Libri

“La donna nel bosco”

di Gabriele Ottaviani

Niente più risate…

La donna nel bosco, John Connolly, Fanucci, traduzione di Stefano Bortolussi. Giovane, donna, ebrea. Sepolta nella foresta del Maine. Un accenno di primavera rende più mite l’aria e meno dure le zolle, ma quel cadavere resta, monumento e monito. Appare evidente che poco prima di passare a miglior vita la ragazza abbia partorito, ma dov’è il bambino? Il detective privato Charlie Parker è ingaggiato dall’avvocato Moxie Castin per seguire l’indagine della polizia e per trovarlo. Ma non è l’unico che lo sta cercando, e questo non è che l’inizio di un’allegorica, inquietante, mozzafiato avventura… Da leggere.

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Intervista, Libri

“L’Astro Narrante”: intervista a Silvia Casini

61Mx+9hWWqL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Siamo figli delle stelle, figli della notte che ci gira intorno…: Convenzionali intervista Silvia Casini, cui si deve il progetto L’Astro Narrante.

Com’è nato il progetto L’Astro Narrante?

È nato da Il gusto speziato dell’amore, il libro edito da Leggereditore/Fanucci. Lì avevo dato vita a un personaggio di carta che ho molto amato. Si tratta della protagonista, Stella Revel, che da buona amante del buon cibo, a un certo punto unisce fa un abbinamento gastronomico-astronomico: unisce spezie e stelle. Sono partita da questa sua particolarità, per realizzare un vero e proprio ricettario astrale e poi via, via ho interpellato vari esperti per condire l’intera struttura con contributi curiosi e inediti.

Quante volte consulta l’oroscopo al giorno? E sempre lo stesso?

A dire il vero non sono un’appassionata di astrologia. L’oroscopo, se lo consulto, lo faccio solo per gioco e poche volte durante l’anno. Sono più un’amante dell’astronomia. Infarti, ne L’Astro Narrante la parte astrologica l’ha curata l’astrologa Kelly Ardens. Io mi sono limitata alla parte introduttiva astronomica. Per ampliarla, ho poi intervistato l’astronomo Stefano Giovanardi, curatore scientifico al Planetario e Museo Astronomico di Roma, nonché co-scopritore del pianetino 1994QC e autore di oltre 100 spettacoli astronomici e altri programmi didattici e divulgativi.

Qual è il suo segno preferito? E quello che ama di meno?

Non posso che amare e nominare il mio segno: il Cancro. Romantico, lunatico, sognatore. Invece, dato che nella vita, non tollero i bugiardi, va da sé che Scorpione e Gemelli non hanno il mio pieno appoggio. I Gemelli sono i menzogneri per eccellenza, perché sempre pronti ad adulare, mentre i nati Scorpione, nonostante siano di animo onesto e genuino, tutto a un tratto potrebbero diventare dei veri manipolatori. Sarebbero disposti a tutto per i loro subdoli fini.

Quanto c’è di gioco e quanto di scientifico?

Come già accennato la parte più scientifica è quella astronomica che culmina con l’intervista a Stefano Giovanardi che spiega benissimo le dinamiche celesti e le leggende amorose nascoste tra le costellazioni. La parte di divertissement è nell’oroscopo letterario, in quello cinematografico e nel look stellare. In pratica, ne L’Astro Narrante non esiste il classico “oroscopo”, c’è tutto un rimando con la vita quotidiana, con il cibo, i colori, la musica e così via. Partendo dal ricettario che è alla fine di ogni volume, è possibile apparecchiare la tavola seguendo i consiglio di un architetto esperto in home71mopvY9buL._AC_UY218_ décor, abbinare certe spezie ad alcuni vini in base ai consigli di una giornalista food blogger e sommelier, ecc. L’intero progetto spinge il lettore verso la curiosità. È un modo per scoprire alcuni lati del carattere inesplorati e di mettersi in gioco. Di per sé, si tratta di una guida piacevole e scorrevole, di facile lettura, che può essere un gradito regalo personalizzato per qualsiasi occasione.

