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“Attenzione: la Svizzera”

412dv4f5uWL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ogni anno – e qui ci limitiamo a parlare del denaro pubblico – si sprecano milioni su milioni costruendo male: per una Svizzera provvisoria, una Svizzera già sorpassata, che ci cresce sopra la testa e ci diventerà sempre più estranea e non risolverà i nostri problemi. Una Svizzera che non sa nemmeno quale aspetto dovrebbe assumere in futuro, una Svizzera ridicola, una Svizzera con la cieca e ottusa solerzia dei burocrati.

Attenzione: la Svizzera – Una proposta d’azione, Max Frisch, Meltemi, traduzione di Mattia Mantovani. Sembra il paradiso in terra, e per certi versi lo è, da moltissimi punti di vista. Chi scrive vi è stato diverse volte, e in effetti in quanto a efficienza non ce n’è per nessuno. È un paese piccolo e senza sbocchi al mare, incastonato nell’arco alpino, ma il fatto che non abbia un’estensione enorme non vuol dire che debba essere piccola o chiusa la mentalità. Viceversa proprio contro questo atteggiamento che vede dilagante, a partire dal suo campo d’azione e d’interesse, l’architettura, si scaglia nel suo interessante e caustico pamphlet Max Frisch: rileggere oggi le sue parole è uno stimolo a riflettere anche sul futuro del continente di cui la Svizzera è pressoché al centro, un’Europa minacciata da particolarismi e individualità, dimentica degli ideali di grandezza. Da non perdere.

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