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“I sogni di mio padre”

4172Y4jJD2L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Niente era mai abbastanza per lui.

I sogni di mio padre, Barack Obama, Garzanti. Traduzione di Cristina Cavalli e Gianni Nicola. L’inquilino democratico, il primo afroamericano della storia, a quattro decenni dal segregazionismo più becero, che ha preceduto per due mandati, imponendosi alle elezioni prima su McCain, da poco scomparso, e poi su Romney, il repubblicano Donald Trump alla Casa Bianca, e in tutta onestà, nonostante non tutte le aspettative – ma forse perché erano troppo alte – siano state rispettate, non lo si rimpiange mai abbastanza, dottore in scienze politiche e giurisprudenza nato alle Hawaii, per due volte persona dell’anno per il Time, premio Nobel per la pace dieci anni fa, è stato anche un ragazzo con la sigaretta sempre in bocca che guidava una Ritmo, ha sposato una donna straordinariamente in gamba che gli ha dato due meravigliose figlie e a sua volta è stato figlio di un’antropologa del Kansas e di un economista keniota: il matrimonio fra i suoi genitori è finito presto, ma questo non gli ha impedito, anzi, di andare sempre alla ricerca delle sue radici, e di perseguire un obiettivo. Torna in libreria, a breve distanza dalla comparsa sugli scaffali del volume, eccellente, firmato da sua moglie, in una nuova ed elegantissima edizione, rinnovata sin dalla copertina, molto più simbolica e meno didascalica della precedente, la poderosa autobiografia, dal ritmo romanzesco e dall’impressionante solidità narrativa, interessante, leggibile e coinvolgente, che non ha nulla delle tendenze agiografiche che spesso si riscontrano in testi di tal genere, di Barack Obama: da non lasciarsi sfuggire.

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“Certe fortune”

41NzhJ+HuhL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Benito? Ma si poteva chiamare un toro col nome del presidente del Consiglio?

Certe fortune, Andrea Vitali, Garzanti. Andrea Vitali è una garanzia: la nota frase di Daria Bignardi che sosteneva di essersi presa finanche il raffreddore dopo essersi immersa nelle sue perfette descrizioni delle brume lacustri è infatti opinione simpatica, efficace e veridica. La prosa di Vitali, sempre ottima, credibile, curata, divertente, brillante, riconoscibile e rassicurante, mai ripetitiva, comunque originale, torna in questa riuscitissima occasione ad affrontare le vicende del maresciallo Ernesto Maccadò, la cui moglie continua a svenire e a non ambientarsi, di nuovo alle prese con un esercizio di pazienza da far tremar le vene dei polsi a Giobbe: un turista tedesco rimane chiuso nel bagno del battello, il nuovo tiro a segno sta per essere inaugurato, un eccezionale toro da monta, una tonnellata e due di massa, un metro e settanta al garrese di altezza, per non parlar del resto, semina feriti a destra a manca. E così, nell’estate del millenovecentoventotto, a Bellano… Da non lasciarsi sfuggire. Splendida la copertina che ricorda, cambiando quel che si deve, le tauromachie antiche raffigurate a Creta.

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“Oggi è il giorno giusto per dare una svolta alla tua vita”

41jc+8oGJNL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Chi dice amore dice alterità: l’altro è un altro…

Oggi è il giorno giusto per dare una svolta alla tua vita, Raphaëlle Giordano, Garzanti, traduzione di Sara Arena. Non è mai troppo tardi per essere ciò che vuoi essere, si sa, e siccome il presente in un attimo è già passato e il futuro ancora non esiste non si può perdere tempo, anche perché è una divinità che tutto fagocita, e che scorre in una sola direzione: quella che non sa prendere Meredith, il cui compagno mette di fronte a una scelta. Finché la sua migliore amica non le regala un taccuino e l’opportunità di un viaggio di sei mesi intorno al mondo. Un’esperienza che, com’è inevitabile, la cambierà… Brillante, lieve ma non superficiale, ben scritto, piacevole.

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“Prometto di amare”

41veWJFiPqL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sta bene, è nel nostro cuore.

Ed è felice, no?