In che modo le stelle ci influenzano?

Dite la verità, quante volte vi è capitato di guardare il cielo, magari durante la notte di San Lorenzo, e vedere una stella cadente, pensando subito ad un desiderio da esprimere? Ma perché esprimiamo i nostri desideri proprio alle stelle cadenti? Ebbene ne L’Astro Narrante troverete tutte le risposte ai vostri mille quesiti, proprio come questo. Da sempre, le stelle, il cosmo e l’infinito hanno stupito l’uomo. Va da sé che la visione del cielo notturno suscita fascino, malia, suggestione. Le stelle hanno infatti ispirato la filosofia, la musica, la letteratura e le arti figurative. Ma come influenzano ogni aspetto della vita umana? Non lo influenzano in senso stretto. Lo studio degli astri, col quale si pensava di poter predire il futuro, è un’arte che risale a molti millenni or sono. Nacque in Mesopotamia per poi trovare ampio consenso in Grecia dove si cominciò a leggere il destino umano in base alle posizioni dei pianeti. Quindi, se all’inizio astronomia e astrologia andavano a braccetto, da Copernico in poi, l’astrologia non venne più considerata una scienza esatta e ogni ricerca planetaria fu un’esclusiva dell’astronomia. Addirittura, l’astrologia fu rilegata a disciplina legata all’occulto, in quanto pseudoscienza ancorata ad antiche forme di superstizione popolare. L’idea, insomma, che la materia stellare potesse influenzare il destino dell’uomo, non aveva alcun fondamento scientifico. Ovviamente, oggi sappiamo perfettamente che la luna, con la sua forza gravitazionale, incide sulle maree. E questo è un dato di fatto, e a dirla tutta, ogni civiltà del nostro pianeta ha trovato ispirazione nella luna come protagonista di miti e leggende. Ecco perché il cielo è intriso di storie romantiche e proprio su questo aspetto non potevo non interpellare Giovanardi, dato che al Planetario aveva ideato un intero spettacolo dedicato al racconto dei grandi amori nascosti tra le stelle: Il cielo degli innamorati. Per giunta ne L’Astro Narrante, Giovanardi spiega perfettamente il binomio astronomia-gastronomia, che in passato, aveva una natura strettissima e funzionale alla pratica dell’agricoltura. Erano le stelle a indicare i momenti più adatti per la semina e il raccolto: proprio per questo da quando divenne stanziale, l’uomo cominciò a studiare attentamente il cielo. L’esempio più famoso è l’apparizione mattutina di Sirio, che avveniva in coincidenza con le piene del Nilo in Egitto, dunque con il momento in cui le terre si fertilizzavano. E ancora oggi i contadini tengono conto degli aspetti del cielo per svolgere alcune operazioni nei campi.

In quali caratteristiche attribuite al suo segno si riconosce particolarmente?

Il Cancro è un segno femminile, governato dalla luna. È umorale, sensibile, accattivante, misterioso. È un leader nato, gentile, caparbio. Talvolta l’eccessiva percezione sottile può portarlo a nostalgiche visioni. In questo mi ci rispecchio parecchio, così come nel fatto che i nati Cancro hanno spesso il cuore ferito o spezzato. Questo è dovuto al fatto che tendono a essere generosi e spesso le persone se ne approfittano. Arrivano nella vita dell’ignaro Cancro, ne succhiano l’energia e lo saccheggiano delle emozioni. Ma attenzione: guai a indispettirlo. Potrebbe tramutare tutta la sua emotività in ira e trasformarsi in Leonida. Quindi, occhio…

 A cena con qualcuno che non conosce quanto tempo aspetta prima di chiedere di che segno è?

Non è una domanda che faccio spesso. Da donna Cancro studio la mimica e gli atteggiamenti dell’interlocutore. Osservo i dettagli e se trovo delle fragilità, me ne prendo cura.

