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“Acque tranquille”

di Gabriele Ottaviani

Bret non sapeva cosa l’avesse svegliato, ma all’improvviso si ritrovò a fissare il soffitto, le pale della ventola che giravano all’infinito. Voltò la testa di lato e vide Jeff sdraiato accanto a sé con ancora addosso l’uniforme. Il giubbotto antiproiettile, che si era sollevato, e il capo piegato in una strana angolazione lo facevano sembrare così giovane che Bret non riuscì a trattenere un sorriso. Si mise seduto, facendo una smorfia per il dolore al petto. Timmy gli aveva fatto male per pompargli l’acqua fuori dai polmoni, però riuscì a sollevarsi contro la testiera e a girare le gambe per alzarsi. Una volta in piedi si sentì meglio; si stiracchiò con cautela, aggirò il letto e rimase a fissare l’adorabile posizione in cui si era addormentato Jeff. Con una risatina cominciò a slacciargli le scarpe; tolse prima l’una, poi l’altra, infine i calzini. Jeff si risvegliò e si mise seduto. «Che stai facendo?» domandò in tono assonnato. «Ecco, mettiti seduto,» disse Bret; Jeff obbedì, i capelli arruffati e gli occhi socchiusi. Bret gli passò le mani oltre i fianchi, aprì il velcro e gli sfilò il giubbotto dalla testa. Lo appoggiò a terra accanto alle scarpe e poi gli tirò su la maglietta. Jeff chiuse gli occhi e alzò le braccia in modo che potesse sfilargliela. Appena finito Bret fece per girarsi, ma Jeff lo prese per la vita e gli appoggiò il capo contro lo stomaco. Il ragazzo lasciò cadere la maglia sul letto, gli prese la testa tra le braccia e lo strinse a sé. Passò le mani tra i capelli castani di Jeff, affondandovi le dita, mentre l’uomo gli stringeva il sedere. Bret sentì il cuore colmo d’emozione, il sangue che si faceva bollente e gli bruciava le vene. Era notte fonda e tutti dormivano, ma Bret sentì l’irrefrenabile bisogno di stringere ed essere stretto.

Acque tranquille, F. E. Feeley Jr., Triskell, traduzione di Victor Millais. Si sono giurati amore eterno, ma la loro felicità è stata di brevissima durata. Dopo la morte di uno dei due l’altro ritorna a Promise, Michigan, in apparenza – ma si sa che non esiste nulla che inganni di più – una cittadina come tutte le altre, nella realtà un luogo su cui incombe una vera e propria maledizione, e l’aria è resa irrespirabile dalla cappa incombente di un luttuoso mistero intriso di vendetta e disperazione… Da leggere.

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“Prospettive ingannevoli”

cover500di Gabriele Ottaviani

Sì, amore, sono qui…

Prospettive ingannevoli, F. E. Feeley jr., Triskell, traduzione di Silvia Barsotti. Eddie è uno psicologo clinico di chiara fama, Jonathan uno scrittore a cui il successo del primo bestseller sta lenendo le ferite per il suo passato traumatico: si amano, e una nuova casa, in quel di Clay Center, Kansas, non può che sancire l’inizio di una ripartenza felice. O forse di un incubo: infatti… Intrigante, convincente, coinvolgente.

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“La maledizione di Timber Manor”

cover500di Gabriele Ottaviani

«Vi voleva un mondo di bene. Ma non aveva intenzione di indietreggiare su quel punto. Non ho mai capito perché. Dopo la fine che hanno fatto, e per quanto mi fosse difficile, mi sono dovuto occupare di tutto quel che riguardava il funerale. Tutto. Sono dovuto andare all’obitorio, identificare i corpi, parlare con l’impresa funebre, compare le bare e scegliere i vestiti in cui seppellirli. Ora che ci ripenso c’era qualcosa di inevitabile in tutta la questione. Per quanto volessi convincermi del contrario, quando vidi le bare nel terreno sapevo che non esistevano più in questo mondo. Era una cosa definitiva. Dovetti dir loro addio. Non riesco neanche a immaginare cosa voglia dire non avere la possibilità di dire addio.» Il volto di Daniel era l’immagine stessa del dolore. Stavo per dire qualcosa quando sentii la porta sul retro aprirsi. Mi voltai. Era Anita, con le sue borse della spesa. Mi lanciò uno sguardo e io annuii. Per quanto silenziosa fosse la nostra intesa, capì subito cosa stavo per fare. Si avvicinò alla caffettiera e si versò una tazza, accese i fornelli e iniziò a preparare la colazione. Ben presto si sarebbe seduta anche lei e avrebbe detto la sua…

La maledizione di Timber Manor, F.E. Feeley jr., Triskell. Traduzione di Ciro Di Lella. Daniel è ancora in lutto per la perdita dei propri genitori quando lo chiama una zia mai conosciuta che gli affida la fortuna e la tenuta di famiglia, Timber Manor. Il desiderio di scoprire un passato da cui è sempre stato tenuto all’oscuro è troppo forte: Daniel accetta e si precipita in quel luogo abbandonato che sua zia inizia a restaurare in suo onore. Ma ben presto inizia a essere perseguitato da incubi non suoi. In suo soccorso giunge lo sceriffo, che ne è rimasto stregato, ma… Intenso.

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