ha alcuna possibilità di scelta o di decisione aprioristica. Queste istanze però hanno anche determinato guerra e violenza: del resto, chi rinuncerebbe volentieri a qualcosa che gli rende la vita più facile? Chi mai è disposto di buon grado a condividerla, quand’anche a lui all’atto pratico non cambi nulla, perché l’ampliamento dei diritti non li toglie a chi li ha già, ma semplicemente li concede a chi prima non li possedeva? Ross e Demelza, in questo contesto d’Europa in subbuglio, finalmente paiono aver voltato pagina dopo tanti patimenti. Ma… Un nuovo, emozionante, travolgente romanzo: da non perdere.

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“Jeremy Poldark – Un romanzo della Cornovaglia, 1790-1791”

4542648di Gabriele Ottaviani

Ora potreste dire: “Ma se per la terza accusa non ci sono prove, è difficile dimostrare un comportamento illecito da parte dell’imputato anche riguardo agli altri due capi d’accusa. Dove sono le prove concrete della sua colpa? Ad esempio, qualcuno lo ha visto portare via anche solo un pezzo di legno da una delle due navi?” La risposta è no. Ma per la legge, se siete certi che ci sia stata una sommossa, vi basta essere altrettanto certi che l’accusato fosse sufficientemente coinvolto nella faccenda da poterlo considerare il principale responsabile. Quando c’è l’intento comune di commettere un crimine, l’azione del singolo diventa l’azione di tutti, e perché venga considerato colpevole non è nemmeno necessario che un uomo sia presente mentre il crimine viene commesso.

Jeremy Poldark – Un romanzo della Cornovaglia, 1790-1791, Winston Graham, traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini, Sonzogno. Ross e Demelza sono annichiliti dal dolore: Julia, la loro figlia, è morta. Oltretutto sul capo di Ross pende, come se fosse una vera e propria spada di Damocle, per la gioia del suo acerrimo nemico, George Warleggan, un’accusa gravissima, per cui rischia la vita: quella di aver saccheggiato due navi naufragate. Il contesto storico è quello dell’epoca della rivoluzione francese, che si teme possa germinare anche altrove, la caratterizzazione di ambienti, personaggi e situazioni è come sempre perfetta, il ritmo appassionante e travolgente, la prosa esemplare e avvincente, grazie a un ritmo serrato ma mai inutilmente forsennato: la saga continua (se possibile finanche migliora), e per tutti gli appassionati è difficile immaginare una notizia più fausta.

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