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“Focara di sangue”

di Gabriele Ottaviani

Quella stessa settimana visse nell’attesa ansiosa che Sirella riprendesse il discorso, ma si accorse di essere tornato nuovamente invisibile sia in classe sia durante la ricreazione. Lei non sembrava evitarlo, semplicemente si muoveva come se lui non esistesse o come se non avessero mai parlato né di quell’argomento né di nient’altro. Era anche raro vederla da sola. Quando non c’era la cicciona di mezzo, le ronzavano attorno Rizzelli o Sergi. Non poteva certo proporre loro di andare tutti insieme al mare. Finalmente lei gli rivolse la parola sabato, all’uscita da scuola, per scroccargli la solita sigaretta. Stava quasi per andar via, quando Mirko, tutto d’un fiato: «Allora? Ci andiamo al mare?». Lei sembrò destarsi da un torpore: «Mare?» rifletté aspirando con le guance risucchiate all’interno. «Sì, pensavo di andarci oggi» enunciò tra le volute di fumo che si sfilacciavano intorno alla bocca. «Dove volevi andare?» chiese prudentemente. Sirella corrucciò la fronte, quasi dovesse fare un calcolo matematico. Poi: «Punta Maiale. Che ne dici?» Erano parole dolci come il miele per Mirko, che farfugliò: «Io… ho… il motorino…». Lei lo guardò con una sorta di tenerezza mista a pietà: «Che carino». E poi aggiunse: «Ma la patente per il motorino ce l’hai, almeno?». Lui fece una faccia confusa, come se davanti avesse una prof di biologia che lo stava interrogando sui componenti della cellula. Non si era mai posto il problema. «Dai, scherzavo. Comunque ci vediamo là, allora? Ok?».

Siciliano di nascita, Carmelo Greco ha scelto la terra rossa di bauxite e bianca di volute barocche del Salento come luogo d’elezione, e qui ambienta, dinnanzi alla pira che celebra la festa di Sant’Antonio, la storia di cinque adolescenti: anche loro ardono, ma il loro fuoco è fatto di passioni, speranze, desideri, e in una realtà complessa dove i sogni sembrano un assurdo lusso utopistico rischiano per frustrazione di rimanere sedotti da pericoli esiziali. Crescere, si sa, è del resto un’avventura inevitabile, dolorosa, delicata e necessaria. Senza retorica, ma con sensibilità profondissima, Focara di sangue, per Edizioni Fogliodivia, è un’opera da leggere e far leggere, per conoscere, riflettere, capire.

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