Prometto di amare, Pedro Chagas Freitas, Garzanti. Traduzione di Ettore Corsini. Pedro Chagas Freitas è scrittore amatissimo e dall’impressionante facilità di racconto: indaga con semplicità e senza retorica, con uno stile tutto suo in cui ognuno però può ritrovarsi, facile, chiaro, nitido, limpido, intenso, convincente, coinvolgente e accessibile, i sentimenti, che si palesano in mille modi diversi, in infinite forme. Perché l’amore e la bellezza sono dovunque, a saper ben guardare: e questa è infatti la vicenda di un uomo che, seduto su una panchina, di giorno in giorno, da decenni, guarda bene. Osserva la realtà che lo circonda, gli abbracci che le persone si scambiano: si appunta le caratteristiche di quel gesto, e inventa storie… Da leggere.

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“Dove finisce la notte”

41GdlbMZxtL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Credo di averla conosciuta, tua nonna.

Daniela Tully esordisce nella narrativa propriamente detta dopo anni di impegno cinematografico (si pensi a Contagion, Marigold Hotel, The help…) con un romanzo toccante, intenso, ampio, avvincente, avvolgente, convincente, semplice, lineare, sensibile, delicato, dal respiro epico: l’amore, quello vero, quello che non conosce compromessi, vince su tutto e raggiunge, generazione dopo generazione, l’eternità. In particolare vince sui pregiudizi, e sulle conseguenze delle pagine più buie e nefaste della storia, che però esistono, e proprio per questo, per essere da monito, per fare in modo che quegli accadimenti terribili e abominevoli non si verifichino una volta di più, debbono essere ricordate: tra Monaco e gli Stati Uniti d’America, tra il millenovecentonovanta e il duemilasedici si dipana una vicenda fondata sulla forza dei legami che ripercorre e immortala gli atroci frangenti del Terzo Reich. Dove finisce la notte, Garzanti, traduzione di Vera Sarzano.

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“Il paziente inglese”

41kvmRRqEGL._AC_US160_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Tirai indietro la djellaba e vidi una ragazzina araba che dormiva legata al letto.

Il paziente inglese, Michael Ondaatje, Garzanti. Nuova edizione negli Elefanti Bestseller. È con ogni probabilità l’opera più famosa dello scrittore singalese naturalizzato canadese che grazie a questo romanzo, ventisette anni fa, si è aggiudicato, con merito, il Booker Prize, e Anthony Minghella ne ha tratto in seguito un celebre film, perfettamente in linea con lo Zeitgeist degli anni Novanta imperniato sul revival del genere kolossal, una pellicola buona ma sopravvalutata, di ampio respiro, premiata con nove Oscar tra cui quello, ingiusto, a Juliette Binoche: narra, con respiro epico e coinvolgente, negli anni della campagna del Nordafrica e della campagna d’Italia, durante la seconda guerra mondiale e in particolare tra l’aprile e l’agosto del millenovecentoquarantacinque presso un convento occupato dai nazisti e divenuto un ospedale provvisorio, adiacente a Villa San Girolamo, nei dintorni di una Firenze vittima dei bombardamenti, spostandosi avanti e indietro nel tempo, la vicenda di un uomo rimasto gravemente ferito e privo di tutto, in primo luogo della memoria, di una giovane infermiera che lo accudisce e di molti altri personaggi. Per chi non conoscesse la storia, un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

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“La vita inizia quando trovi il libro giusto”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Dopotutto, domani è un altro appuntamento…

Rossella O’

Brooke Davis, Leon Uris, Nathaniel Hawthorne, Graeme Simsion, Sharon Krum, Joanne Harris, Liane Moriarty, Francis Scott Fitzgerald, Emily Brontë, Donna Tartt, Haruki Murakami… Questi, e altri, sono gli autori dei romanzi del cuore di Frankie, che a diciott’anni era ribelle, era a Parigi, si è fatta un tatuaggio e ora, due lustri dopo, se ne pente. Non va d’accordo con la madre, la sua carriera è grigia, la sua vita sentimentale una Caporetto, più o meno: se la sua esistenza fosse un libro – e lei nei libri ha sempre cercato le risposte – si intitolerebbe Delusione, così come quelle che prova a ogni nuovo incontro. Ma persevera, perché il suo piano non può fallire: ogni giorno lascia sui mezzi pubblici una copia dei suoi testi preferiti. Dentro scrive il suo indirizzo email. Impossibile non trovare così l’agognata anima gemella: La vita inizia quando trovi il libro giusto, Ali Berg, Michelle Kalus, Garzanti, traduzione di Roberta Scarabelli, è un dolcissimo gioiellino. Come l’acqua per chi ha sete.

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