Libri

“Gli anarchici e la rivoluzione russa”

unnamed (6).jpgdi Gabriele Ottaviani

La disamina critica del regime bolscevico che ispira i libri del duo russo-americano non scorre però lungo gli stessi binari, per lo meno non del tutto. Anche se gli argomenti principali sono gli stessi – la propensione inerentemente autoritaria del bolscevismo, la politica repressiva dei suoi principali esponenti, il tradimento degli ideali rivoluzionari, lo schiaccia­mento degli organi di coordinamento popolari, la verticalizzazione del po­tere – il giudizio sugli eventi, sugli uomini e sulle circostanze, nonché la più generale prospettiva interpretativa, sono differenti: più decisa, aspra, convinta, Goldman, più dubbioso, più possibilista, persino più conciliativo, Berkman. Una differenza che emerge con forza anche dai loro resoconti degli eventi in loco. Quando anni dopo, nella sua autobiografia, Emma rac­conterà dei drammatici eventi di Kronštadt, non mancherà di sottolineare come il compagno, nei momenti più difficili, avesse tentato disperatamente di contattare Lenin e Trockij…

Antonio Senta, Gli anarchici e la rivoluzione russa (1917-1922), Mimesis. È passato un secolo, e parlare oggi d’anarchia e rivoluzione suona per certi versi davvero finanche straniante: eppure molto di ciò che siamo passa pure attraverso l’analisi di questa parte della storia. Chiedendosi se fosse possibile una rivoluzione senza che alle spalle di essa vi fosse un establishment formato quantomeno da un partito e da una polizia segreta, prendendo dunque le mosse dalla critica anarchica (si sa, le correnti politiche amano le risse…) al bolscevismo, in questo volume, che raccoglie gli atti di un seminario promosso dalla Biblioteca Panizzi e dall’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa (il cui comitato scientifico, curato da Fiamma Chessa, è composto da Enrico Acciai, Luigi Balsamini, Elena Bi­gnami, Gianni Carrozza, Alberto Ciampi, Carlo De Maria, Emanuela Minuto, Giorgio Sacchetti e, per l’appunto, Antonio Senta) tenutosi nei primi giorni di dicembre di due anni fa presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, si dioinge l’affresco di un tempo e di un mondo assolutamente significativi.

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