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“La donna del mercante di spezie”

51yUmPriW4L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Era davvero tornato a casa per uccidere Ralph?

La donna del mercante di spezie, Katie Hickman, Garzanti. Traduzione di Stefania Cherchi. Londra, anno del Signore milleseicentoundici, quello in cui Marco Antonio de Dominis, teologo, scienziato e arcivescovo, pubblica un trattato in cui dà una spiegazione finanche al fenomeno dell’arcobaleno, Gustavo II Adolfo diventa re di Svezia, nasce Ferdinando Stocchi, celebre falsario, e muore Eleonora de’Medici: Paul, ricco mercante britannico, e Celia, ex favorita del sultano, che ha patito sulla propria pelle la violenza dei turchi, hanno finalmente coronato il loro sogno d’amore scandaloso – per quelli che ben pensano – e proibito, sono finalmente marito e moglie, si trasferiscono da Aleppo nella loro nuova casa nell’algida Albione. Ma per Celia non è facile integrarsi, e… Un romanzo totale, che riesce a caratterizzare con efficacia niente affatto comune, esaltata da una prosa solida e ammaliante, un intero universo, in ognuna della sue molteplici sfaccettature.

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“La figlia scomparsa”

5198FnzS4mL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Allora resta. Le sorelle rimangono unite.

La figlia scomparsa, Jenny Quintana, Garzanti. Traduzione di Francesca Crescentini. Anna è adulta. Forte. Ha lasciato il paese dov’è cresciuta giurando che non ci sarebbe mai più tornata. Ma la morte, per giunta improvvisa, della madre la costringe a fare quello che non avrebbe mai voluto, ossia in particolare a ripercorrere le strade che attraversano gli stessi luoghi in cui nel millenovecentoottantadue, d’autunno, sua sorella, la persona più importante della sua vita, confidente, amica, metà di un tutto che era solo loro, è scomparsa senza lasciare traccia. E la verità non è mai venuta a galla. Un’attesa infinita, uno stillicidio. Ma adesso Anna non è più la ragazza di un tempo. Ha detto basta. E… Se ogni esordio fosse così riuscito la letteratura sarebbe migliore.

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“Invincibili come noi”

51hSO6fEXOL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ti manca fare parte di una famiglia?

Invincibili come noi, Louise Pentland, Garzanti, traduzione di Roberta Scarabelli. Robin ha un lavoro. Una famiglia. Una figlia. Lyla. Sei anni. Bellissima. Che ha cresciuto da sola. E per questo naturalmente non riesce a sgattaiolare fuori dalla trappola emotiva che si presenta spessissimo alla soglia della coscienza di molte donne che si trovano nella sua stessa situazione: si sente inadeguata. Ha dubbi e paure. Pensa di non essere una buona madre. Pensa che dovrebbe dare alla figlia un compagno. Una stabilità. Così si rimette in gioco. Diventa più simile a ciò che globalmente ci si aspetterebbe che fosse. Ma la perfezione non è di questo mondo,e  ciò che più conta è l’amore, che non ha una sola forma o un solo volto, anzi. E… Travolgente, commovente, bellissimo.

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“Le spie non devono amare”

downloaddi Gabriele Ottaviani

Lo guardai sconvolta. Cominciavo a capire.

Le spie non devono amare, Giorgio Scerbanenco, Garzanti. Si tratta in assoluto di uno dei più celebri e con pieno merito celebrati maestri del giallo che la storia letteraria italiana e non solo possa annoverare nella propria schiera di autori: torna in una nuova edizione l’avvincente e appassionante racconto, preconizzatore senza alcun dubbio, come del resto la prefazione dell’illustre critico Gianni Canova conferma e sottolinea in maniera efficacissima, di numerose modalità narrative ed espressive, nonché di diverse tematiche assai importanti, di Ornella Dallas, protagonista di questo romanzo in cui pare confidarsi dinnanzi a una telecamera, nell’altrove spersonalizzante e asettico di uno studio televisivo dove impudicamente si scava nell’altrui pudore, narrando la vicenda di una donna che ha amato chi non poteva né doveva amare. Nonostante tutto. Un uomo. Incontrato per caso a Berlino, tanto tempo prima. Una spia. E… Mozzafiato.

