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“La stanza della tessitrice”

416WjYVoH2L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Piangi solo dopo essere caduta, mai prima. È inutile.

La stanza della tessitrice, Cristina Caboni, Garzanti. Camilla si è rifugiata a Bellagio per iniziare una nuova vita e tessere liberamente i suoi abiti che sono molto più che semplici, ammesso e non concesso che l’attributo sia adeguato, capi d’abbigliamento: ora però deve abbandonare ogni cosa perché colei che l’ha cresciuta come una madre ha bisogno del suo aiuto, e lei non può né vuole rifiutarsi, nonostante il dolore che ha cucito nell’anima. E costei, Marianne, le mostra il contenuto di un baule, e le racconta una storia, quella di una celeberrima stilista, una sorella mai conosciuta: e c’è un solo indizio per ritrovarla… Avvincente, emozionante, potente, classico, raffinato, elegantissimo, è un romanzo di sentimenti che non indulge mai nel sentimentalismo, in cui il tempo ricopre un ruolo fondamentale, in cui con sensibilità rara si scava nell’anima. Da non perdere.

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“Danny l’eletto”

41s5ZCR9ZPL._SL218_PIsitb-sticker-arrow-dp,TopRight,12,-18_SH30_OU29_AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Lo lasciai seduto davanti al tavolo di cucina, con gli occhi fissi sulla tovaglia bianca.

Danny l’eletto, Chaim Potok, Garzanti, traduzione di Marcella Bonsanti. Reuven e Danny sono due ragazzi ebrei che appartengono a due distinte comunità religiose che in quel di Brooklyn al tempo della seconda guerra mondiale, con buona pace del messaggio di amore universale che ogni dio che si rispetti non cessa mai di predicare ai quattro venti, si guardano molto più che reciprocamente in cagnesco: si incontrano sul campo di baseball e uno dei due ferisce l’altro. L’accadimento, di per sé banale, naturalmente si carica subito di tutta una serie di molteplici significati, e… Ritratto vivido e intenso di un mondo, indaga con la forza delle parole quei silenzi che spesso cementano i rapporti familiari: da leggere.

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“Uno su mille”

51aRkz3TL8L._SX340_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La banda Koch, pur essendo fascistissima, non piaceva ai tedeschi.

Uno su mille – Cinque famiglie ebraiche durante il fascismo, Alexander Stille, Garzanti, traduzione di Davide Panzieri. Ottant’anni fa in Italia il potere fece entrare in vigore l’abominio più abominevole che si sia mai sentito: le leggi razziali. Tra sei giorni cade il settantacinquesimo anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma: migliaia di persone deportate e mandate a morire. Gli ebrei all’epoca erano uno su mille, eppure col fascismo avevano sempre bene o male convissuto fino a quel momento in maniera quasi normale: da quell’istante non fu più così. Ovazza e Foa a Torino, Di Veroli a Roma, Teglio e Pacifici a Genova, Schönheit a Ferrara: il testo di Stille, edito per la prima volta ventisette anni fa, è da leggere e rileggere. Per non dimenticare, mai. Soprattutto ora che si sta perdendo la memoria. Che le testimonianze dirette si fanno più rade. Che la ricerca è più difficile.

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“Il bosco ricorda il tuo nome”

41IeB61IiNL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ma certo, lei è l’ospite misterioso, il lord.

Il bosco ricorda il tuo nome, Alaitz Leceaga, Garzanti. Traduzione di Vera Sarzano. Villa Soledad è immersa in una densissima foresta secolare da cui sembra impossibile che una qualsiasi cosa possa filtrare all’esterno: il bosco, dal fascino incantevole e imponente come tutti quei luoghi, è il regno delle due sorelle Alma ed Estrella, diversissime fra di loro eppure accomunate dal dono della sensibilità, ereditato dalla nonna, che fa sì che siano in grado di conoscere cose che nessun altro sa. Tra di loro c’è un legame imprescindibile, essenziale, finché un giorno non compare Tomás, e… L’animo umano ha miliardi di colori: Alaitz Leceaga ne indaga tutte le sfumature, specie quelle più intense e inattese. Da leggere.