Quanto pesa l’ascendente?

Che io sappia, determina come veniamo percepiti dagli altri, ovvero la prima impressione che diamo alle persone. Può essere considerata la nostra prima stretta di mano. Io sono Cancro ascendente Cancro. In buona sostanza, sono dolcezza al quadrato, ma se mi feriscono, ne risento subito, mi chiudo nel mio guscio mostrando le chele a chi mi ha offeso.

Prossimi progetti?

Ho da poco pubblicato con Golem Edizioni il paranormal thriller Gli occhi invisibili del destino. È la storia di Eilis Rush, una diciassettenne dagli occhi molto particolari: verdi, striati di grigio, giallo e blu notte. Nascondono un segreto bellissimo e terrificante. È una giovane studentessa che, dopo un incidente automobilistico, dove i suoi genitori hanno perso la vita, dall’America è venuta a vivere a Roma. Nella Capitale, va a stare da sua zia Clara, che gestisce il negozio esoterico Filincanto. Eilis però ha un’amnesia parziale a causa del trauma subito e non riesce a ricordare molti dettagli del suo passato, in compenso ha strane e inquietanti percezioni, così sua zia la porta da uno psichiatra. In sala d’attesa, legge su un giornale che a piazza Barberini, nella fontana del Tritone, è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Inizia così una strana e straordinaria avventura che la vede collaborare con Luca Marra, un giovane poliziotto incontrato per caso. Con lui, cercherà di scoprire cosa si cela dietro una misteriosa serie di delitti dalle connotazioni esoteriche e, al tempo stesso, di conoscere la verità sulla propria storia, sulla morte dei suoi genitori e sulle sue strane visioni che ogni tanto ha. Chissà se riuscirà a sbrogliare la matassa e i tanti fili che la legano all’invisibile. Forse troverà indizi segreti, forse si complicherà la vita… ma magari quando lo farà, si imbatterà anche nell’amore. Vero.

Il libro e il film del cuore, e perché.

Questa è una domanda difficilissima. Ho parecchi film del cuore, come Angel-A di Luc Besson, Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet, Pollo alle prugne di Marjane Satrapi, Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, La ragazza sul ponte di Patrice Leconte, I Goonies di Richard Donner, I ponti di Madison County, Mystic River, Million Dollar Baby e Gran Torino di Clint Eastwood, Innamorarsi di Ulu Grosbard, E.T. di Steven Spielberg, Boys don’t cry di Kimberly Peirce, Navigator di Randal Kleise, Big Fish di Tim Burton, Corto circuito di John Badham, Stand by me di Rob Reiner, Forrest Gump e la trilogia di Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, ecc.. Insomma, potrai citarti una lista lunghissima comprensiva di Jacques Tati, Quentin Tarantino, Jonathan Demme, Gareth Evans, David Lynch, Mario Monicelli, Carlo Verdone, Carlo Vanzina, Steno, Francis Ford Coppola, Frank Capra, Sergio Leone, Bong Joon-ho, Akira Kurosawa, Martin Scorsese, James Cameron, Alfred Hitchcock, Guy Ritchie, ma soprattutto sono una vera amante dell’animazione giapponese, quindi adoro le produzioni dello Studio Ghibli e dello Studio Ponoc. Dal lato letterario, sono onnivora e leggo generi diversi, dal thriller al romance, dal paranormal al fantasy ai classici (Stephen King, Shakespeare, Asimov, Khalil Gibran, Jane Austen, Henry James, Dee Brown, ecc.), ma se devo essere sincera, la prima cotta l’ho avuta a dodici anni per Heathcliff. Quindi, il mio libro del cuore è Cime tempestose di Emily Brontë.

