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“Scherma, schermo”

41YsBm4sFoL._SX362_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Tutti credono che il cinema sia un’arte visiva. Non è così. Il cinema è l’arte di costruire il tempo…

Scherma, schermo, Davide Ferrario, Add. Non date da mangiare agli animali, La fine della notte, Anime fiammeggianti, A Rimini, Il figlio di Zelig, Materiale resistente, Comunisti, Confidential Report, Estate in città, Partigiani, Tutti giù per terra, Figli di Annibale, Guardami, Sul 45° parallelo, La rabbia, Linea di confine, Le strade di Genova, Fine amore mai, Mondonuovo, Dopo mezzanotte, Se devo essere sincera, La strada di Levi, Tutta colpa di Giuda, Piazza Garibaldi, La luna su Torino, Accademia Carrara, La zuppa del demonio, SEXXX, Cento anni: queste sono le principali opere da regista di Davide Ferrario. Che è esperto. Sensibile. Bravo. Conosce lo schermo. E la scherma. Perché tira di fioretto. Non sono simili solo le parole che individuano le sue due grandi passioni. Ci sono connessioni evidenti. Perché lo sport ha le sue leggi. Le sue regole. I suoi valori. E in pedana si officia un rito. Che Ferrario racconta. Come se fosse un film. Mostrando l’umanità che si cela dietro il filtro di una maschera o di una macchina da presa, nello sguardo di chi osserva la vita, la costruisce, la narra, la immortala ed eterna, cercando di vincere il tempo, che tutto fagocita, erode, corrode e fa dimenticare. Una meditazione intensa e interessante.

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“Dammi tutto il tuo male”

51f-T+u9APL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Era tardi per qualsiasi cosa.

Dammi tutto il tuo male, Matteo Ferrario, HarperCollins. Viola ama Andrea. E Andrea ama Viola. Viola è una bambina. Sei anni, circa. Andrea ha quarant’anni. Ha una vita normale. È un bibliotecario. Viola è la figlia, Andrea è il padre. Barbara è una tatuatrice dall’aria androgina e sfuggente, lacerata dall’angoscia di vivere, bramosa di salvarsi. Ma da cosa?… Barbara è la madre. Che non c’è. Viola la attende. Da tempo ormai. Ogni giorno, ogni ora, ogni momento, sempre, continuamente. Andrea sa che l’attesa è vana. Barbara è scomparsa. Andrea è un assassino. Ha osato l’inosabile, ha fatto l’indicibile. Per amore, è ciò che si racconta, tentando di lasciarsi alle spalle il passato. Ma il passato, si sa, benché qualcuno possa trovarlo un luogo niente affatto interessante, poiché ci è già stato, in realtà non è mai trascorso del tutto, e in ognuno dei nostri cuori si annida un grumo di male estremo e inconfessabile… Fino a che punto è lecito spingersi per quello che riteniamo essere un bene superiore? È questa la domanda che Ferrario pone, con una prosa disturbante che lascia sgomenti e rassomiglia a un bisturi che dilania la carne viva: un romanzo sconvolgente, costruito come un orologio svizzero, potente come un uragano.

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“Margherita Sarfatti”

3Dnn+9_7C_med_9788804658610-margherita-sarfatti_original.pngdi Gabriele Ottaviani

Anche se due anni prima con Cesare ha scelto di abbracciare le tesi rivoluzionarie di Mussolini, non è ancora pronta a rompere con il partito; ma non riesce nemmeno a restare lontana da Benito e dalla redazione del “Popolo”. Anzi, la fascinazione del talento e dell’energia di Mussolini ha sempre più presa su di lei. Segue il nuovo giornale, e anni dopo lo descriverà ancora con accenti futuristi.

Margherita Sarfatti – La regina dell’arte nell’Italia fascista, Rachele Ferrario, Mondadori. Nata Grassini, fu scrittrice. Critica d’arte. Amante. Di lui. Quello di cui scrisse la biografia intitolata Dux. Quello che promulgò le leggi razziali. E i Grassini erano ebrei. Sua sorella è morta ad Auschwitz. Ma lei lo ama tanto. Anche se in verità quando il regime diventa ancora più intransigente, ammesso che ci possano essere gradazioni nel totalitarismo, visto che sin dalle primissime fasi non è che si lesinasse sulle quantità dell’olio di ricino, lei se ne allontana. Tanto lui non ha problemi di solitudine: vuoi che non la trovi, da qualche parte, una Claretta? Finita la guerra lei torna in Italia dal Sudamerica, se ne sta in villa, presso Como, e poi muore. Ma certo non si può ridurre solo a questo la sua vita indubbiamente fuori dall’ordinario: la biografia di Rachele Ferrario è impetuosa come un galoppo, si legge con estremo piacere, documentatissima e preziosa.

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