Libri

“Fuoco al cielo”

91-kZAljoZL._AC_UY218_ML3_di Gabriele Ottaviani

Quando lui non c’è la luce si fulmina, e i topi nel muro fanno più rumore.

Fuoco al cielo, Viola Di Grado, La nave di Teseo. Giovane, bravissima, pluripremiata, dalla prosa ricca, scabra, delicatamente ruvida e universale, classica e figlia del suo tempo, ma anche originalissima, Viola Di Grado torna in libreria con il racconto devastante, magnetico e formidabile di un’insopportabile e inammissibile vicenda reale, cui conferisce la grandezza del romanzo, quella della città segreta. Che non è solo un luogo del corpo, ma anche dello spirito. Ogni storia ha infatti la sua città segreta, quell’angolo, quell’ombra, quel lato oscuro, quel recesso pressoché inaccessibile in cui uno gnommero, per citar Gadda, di contraddizioni si accuccia e si annida, quiescente eruzione pronta a far danno: ogni vicenda d’amore totalizzante custodisce in sé il male abietto dell’ossessione. Non fa eccezione il rapporto che nasce e cresce fra Tamara, insegnante che non crede a nulla, che pensa che tutto non sia altro che marcescente e condannato, e Vladimir, infermiere di buona famiglia moscovita che vuole prendersi cura di chi non ha nessuno che lo faccia. I due vivono a Musljumovo, nel mezzo del nulla, al confine con la Siberia, dove tutto è corrotto, in un’area geografica irrintracciabile sulle mappe, la, per l’appunto, “città segreta”, quella da cui non si poteva uscire, quella da cui e di cui non si poteva parlare, un niente esistente, però, un vuoto fisico da cui sono scaturite tre catastrofi nucleari. Si incontrano e s’amano: ma è, la loro, davvero una reciproca promessa di salvezza? Intenso.

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