Libri

“Il mistero della pittrice ribelle”

di Gabriele Ottaviani

La mia palese perplessità lo spinse a puntualizzare…

Il mistero della pittrice ribelle, Chiara Montani, Garzanti. Nell’anno del Signore millequattrocentocinquantotto a Firenze, ma non solo lì, alle donne è proibito dipingere. Ma Lavinia ama i colori, ha talento e passione, vorrebbe diventare artista: un giorno, poi, nella bottega dello zio, arriva nientedimeno che Piero della Francesca. Lei ne è incantata, e nemmeno lui è indifferente, e quando, in quel tempo di turbamenti e mutamenti, lo zio di Lavinia è ingiustamente accusato di un delitto e scattano le indagini, i loro destini si intrecciano indissolubilmente… Ammaliante.

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“Basta un caffè per essere felici”

di Gabriele Ottaviani

Nel riprendere conoscenza, si ritrovò gli occhi gonfi di lacrime…

Basta un caffè per essere felici, Toshikazu Kawaguchi, Garzanti, traduzione di Claudia Marseguerra. Spesso basta poco per mettere nel giusto ordine le priorità della vita e affrontarla come si deve, per guardare le cose dalla giusta prospettiva. Basta prendersi un po’ di tempo, osservare tutto dalla corretta distanza, rilassarsi, lasciarsi andare, essere un po’ indulgenti con sé stessi e consapevoli che però una volta fatte certe scelte non si può tornare indietro, coccolarsi. Magari, con un buon caffè. Come quello che col proprio aroma ha sedotto Gotaro, che non è mai riuscito ad aprirsi con la ragazza che ha cresciuto come una figlia, Yukio, che per inseguire i suoi sogni non è stato vicino alla madre quando ne aveva più bisogno, Katsuki, che temendo di far soffrire la fidanzata le ha taciuto una dolorosa verità, o Kiyoshi, che… Il passato non passa mai del tutto, ma non è forse così vero che non si possa cambiare: se lo accettiamo, infatti, e ne traiamo insegnamento, può diventare la base per un futuro migliore. Del resto i rimorsi e i rimpianti, come l’ansia, sono inutili e dannosi, e allora perché non provare a correre il rischio di essere sereni e migliori? Incantevole.

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“Una terra promessa”

di Gabriele Ottaviani

Quello che non avevo messo in conto era lo scoppio di una grave crisi finanziaria…

Una terra promessa, Barack Obama, Garzanti, traduzione di Chicca Galli, Paolo Lucca e Giuseppe Maugeri: purtroppo gli è succeduto Donald Trump e non Hillary Clinton, che in effetti se si fosse voluto vincere sul serio non andava nemmeno candidata, ma grazie al cielo sembrerebbe che ora invece perfino il peggior perdente della galassia si sia convinto a cominciare il trasloco per lasciare spazio a gennaio al suo vice. Quel che è certo è che senza dubbio Barack Obama, premio Nobel per la pace, è stato per tanti versi un presidente indubbiamente significativo, per gli Stati Uniti e per il mondo intero: la sua è una storia umana e politica di indiscutibile spessore da molteplici punti di vista, che in questo libro iniziato a scrivere sul finire del suo mandato racconta con dovizia di ideali e particolari, prosa fruibile e densa e il corredo di immagini belle ed eleganti. Da leggere.

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“Nelle profondità del lago”

di Gabriele Ottaviani

Mettiamo il caso che Adam sia andato in quel bosco…

Nelle profondità del lago, S. K. Tremayne, Garzanti, traduzione di Claudia Marseguerra. Adam è freddo, gli amici le dicono una verità a cui lei non riesce a credere, la figlia Lyla, per cui vive e che a sua volta vive delle sue premure, le rivolge la domanda più terribile, chiedendole di continuo perché l’abbia fatto, se forse non le voglia bene: Kath però è certa che l’incidente occorsole sia stato per l’appunto uno sventurato tiro mancino del destino, non un tentato suicidio. Ma quando torna dall’ospedale a casa, nella brughiera, sembra continuare a tormentarla qualcosa. O forse qualcuno… Mozzafiato.

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“Nessuno scrive al federale”

di Gabriele Ottaviani

Fusagna Carpignati aveva risposto amabilmente a tutte le domande…

Nessuno scrive al federale – I casi del maresciallo Ernesto Maccadò, Andrea Vitali, Garzanti. Su un ramo del lago di Como c’è un medico che è anche un grandissimo scrittore, che ha un’inventiva formidabile, un lessico impareggiabile, una conoscenza dell’animo umano profonda e magnifica: Andrea Vitali riproduce anche le gocce della bruma autunnale con la grazia di un impressionista, e trascende, per l’ennesima volta, il genere poliziesco e quello storico d’ambientazione d’era fascista, per fare un affresco ironico, bonario, comprensivo e monumentale della miserabile natura dei giochi di potere e della fragilità meschina, ma anche tenera, dei comportamenti delle persone, che cercano un senso laddove non c’è e un po’ di pace per il proprio orticello. Incantevole.

