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“La strega di Cetona”

cover (1)di Gabriele Ottaviani

Bianca rotolò con giocosa malizia e la gonna risalì, facendo biancheggiare le cosce. Lorenzo lasciò cadere la camicia e si gettò su di lei, schiacciandola nel fieno profumato. «Cosa fai?» mugolò Bianca, compiaciuta, mentre lui le mordicchiava l’orecchio e affondava la mano tra le sue cosce. «Prendo ciò che offri» rispose l’uomo con voce ingolata, mentre le baciava il collo. Bianca scivolò di lato, liberò una mano e gli offrì una scatolina di unguento, poi si mise carponi e sollevò la gonna per offrirgli le natiche pallide e nervose. Lorenzo guardò la scatolina e lei che attendeva a occhi chiusi. Un lampo di malignità gli accese lo sguardo. La verità era che la cagnetta non voleva lui quanto piuttosto umiliare la rivale. Gli sembrò giusto, allora, renderle pan per focaccia e strapparle la mitica verginità che si diceva difendesse con tanta gelosia. Lorenzo la rovesciò, le aprì le cosce e la penetrò prima che avesse il tempo di sgusciare via. «No, no, no…» piagnucolava Bianca, divincolandosi e tentando di respingerlo. La forza vinse facilmente la resistenza e il membro si aprì la strada, finché lei si acquetò in un pianto silenzioso. Dopo l’orgasmo, le passò una mano tra le cosce ed esaminò le dita macchiate di rosa. «Dopo tutto, eri proprio vergine!» commentò e le strofinò sul viso la mano sporca di sangue. Senza dire altro, con calma serafica infilò la camicia e raggiunse i braccianti sulle sponde del torrente. Volarono via due mesi, durante i quali la ragazza si tenne alla larga. Tutte le mattine scrutava il pagliericcio, cercando i segni delle regole, che desiderava più di quanto avesse desiderato il menarca. Finché il ritardo si trasformò in mancamento e seppe il prezzo che aveva pagato per umiliare la rivale.

Avvocato che ha da sempre la passione per la scrittura e il teatro, con raffinata eleganza e bello stile, che non lesina in dettagli e particolari, ricostruendo con accuratezza le atmosfere del sedicesimo secolo, quando l’Italia è devastata dalle scorrerie dei lanzichenecchi, Andrea Gasparri ambienta in una Toscana dal fascino suggestivo e selvaggio vicende di amori, passioni, morte e magia, di contese per lo stesso uomo, seduzioni proterve, malocchio, esili e vendette, induzione coatta alla vita monastica e donne, spesso vittime ma ancora più di frequente indomite e coraggiose artefici del proprio destino. La strega di Cetona, IoScrittore: da leggere.

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