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“Per lanciarsi dalle stelle”

41EKrj2wWTL._AC_US218_di Gabriele Ottaviani

Mentre aspetto che la ragazza prima di me finisca la sua esibizione, mi ritrovo più volte a studiare la distanza che mi separa dall’uscita di emergenza. L’attesa è sempre la parte peggiore. Proprio come prima del lancio col paracadute, nei secondi che impiego a salire sul palco e raggiungere il microfono di fronte a tutto il locale – di fronte a Massimo – sono sicura di non riuscire a farcela. Ho la gola secca, le mani sudate e, quando tra la folla individuo Massimo con il cellulare puntato verso di me per riprendermi, temo davvero di svenire da un momento all’altro per l’imbarazzo. Sono qui impalata davanti a un centinaio di persone pronte a deridermi e prendermi in giro e all’improvviso mi tornano in mente le parole di Samuele: «Ci sono, infatti, due ostacoli principali al procurarsi la vera conoscenza delle cose: il pudore, che diffonde fumo nell’animo, e la paura che, alla vista del pericolo, esorta a non intraprendere azioni. Ma la follia libera magnificamente da questi ostacoli: pochi mortali capiscono a quanti altri vantaggi conducano il non vergognarsi mai e osare tutto». Non so se sia per il pensiero di questo ragazzo misterioso, o per quelle sue parole che sanno far fare le capriole alla mia anima, ma, per un istante almeno, mi convinco che posso farcela. Forza, Notte, vestimi di Follia. L’attacco del pianoforte svuota la mia mente. Fight Song di Rachel Platten parte con un inizio lento e rassicurante, chiudo gli occhi e mi concentro sulle parole come mi suggerì di fare Cesare prima di lanciarci.

Per lanciarsi dalle stelle, Chiara Parenti, Garzanti. La vertigine non è paura di cadere, ma, è noto, è voglia di volare. È l’anelito, la brama d’infinito, di trascendenza che ci spinge verso l’alto e che ci fa temere, se guardiamo sotto ai nostri piedi, che le speranze di cui abbiamo infarcito tutta la nostra fragile esistenza per cercare di soffocare la voce della paura di essere felici, scegliendo la strada più bigia e comoda anziché quella rischiosa dell’autenticità, si sfarinino nel fragore di uno schianto. Poco prima di ripartire per Parigi, dopo l’unico litigio della loro vita, Stella scrive una lettera a Sole. Sono amiche. Non si rivedranno mai più. Sole si pente. È già pentita. È giovane, ha tutta la vita davanti. Ma che vita vuole davvero? E allora segue il consiglio di Stella, la persona in assoluto più cara al suo cuore. Ogni giorno affronta una paura diversa. E… Una delle migliori definizioni possibili della reale amicizia, scritto con parole semplici e intense: da non perdere.

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“L’equilibrio delle illusioni”

51DvY8MjHiL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

I corpi sono intrecciati come rami cresciuti in poco spazio.

L’equilibrio delle illusioni, Antonella Frontani, Garzanti. Adriano è un uomo che, almeno stando a quel che sembra, vive di certezze. La più granitica delle quali è senza dubbio quella di essere uno straordinario seduttore, un uomo dal fascino a dir poco irresistibile, del quale nessuna donna può per nessun motivo fare assolutamente a meno. Ma Adriano non conosce Agnese, che è una manager di successo e che non fa mai strappi alle regole, non conosce, se non per quel che concerne la musica, l’unica cosa che le fa staccare la spina e abbandonare la maschera che indossa per tutto il resto del tempo, nemmeno la parola eccezione, figuriamoci il suo significato. Sta di fatto però che il Casanova dei poveri e la maniaca del controllo si trovano a condividere un viaggio: dopo il quale nulla sarà più come prima… Coinvolgente e convincente.

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“La linea del cielo”

51aIa21VFdL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sono una vecchia iena

Che stancamente esce dalla tana…

La linea del cielo, Franco Buffoni, Garzanti. Siamo tutti sotto lo stesso cielo ma ogni cielo è diverso, perché di volta in volta vi si riverberano altre storie, altre memorie, altre città, altri monumenti, altre persone: esistono i cieli dell’infanzia, quelli della maturità, quelli della vecchiaia. Ogni sguardo è differente, ogni tempo è mutato e mutevole, ogni luogo ha le sue rughe sul suo volto: Buffoni, di origini lombarde ma da decenni a Roma, come ogni poeta che possa fregiarsi di questo nome, e lui ne è degnissimo, eccome, penetra con la sua sensibilità lirica il mistero dell’esistere, di cui immortale tutta l’amplissima gamma cromatica. Da leggere.

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