Libri

“Più forte della vita”

download (5).jpgdi Gabriele Ottaviani

Fervono i preparativi e la dittatura fa pulizia di tutto quel che può…

Più forte della vita – 11 storie mondiali, Federico Gallo, Gianni Tarquini, Nova Delphi. Introduzione di Darwin Pastorin. Andrade, Sindelar, Barbosa, Puskás, Garrincha, Eusebio, Caszely, Quiroga, Zoff, Lobanovs’kyj, Higuita e Valderrama: personaggi straordinari dello sport più bello e amato del mondo. Il calcio è come la vita, ha il linguaggio del rito, della rappresentazione, dell’allegoria, della metafora: in quei novanta minuti può succedere di tutto, per vincere una partita c’è chi è disposto a rischiare ogni cosa, e quando ci sono in ballo cifre impressionanti in un niente si rischia di rimanere inesorabilmente e irrimediabilmente avviluppati nel gorgo dell’illegalità. I soldi non hanno odore, si sa, ma spesso sono macchiati di morte, senza nemmeno possedere dal canto loro la poesia della digitale purpurea pascoliana. Lo sport però può essere anche un’occasione di rivalsa, riscatto, riconquista, e anche di questo parla questo volume curato fin nel dettaglio e che si legge con trasporto romanzesco assolutamente travolgente, perché efficace e ben realizzato: i campionati del mondo di calcio, come forse solo le olimpiadi sanno essere, sono un evento che attira su di sé l’attenzione di molti, per non dire tutti, sia bene che male intenzionati, e Gallo e Tarquini raccontano undici (come, ovviamente, i membri di qualsiasi compagine che si rispetti e che sia pronta a scendere in campo) storie particolarmente significative. Da leggere. Per tutti gli appassionati e non solo.

Annunci
Standard
Libri

“È bella Pristina la sera”

51l01K7Wt1L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il sangue versato ha sempre delle conseguenze.

È bella Pristina la sera – Romanzo criminale kosovaro, Gianfranco Gallo, CIERRE. I Balcani sono per antonomasia una polveriera, ormai la definizione è una sorta di abusata frase formulare che sintetizza in maniera rozza e brutale ma in effetti non inefficace la tragica e annosa condizione di conflitto, ora latente, ora deflagrante, tra varie etnie l’una contro l’altra armate e pronte a pagare ogni prezzo per la propria autodeterminazione. Del resto è una cultura, quella di quell’area, che spesso affonda nel sangue le proprie radici, in codici etici gravidi di disvalori che prevedono l’obbligatorietà della vendetta, tradizioni ineluttabili e feroci. Tre poliziotti che già si sono messi in mostra per la loro ferocia nella guerra civile organizzano un attentato dinamitardo per uccidere l’assassino di un loro collega e, forse, anche, se non soprattutto, per conquistare il cuore di Valentina, la più bella cantante di tutto il Kosovo. Ma… Da leggere.

Standard
Libri

“Due vite condivise”

41KF0SPT9iL._SL218_PIsitb-sticker-arrow-dp,TopRight,12,-18_SH30_OU29_AC_US218_di Gabriele Ottaviani

Che senso ha tutto questo?

Due vite condivise, Paola Gallo, Giovane Holden. Serena e Stefano sono moglie e marito. Hanno dei figli. Conducono una vita tranquilla. Lei fa la mamma. E la moglie. Lui insegna in un liceo. Poi un giorno succede. Il tradimento. E allora le domande che ci si pone sono due. Perché?, che dà il senso dell’ingiusta ferita. E E adesso?, che implica una prospettiva di futuro. Buttare all’aria tutto o cercare di ritrovarsi e di imparare dai propri errori? È questo il dissidio che ognuno attraversa in una situazione del genere. È questa la selva oscura tanto amara che poco è più morte che Paola Gallo descrive con una prosa di estrema credibilità che induce naturalmente alla riflessione sulle priorità dell’esistenza e all’immedesimazione. Da leggere.

Standard
Libri

“Educazione diffusa”

L'educazione diffusa.Coverdi Gabriele Ottaviani

I ragazzi non saranno più prigionieri di muri separatori e di gruppi-classe casuali e disegnati sulle fasce di età. All’inizio, saranno riuniti insieme, avendo la possibilità di scegliere tra le diverse aree esperienziali quella che li attrae per prima. Da lì, nascerà un primo gruppo finalmente aggregato sulla base di un desiderio comune. Progressivamente potranno, ma al tempo stesso dovranno, imparare a costituire bande, piccoli gruppi, coppie di lavoro e di ricerca in movimento ben oltre le frontiere delle età e dei generi. Nessuna costrizione sulle formule sociali, piuttosto aggregazioni preferenziali, fondate sull’attrazione e sulla condivisione di mete anche effimere e in sviluppo, che possano poi distinguersi ulteriormente, non avendo timore di consentire anche l’esplorazione individuale, il percorso solitario, la voglia di vivere il mondo in piena autonomia.

Educazione diffusa – Per salvare il mondo e i bambini, Luigi Gallo, Paolo Mottana, Dissensi. Il valore dell’istruzione è di tale rilevanza che è persino superfluo ribadirlo. Almeno, dovrebbe essere persino superfluo. Perché in realtà non è così. Perché in verità da anni e anni il ricordo che, specie se si pensa alla situazione italiana, viene alla mente costantemente per quel che concerne tutto ciò che abbia una qualche minima parvenza, un embrione di cultura, soprattutto se non troppo bassa, è di un lento, inesorabile, costante depauperamento. Una sottrazione di risorse riversate altrove, spesso direttamente nelle tasche di qualcuno a cui, per esempio, degli istituti scolastici – perché il senso stesso della cultura germoglia nelle aule – fatiscenti e insicuri, e quindi inadeguati a fornire concretamente la possibilità dell’unica ricchezza che non potrà mai essere sottratta, se non dalla perdita della memoria, non importa nulla. Un’erosione sempiterna di benefici che ha lasciato campo libero all’incapacità e di cui qualcuno si è finanche vantato e si vanta nel corso del tempo, a partire da quando, per dire, ancora si insegnava sul serio, sempre a scuola, l’educazione civica, il peggior nemico per chi vuole governare un popolo, che se è ignorante si gestisce meglio. Perché essere un buon cittadino significa essere una brava persona, integrata, inserita a pieno titolo nella collettività. Un individuo serio e probo consapevole del suo ruolo, perché l’uomo è un animale sociale, non è fatto per la solitudine. E soprattutto da solo non può arrivare lontano, per non dire da nessuna parte. La necessità pertanto, anche se può suonare drammaticamente utopistico, sic stantibus rebus, è di valicare le frontiere, abolire stilemi formali vacui che hanno dimostrato incontrovertibilmente tutta la loro inefficacia, demolire steccati che non sono altro che vestigia vuote, riappropriarsi di una coscienza. La proposta è quindi quella di un’educazione diffusa, un modello arduo, ambizioso, virtuoso, didattico, pedagogico, ecologico, sociale, formativo, con lo scopo di un benessere che abbia ben poco, per non dire nulla, a che vedere col mero profitto: gli autori di questo volume chiaro, semplice, interessante, divulgativo, pieno di spunti, suggestioni, idee e intenzioni si pongono l’obiettivo di costruire la strada per una crescita più giusta e umana. Da leggere. Per ulteriori informazioni: http://www.educazionediffusa.it.

Standard