 

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“Angeli terribili”

51KMeX6TUtL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Era proprio mio nonno. E io ero fiero che mio nonno fosse così popolare.

Angeli terribili – Una storia di frontiere, Gianni Barbacetto, Garzanti. Giornalista di chiara fama, scrittore, direttore dell’Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord, collaboratore con Francesca Comencini per il soggetto di A casa nostra, pellicola del duemilasei con Luca Zingaretti, Valeria Golino, Fabio Ghidoni, Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Laura Chiatti, Valentina Lodovini, Bebo Storti e molti altri, Gianni Barbacetto racconta con intensità e acribia, immergendosi – e facendo sì che il lettore si immerga – completamente nella Storia, in questo volume, ultimo, al momento, della sua amplissima produzione, la vicenda coinvolgente e che induce alla riflessione di un uomo che, nel profondo nordest, è morto sul finire della seconda guerra mondiale, e l’epitaffio sulla sua tomba recita parole terribili: Qui giace Cruchi, uomo iniquo e perverso, pregare per lui è tempo perso… Da non perdere.

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“Il nostro momento imperfetto”

41YRpdwIkML._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Considerai l’idea di acquistare un amuleto e una pistola.

Il nostro momento imperfetto, Federica Bosco, Garzanti. Solo chi cadde può dare altrui l’edificante spettacolo del rialzarsi, diceva Arturo Graf. Ed è proprio vero. Certe volte però non si cade per propria dabbenaggine, ma perché la vita ti fa lo sgambetto. E in quei casi risollevarsi è ancora più difficile. Ma al tempo stesso ancora più necessario: Alessandra ha superato le turbolenze dell’estrema giovinezza, ha un lavoro che ama, una quotidianità solida, un uomo accanto da tempo. Finché all’improvviso non si palesa la tempesta: e la tentazione di non ripartire, di lasciarsi andare, di tirare in remi in barca, di pensare che ormai in fondo si può fare anche a meno di ciò a cui si era abituati perché la propria vita la si è fatta è forte. Molto, molto forte. Ma finché c’è vita c’è vita, prima ancora che speranza, ed è un dovere in primo luogo verso sé medesimi fare in modo di darle un senso pieno, una compiutezza autentica: le sorprese del resto sono sempre dietro all’angolo, si manifestano in tutta la loro forza quando meno ce lo si aspetta. Per Alessandra la ripartenza ha il volto di Lorenzo: un uomo gentile. Ottimista. Fresco di divorzio. Con un’ex moglie odiosa e una figlia adolescente, con tutto quel che quell’età verde e malsicura comporta: non è mai troppo tardi però per essere quel che si avrebbe desiderato essere. E… Con estrema credibilità, levità profondissima, spiccata intelligenza emotiva e una caratterizzazione di dettagli, situazioni e personaggi rara e curatissima, Federica Bosco torna a dipingere con mano ferma tutte le sfumature dell’amore, e a raccontarle regalando emozioni e piacere.

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“Come l’acqua che spezza la polvere”

51LQZhNbjtL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sono tre notti che non dormo.

Come l’acqua che spezza la polvere, Deborah Levy, Garzanti. Traduzione di Stefania Cherchi. Non c’è meta più difficile da raggiungere per chi scrive di una semplicità che sia però densa, mai banale, ricca di sfumature, stratificata come una roccia che conserva immortale la memoria del tempo trascorso: Deborah Levy questa meta, pare evidente, non solo l’ha conquistata, la abita. Forse l’ha addirittura edificata, come una casa che è emblema della straordinarietà del quotidiano, in cui ci si riverbera e riconosce: in questo caso specifico, sotto il sole cocente del sud della Spagna, due donne, madre e figlia, si ritrovano a fare i conti con la propria esistenza. E… Impressionante, emozionante, bellissimo.

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