Libri

“Focaracci della Venuta”

download (3).jpgdi Gabriele Ottaviani

Il ricorso al fuoco per far festa ed esprimere gioia appare connanturale alla sensazione di benessere che utilizzandolo (sempre in maniera controllata e sicura), si prova per il calore  e la luce che l’accensione di per sé procura.

Avvocato, accademico dei Catenati di Macerata (antico sodalizio culturale nato nel millecinquecentosettantaquattro di cui hanno fatto parte Crescimbeni, Tasso, Mamiani, Tommaseo, Rosmini, D’Azeglio, Maria Montessori, Cardarelli e molti altri), ha svolto la sua intera vita professionale, punteggiata anche da una breve esperienza bancaria e da una ancor più fugace nell’aeronautica, che però non ha mai smesso di esercitare su di lui – e del resto come potrebbe essere altrimenti – un formidabile e irresistibile fascino, e ora può dedicarsi con maggiore continuità alla disciplina della scrittura: Giuseppe Sabbatini indaga in questo agile e completo testo, narrando con dovizia di particolari la storia e riproducendo col corredo di belle immagini anche componimenti pure in vernacolo di autori come Sopranzetti, Mariotti e Mazzagalli, una tradizione della sua terra che conosce e pratica personalmente (tenendo, a partire dall’anno della morte della mamma amatissima, il millenovecentoottantacinque, anche un verbale concernente la rituale e periodica accensione) benché in questi ultimi anni sia diventata leggermente diversa e più desueta, che affonda le sue radici nella leggendaria e santa traslazione per ministero angelico della casa natia nazaretana della Vergine Maria, avvenuta il dieci di dicembre del milleduecentonovantaquattro, a Loreto: i Focaracci della Venuta. Da leggere.

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