Libri

“Fervore”

fervore-emanuele-tonon-copertina-mondadoridi Gabriele Ottaviani

Ci aveva trascinati lì, nel convento di Renacavata, un sogno fatto di necessità.

Fervore, Emanuele Tonon, Mondadori. Non ha nome. Ha vent’anni. È il narratore. E ha bisogno. Di raccontare. Ma anche di vivere. Di trovare un senso più sensato. Più autentico. Più puro. Più vero. È per quello che è lì. In un luogo che è un non-luogo. In un posto che si nutre di assenza. Di silenzio. Che afferisce a un’altra dimensione, dove il trascendente sembra invece travestirsi di immanenza, rendere ogni cosa impregnata di sé. La condizione, anzi, meglio, la situazione ideale per chi desideri approfondire quella ricerca interiore che gli faccia acquisire la consapevolezza di quale sia nel mondo la sua missione. Perché ognuno ne ha una. Ognuno ha un talento. E sprecarlo è peccato. È sciupio di risorse. Non si rende un buon servigio. Né a sé né agli altri. Perché siamo tutti sulla stessa barca. Siamo tutti legati. E ognuno ha il diritto di rincorrere la felicità, e il dovere di fare del suo meglio. Ma anche il dovere di raggiungere la gioia, e il diritto di avere le opportunità per provarci. Perché nulla come il bene si fa contagioso. E invece l’impressione che si ha talvolta nella realtà è di essere carne da macello, ignara, inconsapevole, eppure contenta. È per questo che lui, ma non solo, va per un anno in convento. Si fa novizio. E regala un testo lirico e profondo che sgorga zampillante dal desiderio che anima tutti gli uomini, comprendere appieno il perché della vita. Da non perdere.

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