Intervista, Libri

Cinzia Tani e il potere delle storie

51ej4yrshal-_ac_us218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ha scritto l’intenso Figli del segreto, Convenzionali la intervista per voi: Cinzia Tani.

Scrivere è un bisogno, una necessità, un’esigenza: cosa l’ha spinta a dare vita a questo romanzo, primo di una programmata trilogia di ambientazione storica?

Scrivo da quando avevo otto anni e non ho mai smesso. È la mia vita considerando che il resto è fatto di letture per i miei corsi di scrittura, letture per il mio programma sui libri Il caffé di Rai Uno, letture per me stessa. Vivo in modo molto solitario, esco raramente (quasi solo per lavoro e per le presentazioni) e mi piace narrare storie per gli altri e per me. Immergermi in luoghi e periodi lontati dal mio è una gioia.

Cosa la affascina della Spagna del sedicesimo secolo?

Non racconto solo la Spagna in questa trilogia ma tutta l’Europa, anzi, la nascita dell’Europa. I miei personaggi, veri  e di fantasia, si muovono in Spagna, Italia, Francia, Inghilterra, Scozia, Austria, germania, Belgio, Olanda, Danimarca e poi con le guerre contro i Turchi in Tunisia, Ungheria, Algeria, Rodi, Malta. È il secolo che mi interessa, il più avvincente di tutta la storia dell’umanità: le grandi scoperte geografiche, le lotte di religione, le guerre contro i turchi, la repressione di musulmani ed ebrei, l’Inquisizione, il terribile Sacco di Romma, i Lanzichenecchi con il grande comandante Frundsberg e il suo incontro con Giovanni dalle Bande Nere, le grandi famiglie nobili italiane, i papi che influivano nella politica, un regno immenso come quello di Carlo V, l’importanza delle banche nell’elezione degli imperatori, i matrimoni tra consanguinei che hanno distrutto gli Asburgo etc.

Esistono valori e argomenti in relazione ai quali la società nel corso dei secoli di fatto non è cambiata, secondo lei?

Assolutamente sì. Intanto consideriamo che tutto ciò che riguarda i sentimenti è rimasto uguale. Passione, amore, tradimento, gelosia, rabbia, rivalità erano così nell’antica Roma come nel Cinquecento e come oggi. Racconto sentimenti che narrava Omero nei suoi poemi, Shakespeare nelle sue tragedie. Per quanto riguarda gli eventi storici, le guerre di religione ci sono sempre state, i conflitti per ottenere il potere anche e così via. Cambiano i costumi: trasporti, abiti, case etc. Ma il modo in cui venivano “usate” e umiliate le donne non è cambiato.

Qual è il ruolo del sentimento, e in particolare dell’amore, nelle azioni umane?

Il sentimento e le emozioni muovono il mondo. Io riservo moltissima importanza ai sentimenti e agli stati psicologici dei personaggi. L’amore, ma anche il sesso, è stato la causa di molti eventi anche in questi libri. Giovanna di Castiglia viene considerata pazza perché troppo gelosa, Carlo V non resiste alle giovani e belle donne e ha due figli bastardi che diventeranno importantissimi nella Storia: Giovanni il vincitore di Lepanto, Margherita duchessa di Parma e reggente delle Fiandre.

Sin dal titolo il tema del segreto assume un indubbio rilievo nella sua narrazione: quali sono i più inconfessabili e pericolosi per lei, e come condizionano l’esistenza di chi è costretto a rapportarvisi?

I segreti di questi libri riguardano soprattutto le nascite. Figli che scoprono genitori diversi da quelli che ritenevano tali, fratellastri che si conoscono solo da adulti. Oltre a riguardare l’amore e le relazioni sentimentali, i segreti riguardano i delitti. Il primo libro inizia con l’omicidio dei marchesi Acevedo a Toledo, mistero che si risolverà nel terzo libro.

Qual è l’aspetto più importante di cui tenere conto quando si dà voce a un personaggio?

Renderlo reale. Per quanto riguarda i personaggi storici bisogna leggere decine e decine di biografie (in varie lingue), per quanto riguarda i miei devo vivere con loro. Fare sopralluohi negli ambienti in cui si sono mossi, integrarli perfettamente nella storia del tempo.

