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“Finché non sei arrivato tu”

di Gabriele Ottaviani

Avete mai provato a fare una spaccata fingendo di essere una spogliarellista che si chiama Gigi Fontaine mentre ballate una canzone di Britney Spears con i passi che avete imparato da una videocassetta di aerobica degli anni Novanta di Paula Abdul dopo aver bevuto quattro bicchierini di Jager? Anche io. Quindi sapete quanto poi sia difficile rimettersi in piedi fingendo che vada tutto bene. In qualche modo, tuttavia, ci riuscii. Con l’aiuto di Vince, ovviamente, che nel giro di mezzo minuto mi trascinò giù dal palco e, per l’ultima volta da celibe, mi fece…

Finché non sei arrivato tu, TJ Klune, Triskell, traduzione di Claudia Milani. Quando Kevin Walker organizza il suo matrimonio con Scotty la cosa che più raccomanda alla madre, la sublime Nora, l’immarcescibile Sally Field, è la semplicità: mutatis mutandis, la situazione qui, anche se non siamo a Pasadena nella villa di famiglia dei protagonisti di Brothers and sisters, è la medesima. Paul e Vince stanno per sposarsi, ma tutto pare in alto mare, e la sobrietà un’utopia: riusciranno a scrivere le loro promesse e a dire il fatidico sì a celebrazione del loro amore? Da leggere.

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