Libri

“Sarah”

415IC0NwznL._SY346_di Gabriele Ottaviani

Quella mattina è sola in casa. I genitori, insieme a Valentina, sono partiti presto per Taranto perché dovranno essere interrogati dai pm Mariano Buccoliero e Pietro Argentino. Cosima entra dagli inquirenti a mezzogiorno, e proprio in quel momento Sabrina sta cercando di mettere ordine fra i contatti che le fanno squillare senza sosta il telefonino. Prima a chiamare è Francesca Pozzi, giornalista di Mediaset, dunque Nazareno Dinoi de La Gazzetta del Mezzogiorno. Nel frattempo le scrive Rosa Maria, una cliente: “Sabri, domani mattina posso venire?”. “Sì, poi ti dico”, replica lei.

Sarah – La ragazza di Avetrana, Flavia Piccinni, Carmine Gazzanni, Fandango. Inizia tutto alla fine di agosto del duemiladieci, in una giornata in apparenza come tante e che invece ben presto rimarrà impressa nell’immaginario collettivo e nella storia dell’invasiva narratologia mediatica in materia di cronaca nera come un punto di svolta e soprattutto di non ritorno, la prima puntata di un gigantesco, immersivo, ribollente e orrorifico reality show che non ha risparmiato nulla a nessuno, una trama densa di miserie, fitta di meschinità, segreti, misteri, rancori, rimorsi, ripicche, vendette, piccinerie, aberrazioni, squallori e, come da lapidaria definizione, ragazzi destinatari d’una passione cieca tale da far sembrare al confronto osannati e fascinosissimi divi null’altro che bipedi sgualciti: una cittadina del profondo sud, nel mezzo del nulla o quasi, ignota ai più prima di quel momento, diviene epicentro della generale curiosità, perversa e morbosa, pressappoco dall’attimo esatto, più o meno, in cui si presenta all’attenzione del mondo come il teatro della scomparsa imprevista e imprevedibile di una taciturna e graziosa adolescente, Sarah, una ragazza che nessuno potrebbe pensare si sia attirata delle antipatie. E invece… Piccinni e Gazzanni non solo ricostruiscono i fatti, ma con questo romanzo-verità meditano e fanno meditare, con prosa chirurgica ma non priva, anzi, di lirismo, sul male, sulle azioni e reazioni, sulla spettacolarizzazione del dolore. Deflagrante.

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“Nella setta”

Cattura.PNGdi Gabriele Ottaviani

Una lunga pausa si stende fra noi. Intanto le carte, i plichi e i faldoni sul tavolo raccolgono le testimonianze del processo che permettono di ricostruire la raccapricciante quotidianità all’interno del Forteto. La sveglia è per tutti all’alba perché ci sono il caseificio e la cooperativa da portare avanti. L’unico ad alzarsi in tarda mattinata è lui, il Profeta. Secondo le testimonianze, Fiesoli difficilmente metteva piede nel caseificio. Passava piuttosto il suo tempo a osservare gli altri e a raccogliere le confidenze dei suoi fedelissimi. E poi, ovviamente, era molto impegnato a mantenere i rapporti con le istituzioni e gestire quel traffico di politici, magistrati o assistenti sociali che transitavano continuamente dalla comunità. A pranzo e a cena il copione era lo stesso: andavano in scena i “chiarimenti”. Nella realtà, un pressing psicologico sugli adulti, ma anche su questo o quel bambino che si concludeva sempre con la confessione di (inventate) fantasie sessuali davanti agli altri. Non di rado, tutto nasceva da un “viso troppo pallido”; durante il processo c’è stato chi ha perfino confessato che, di ritorno da scuola, si prendeva a schiaffi per avere un colorito maggiore ed evitare così il violento, sommario, processo. La parte peggiore, però, avveniva il pomeriggio, quando i bambini e i ragazzi venivano obbligati a subire violenza. Secondo quanto ricostruito, questi facevano visita a Fiesoli che li accompagnava in camera e aveva rapporti sessuali con le vittime in evidente sudditanza psicologica. Lui era il capo della comunità, era quello che decideva cosa fosse giusto e cosa sbagliato. Lui era il Profeta.

Nella setta, Flavia Piccinni, Carmine Gazzanni, Fandango. Quattro milioni. Sembra incredibile, ma è così. Una cifra immensa. Un italiano su quindici, più o meno. Sono le persone che cadono, per i più vari motivi, difficili a comprendersi in un mondo come quello attuale nel quale le informazioni dovrebbero essere capillarmente accessibili a tutti, nella rete delle sette: l’inchiesta portata avanti e raccontata con stile affilato e profondo è sorprendente, sconvolgente, sconcertante. Da non perdere assolutamente.

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