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“Città di numeri”

di Gabriele Ottaviani

Città di numeri, Mauro Bellei, Fatatrac. Sono letteralmente da costruire le avventure della città di numeri che Mauro Bellei ha inventato per tutti coloro, grandi e piccini, che hanno voglia di colorare e sognare, edificare nuove storie, inventare panorami e infinite combinazioni di cifre, leggere le rocambolesche peripezie di Tim e i suggerimenti del piccolo topo Geo. Una delizia istruttiva e delicatamente emozionante.

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“Modelli”

di Gabriele Ottaviani

Modelli, Fatatrac. Qualcuno potrebbe non considerarlo un libro, ma invece lo è, eccome: è al tempo stesso però anche una pinacoteca di decine di splendidi disegni raccolti in un’edizione dalla cura magistrale e dall’eleganza sopraffina, opere d’arte realizzate da Albertine, la cui fama internazionale è decisamente più che meritata, e di sagome da colorare sul retro delle stesse, per dare sfogo alla libertà della propria immaginifica fantasia, che è del resto il formidabile elemento di base della narrazione della condizione umana. Incantevole.

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“Vorrei dirti”

di Gabriele Ottaviani

Vorrei dirti che ti voglio bene…

Vorrei dirti, Cosetta Zanotti, Lucia Scuderi, Fatatrac. Le parole sono importanti, non sono mai abbastanza, non sono mai sprecate, non bisogna avere paura di dirsele, perché poi a un certo punto diventa troppo tardi: non è semplicemente un libro agile e bellissimo questo volume, è un’opera d’arte poetica, che fa bene al cuore.

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“Tilli e il muro”

di Gabriele Ottaviani

Non poteva credere ai suoi occhi…

Tilli e il muro, Leo Lionni, Fatatrac. Chissà che cosa c’è di là… Questo è quello che si chiede da sempre Tilli: un giorno, finalmente, può soddisfare la sua curiosità, e… La scoperta del mondo passa attraverso le domande che ci si pone, le esperienze che si compiono, i sogni e le speranze che ci concediamo il lusso di vivere: divertente e graziosissimo, questo dolce e tenero libriccino è un balsamo per l’anima di ognuno.

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“Nel mio corpo”

di Gabriele Ottaviani

Quando ho paura sono tutto aggrovigliato…

Nel mio corpo…, Mirjana Farkas, Fatatrac. Traduzione a cura di Camilla Diez. Il nostro corpo è un dono, un tempio, una macchina perfetta, è un universo che ci rende unici, e in cui ognuno dei nostri sentimenti si riverbera: non è facile però capire bene cosa accada al suo interno. Questo libro lo spiega, con testi facili e poetici e disegni emozionanti, adatti a tutti.

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“Un quadro ad acquerello per Cunegonda”

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I due si sposarono e vissero felici e contenti ad Acquasparta…

Un quadro ad acquerello per Cunegonda, Jenna Carioli, Fatatrac, illustrazioni di Massimiliano Di Lauro. Perché cuore con la c e quaglia con la q, perché soqquadro può averne due e cui nessuna, al contrario di qui, come mai acqua vuole una grafia diversa rispetto ad aquila e aquilone, e così via: suoni simili, per non dire identici, grafie diverse, che possono mandare in confusione. La grammatica italiana è fascinosa e insidiosa, e allora perché non impararla divertendosi? Graziosissimo.

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“Tutti in trattoria”

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Come antipasto si pappano mortadella e prosciutto appena affettati…

Tutti in trattoria, Janna Carioli, Fatatrac, illustrazioni di Lucia Scuderi. La grammatica italiana è fascinosa e insidiosa, e allora perché non impararla divertendosi? Le cosiddette doppie sono sdrucciolevoli e infide, non solo per chi, magari, non è di madrelingua nostrana e per esempio viene da paesi dove domina lo spagnolo, che per lo più scempia tutto ciò che invece l’idioma di Dante gemina, come se fosse una sorta di quiz, lascia o raddoppia, ma anche per ognuno di noi. Il dubbio è lecito, porvi rimedio è auspicabile, a ogni età, anche col gioco, magari davanti a un bel piatto di spaghetti, che in quanto a doppie non si fanno parlar certo dietro…

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“L’ammiraglio Virgilio”

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Lui la guarda pieno di meraviglia, Cecilia è la figlia del re Emilio?

L’ammiraglio Virgilio, Janna Carioli, Fatatrac, illustrazioni di Andrea Rivola. La grammatica italiana è fascinosa e insidiosa, e allora perché non impararla divertendosi? Aglio, caviglia, ciniglia, camelia, bottiglia, maniglia, ciglia e chi più ne ha più ne metta: bisogna fare attenzione al gruppo –gli- e a quello senza il segno della g, e può essere congeniale allo scopo anche tuffarsi in una fantastica avventura.

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“La famiglia Quattrossa va a sciare”

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Ma si sa che gli alberi non si scostano e Scheletrino Francesco si schianta…

La famiglia Quattrossa va a sciare, Janna Carioli, Fatatrac, illustrazioni di Ilaria Guarducci. La grammatica italiana è fascinosa e insidiosa, e allora perché non impararla – o ripassarla – divertendosi? La esse e la ci, assieme, con e senza i, possono combinarsi in tanti modi nella nostra lingua, e con un’allegra filastrocca e le frizzanti vicende di un’ossuta compagine di personaggi si può capire come farne l’uso migliore.

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“Tutti a nanna!”

TUTTI-A-NANNA-02di Gabriele Ottaviani

Su, fate i bravi! Chiudete un occhio…

Tutti a nanna! È l’ora del pisolino, Iris De Moüy, Fatatrac. Traduzione italiana a cura di Camilla Diez. Gli animali, come i fanciulli, non vogliono andare a dormire, perché pensano di perdere tempo, che il riposo sia una cosa per chi è piccolo, anzi, piccolissimo, non desiderano rinunciare alle mille e più avventure che gli si parano dinnanzi agli occhi: ma il sonno invece è salutare, e anche i sogni possono riservare splendide sorprese… Brillante l’idea, incantevoli i disegni, dal tratto nitido, netti, chiaro, riconoscibile.

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