Cosa spera che il lettore provi leggendo la sua opera?

Interesse per i fatti storici studiati a scuola e sicuramente dimenticati, coinvolgimento da parte dei personaggi, attesa per scoprire cosa succederà in seguito, domande su molte questioni: Inquisizione, guerre di religione, musulmani, potere, situazione femminile etc.

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Libri

“Figli del segreto”

51eJ4yrSHAL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La prima cosa che fanno i due fratelli è andare a Tordesillas per incontrare la madre e conoscere la sorella Caterina, che ha compiuto dieci anni. Poiché i castigliani non si fidano delle loro intenzioni, si armano e fanno circondare le mura della città. Hernan de Estrada accoglie Carlo e gli riferisce che la regina sta bene, mangia, va a cavallo, legge e suona il clavicordio. Duecento persone sono al suo servizio, ma non ha denaro a sufficienza per pagarle e vestirsi decentemente. Prima di vedere la madre, Carlo manda de Chièvres ad avvertirla. L’uomo la riconosce a malapena. Giovanna è invecchiata, ha i capelli radi e un tremito continuo alle labbra. Si avvicina sussurrandole: «I vostri figli, Carlo ed Eleonora, sono qui e vorrebbero incontrarvi». Giovanna rimane qualche istante interdetta, non si aspettava la loro visita. Poi corre ad aprire la porta della sua stanza e si trova davanti a due ragazzi elegantissimi; in confronto ai loro broccati, i gioielli, il mantello di seta bianco e rosso di Carlo e l’abito intarsiato di oro e perle di Eleonora, lei sembra una pezzente. Li fa accomodare sul divano e rivolge al figlio moltissime domande in un fluido francese, mentre non chiede nulla a Eleonora. Con uno sguardo ha intuito che sta soffrendo ed è sicura che la causa sia proprio suo fratello. Quando Carlo le annuncia che ha intenzione di governare il Paese per toglierle dalle spalle un peso, Giovanna afferma con forza che la regina è lei, il figlio può essere solo governatore al suo posto. Mentre parla è lucidissima, ma la tensione è visibile nel labbro che non smette di tremare. Più tardi i due fratelli vanno a conoscere la sorella minore. La bambina avanza verso di loro a occhi bassi. «Caterina! Siamo i tuoi fratelli… Carlo ed Eleonora.» Eleonora si avvicina e la abbraccia. Caterina rimane rigida. «Come state qui? Avete degli istitutori? Ricevete visite?» le chiede Carlo. «Sì, ho degli istitutori…» «Avete qualcuno con cui giocare?» si informa Eleonora trattenendo lacrime di compassione per la sorella.

Figli del segreto – Il volo delle aquile, Cinzia Tani, Mondadori. Nel sedicesimo secolo è una la dinastia che partendo dalla Spagna che ha da poco completato la reconquista si impone a livello internazionale, la casata degli Asburgo, guidata a diciannove anni da Carlo V che, in seguito alla prematura dipartita di tutta la discendenza maschile della dinastia castigliano-aragonese e del padre Filippo il Bello e all’infermità della madre Giovanna di Castiglia – creduta da tutti pazza, ma in realtà semplicemente affetta da continue crisi di nervi dovute alle continue infedeltà del coniuge -, si trova a capo di un impero su cui non solo non tramonta mai il sole, ma che non si è mai visto nemmeno ai tempi di un altro Carlo, Magno. Ma questo è il tempo in cui muta per sempre anche la sorte di due fratelli, gli Acevedo, i cui genitori, una notte, vengono barbaramente assassinati in casa. A prendersi cura di loro da piccoli sarà la zia Angela, cugina di Isabella di Castiglia, sovrana di Spagna e madre di Giovanna, il cui tragico destino di imposizioni e segregazione persuaderà Manuela, nel frattempo diventata sua damigella e confidente, a ritenere che una vita senza passione sia la scelta migliore. Sia però lei che i suoi fratelli, Gabriel, Octavia e Sofia, scopriranno presto che si può scappare da tutto tranne che dall’amore, che talvolta fa rima con tragedia… L’inizio della programmata trilogia appare denso, intenso, ben strutturato e connotato, efficace e avvincente: da leggere.

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