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“Una vita”

di Gabriele Ottaviani

Secondo Max Seckler, suo collega a Tubinga, Ratzinger era convinto «che la sua teologia fosse molto importante per la Chiesa». Si contraddistingueva non solo per la coerenza della sua linea teorica, ma anche per «la spiccata consapevolezza della missione» che sentiva di avere. Il suo intento era mettere di fronte allo specchio della storia una modernità che avanzava inesorabile, per combattere in tal modo l’oblio e sviluppare una concezione della Chiesa futura non illusoria, ma realistica e praticabile. Se c’è una data che segna la discesa in campo di Ratzinger, è il 14 settembre 1970, giorno in cui il calendario liturgico celebra l’Esaltazione della Croce. Il termine «esaltazione» indica che la Croce è considerata un segno di vittoria. Attraverso il suo martirio, Gesù riacquistò la vita e trasformò il simbolo del male in un simbolo di amore. Quel 14 settembre Ratzinger era stato invitato a tenere il discorso celebrativo per il 60o anniversario di sacerdozio del cardinale Josef Frings. Nel 1965 il cardinale di Colonia si era dimesso dalla presidenza della Conferenza episcopale tedesca e nel 1969 aveva lasciato anche l’episcopato per motivi di età. Il titolo scelto da Ratzinger per il suo discorso era «La situazione della Chiesa oggi». Il sottotitolo era: «Speranze e pericoli»…

Non ha fatto il gran rifiuto come Celestino V, ma poco ci è mancato: sono cambiati i tempi, è cambiato il mondo, è cambiata la Chiesa, e quindi non è più impensabile che per fare un papa non si aspetti che, come da proverbio, sia morto quello precedente. Benedetto XVI, il coltissimo teologo Joseph Ratzinger, è certamente molto diverso da quel che sembra: almeno, stando a quel che ne scrive per Garzanti, in un libro assolutamente da non lasciarsi sfuggire, Peter Seewald, che come giornalista, scrittore e confidente lo ha accompagnato per più di cinque lustri. Traduzione di Giuliana Mancuso, Monica Manzella e Paola Rumi.

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“Cambieremo prima dell’alba”

di Gabriele Ottaviani

Aprii la porta con cautela, sapendo che stava succedendo qualcosa. E in effetti era così.

Cambieremo prima dell’alba, Clara Sánchez, Garzanti. Traduzione di Enrica Buretta. Sonia non ricorda nemmeno come sia finita a lavorare per quel prestigioso albergo: in realtà lei si è sempre sentita come in balia della corrente della sua vita, le pare di essersi imbattuta quasi per caso in tutto ciò che le è capitato, e un giorno, complice anche la straordinaria somiglianza con un’altra ragazza, entra a far parte di un universo di sfarzo in cui non aveva nemmeno mai lontanamente immaginato di poter accedere: ma cercare la felicità nella vita di qualcun altro è davvero una buona idea? Il grande ritorno di una narratrice formidabile conduce il lettore con mano sicura in una storia vibrante, appassionata e appassionante, ricchissima di chiavi di lettura e livelli di interpretazione: imprescindibile.

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“Il profumo sa chi sei”

di Gabriele Ottaviani

Aveva ubbidito a un impulso, assecondato un desiderio. Era stata felice.

Il profumo sa chi sei, Cristina Caboni, Garzanti. Cristina Caboni sa come si scrive, sa raccontare storie potenti senza retorica, sa narrare i sentimenti senza sentimentalismo, sa coinvolgere senza mezzucci il lettore nelle sue trame ricche, complete, compiute, appassionate, appassionanti, interessanti, intriganti, che lasciano sempre una traccia, una scia, come quella del profumo, che associamo spesso a una sensazione, un ricordo, un’emozione, a una persona, un amore, a un momento: dopo ormai numerose prove letterarie, che hanno dimostrato il suo talento, Cristina Caboni torna a raccontare una vicenda con delle protagoniste femminili davvero indimenticabili. Elena non è mai stata tradita dal profumo, i profumi, le sue creazioni, sono il modo attraverso cui vede, interpreta e vive il mondo che la circonda riempendo anche il vuoto di una madre che non ha mai saputo amarla: è proprio questa madre però che le chiede un giorno di accompagnarla in un viaggio da cui torneranno entrambe diverse, e… Da leggere.

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“La felicità sulla porta di casa”

di Gabriele Ottaviani

Hope era sopraffatta da tutte le emozioni…

La felicità sulla porta di casa, Jason F. Wright, Garzanti, traduzione di Vera Sarzano. Per Hope questo è un Natale molto triste poiché ha appena perso la donna che l’ha cresciuta, ma quando apre la porta di casa inaspettatamente trova dinanzi a sé, sulla soglia, un barattolo pieno di monete con un fiocco rosso che ne adorna il vetro, riesce a sorridere come non credeva di poter più fare: inoltre scopre che non è l’unica ad aver ricevuto questo dono, certo di esiguo valore venale ma straricco d’amore… Si mette quindi sulle tracce del misterioso benefattore e pian piano, percorrendo passo passo questa storia, riesce a elaborare il dolore che la attanaglia, e… È un caso editoriale sorprendente che ha dato vita a un vero e proprio fenomeno e un libro tenero, dolce, delicato, niente affatto retorico, potente, vibrante, ben scritto e bellissimo.

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“Quando la montagna era nostra”

di Gabriele Ottaviani

È solo per te che provo questa cosa…

Quando la montagna era nostra, Fioly Bocca, Garzanti. Corrado è tornato. E per Lena è come se una pietruzza si fosse staccata dalla sommità della montagna e fosse franata a valle portandosi dietro ogni cosa. Perché Corrado è l’uomo con cui, quando entrambi erano ragazzi, ha condiviso tutto, soprattutto la passione per quelle vette di cui lei conosce un dettaglio e che rappresentano le vere e proprie pareti della sua casa, quella in cui si è sempre sentita sicura e amata, perché se certo ha avuto un padre che le ha dato tutto al tempo stesso la madre le è sempre parsa fredda, distante, irraggiungibile. Corrado però un giorno se n’è andato senza dire una parola, lasciandola sola. E ora che vorrebbe spiegarsi, Lena non sa se può sopportare il peso delle sue parole. Ma… Emozionante e brillante.

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