Libri

“Il grande Gatsby”

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L’unica cosa che riuscivo a pensare era: “Non si può vivere in eterno, non si può vivere in eterno”…

Il grande Gatsby, Francis Scott Fitzgerald, Mattioli 1885. Traduzione, come sempre ottima e raffinatissima, di Nicola Manuppelli, per un’edizione dalla veste grafica sensazionale, con la copertina che riproduce quella originale del millenovecentoventicinque, quando sembrava ancora che tutto fosse davvero possibile, prima che la crisi del millenovecentoventinove stroncasse ogni speranza. Tante volte si utilizza il termine capolavoro, in più di qualche caso a sproposito: qui però ad adoperare quel lemma si fa quasi un torno, perché parrebbe persino riduttivo. Alcuni passaggi di questo romanzo, che ha fatto splendida mostra di sé anche sullo schermo, sono memorabili, e immortalano non solo i protagonisti, ma anche il contesto nel quale si muovono, quello dell’età del jazz e del tempo del riscatto e dell’anelito sociale: da leggere, rileggere, far leggere. Un classico che non finirà mai davvero di dire quel che ha da dire, anzi, a maggior ragione nel mondo d’oggi, superficiale e bieco, la sua voce risuona più che mai stentorea e significativa.

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“Ci risiamo, Basil Lee”

71C3l0WvPwL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Minnie attese con pazienza. Per lei Basil era ancora romantico…

Ci risiamo, Basil Lee, Francis Scott Fitzgerald, Paginauno. Cura e postfazione di Sabrina Campolongo. Traduzioni di Silvia Allone, Cristina Fontana, Chiara Naro, Rossella Venturi, Benedetta Villa. Fitzgerald ha un alter ego. Il suo nome è Basil Lee. E anche per lui il tempo passa. È ormai un adolescente a tutti gli effetti, con tutto quel che ne consegue: è in pratica un crogiuolo di turbamenti e contraddizioni. È ingenuo. È scaltro. È sensibile. È neghittoso. È concreto. È sognatore. Via via è sempre più consapevole, sta perdendo, pian piano, un certo tipo d’innocenza, per acquisirne un’altra: e inizia ora anche a relazionarsi non solo con i compagni ma anche, per non dire soprattutto, con le ragazze, e… Il primo amore non si scorda mai, per fortuna o purtroppo, a seconda dei casi: ognuno di noi, qui, probabilmente, ritroverà il suo. Ed è bene salutarlo con tenerezza, in fondo siamo quel che siamo grazie anche al passato: incantevole.

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“Basil Lee”

51H5w1M47mL._AC_US218_di Gabriele Ottaviani

Se non posso avere i pantaloni lunghi non vedo nessuna utilità nell’andare a scuola.

Basil Lee, Francis Scott Fitzgerald, Paginauno, cura e postfazione di Sabrina Campolongo, traduzioni di Luisa Rigamonti, Giulia Sgura, Sabrina Campolongo e Ilaria Guerra. Scritti esattamente novant’anni fa, tra Il grande Gatsby e Tenera è la notte, in un momento in cui la vita privata dell’autore stava andando letteralmente a rotoli e l’unico modo per fare cassa al momento era proprio la pubblicazione di quei racconti sul Saturday Evening Post, Il cacciatore di scandali, Una serata alla fiera, Basil: la matricola più boriosa e Si sente meraviglioso, lui sono quattro imperdibili declinazioni – avesse sempre tutta questa classe la letteratura commerciale, scritta sulla molla dell’impellenza, del bisogno, della necessità meramente economica, il mondo sarebbe un giardino di primizie, la terra in cui senza soluzione di continuità scorre latte e miele: altra però è con ogni evidenza la statura, finanche morale, di certi autori… – di un personaggio, evidentemente, pare, riuscitissimo alter ego dell’autore, che trae la sua forza dalla credibilità della dimensione umana che lo caratterizza, eternamente in bilico, come ognuno al mondo, tra ciò che si è e si può essere e ciò che si vorrebbe diventare. Eccellente.

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“Il cuore in attesa”

Francis_ Scott_FITZGERALD_Il_cuore_in_attesa.jpgdi Gabriele Ottaviani

E così un’altra affascinante ragazza passò alla storia.

Il cuore in attesa, Francis Scott Fitzgerald, Mattioli 1885, a cura di Nicola Manuppelli. Amore nella notte, Una vita piena, La guglia e il gargoyle, Uno strano santuario, Notizie di Parigi – Quindici anni fa. Cinque formidabili racconti mai pubblicati da Fitzgerald in raccolte ufficiali ma solamente su riviste, nella fattispecie nei fascicoli invernali dei più prestigiosi periodici in un lasso di tempo che copre in pratica tutta la stagione della produzione dell’autore del Grande Gatsby, tre dei quali sono per la prima volta tradotti in questo volume, come sempre con la consueta maestria. Sono storie che conquistano per la loro universalità, che si esprime attraverso la traduzione, per immagini riconoscibili e descrizioni di contesti nei quali a vario titolo ognuno può rivedere parti di sé e della realtà che lo circonda, e quindi dare il la all’immedesimazione, che è elemento nevralgico per l’efficacia comunicativa, di sentimenti e azioni che appartengono alla vita di ognuno. Eccezionale.

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