 

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Libri

“I racconti del Necronomicon”

9788834738481_0_0_300_75.jpgdi Gabriele Ottaviani

Visitare Yuggoth farebbe impazzire ogni uomo debole, e tuttavia ci andrò…

I racconti del Necronomicon, H. P. Lovecraft, Fanucci. Traduzione dall’inglese di Susanna Bini, introduzione di Carlo Pagetti. Howard Phillips Lovecraft, vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento per lo più a Providence, capitale dello stato del Rhode Island, tredicesimo a entrare a far parte degli USA, sabato ventinove di maggio dell’anno del Signore millesettecentonovanta, è stato critico, saggista e poeta, nonché ritenuto allora come oggi un precursore dalla fantascienza così come la conosciamo attualmente e soprattutto uno dei maestri della letteratura horror, genere di cui ha saputo valicare i confini e che ha reso veicolo di una pletora di interessantissimi significati, un po’, come, cambiando quel che dev’essere cambiato, è stata per esempio l’elegia in epoca classica, che poteva ammantarsi di valenze politiche, amorose, funerarie e non solo: prendendo le mosse da uno dei manoscritti più misteriosi e affascinanti della storia ha saputo creare con maestria un mondo mitico, onirico e atavico, una leggendaria civiltà primordiale, aliena alle convenzioni e alle consuetudini. Un’antologia, ora riproposta in una nuova e bella veste, da non perdere affatto.

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“L’inganno uccide”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Era un’abile pianista, proprio come la madre defunta, che era stata assassinata, e come suo padre, l’assassino della mamma.

L’inganno uccide, Dean Koontz, Fanucci, traduzione di Tessa Bernardi. Jane è una donna braccata. In fuga. In primo luogo da sé medesima. Dal suo passato. Da una lunga catena di omicidi e suicidi. E dire che è un’agente dell’FBI. È abituata a combattere. E non ha intenzione di arrendersi. Perché sa di essere nel giusto. Ma… Vibrante, potente, straziante, intenso, coinvolgente, convincente, travolgente, trascinante, intrigante, eccellente sotto ogni aspetto.

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“La verità su David Raker”

51sBNr73YLL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

–          Perché uno stronzo di scribacchino si presenta alla mia porta?

–          Perché qualcuno della polizia ha fatto un casino…

La verità su David Raker, Tim Weaver, Fanucci, traduzione di Ilaria Mazzaferro. Non è possibile che sia chi dice di essere. Eppure quella donna le somiglia proprio tanto. Ma lei, sua moglie, è morta. Da otto anni. L’ha seppellita lui. Ha combattuto contro il cancro. E ha perso. Quella donna però si è presentata alla stazione di polizia. Lui è un detective, alla nona sorprendente avventura. Ha detto che lui è suo marito. Non ha nulla con sé, solo un foglio di carta col nome di lui. E il certificato che ratifica il decesso dell’amatissima Derryn è scomparso nel nulla… Mozzafiato dalla prima all’ultima pagina, sconcertante, perfetto, come sempre magistrale.

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“La fine di tutte le cose”

41jqWH-7xWL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quale che sia il suo intento, sono deciso a contrastarlo.

La fine di tutte le cose, China Miéville, Fanucci, traduzione di Annarita Guarnieri. I cefalopodi sono molluschi esclusivamente marini, tra i più evoluti in senso assoluto, caratterizzati da una conchiglia ridotta internamente o del tutto assente, prettamente, come le seppie e i calamari, nectonici, ossia in grado di nuotare attivamente, oppure bentonici, come in primo luogo il polpo, ovvero viventi a stretto contatto con il fondale o fissati su una base solida: Billy Harrow ne è esperto e sta conducendo all’interno del celebre e magnifico museo di storia naturale di Londra presso Cromwell Road, a Kensington, una visita guidata che ha in procinto di far culminare con l’osservazione di un esemplare di calamaro gigante. Un esemplare raro. Molto raro. Talmente raro che svanisce. All’improvviso. E non è che l’inizio di una guerra senza esclusione di colpi fra umani e non, assassini e maghi… Intrigante.

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“Oltre ogni sospetto”

51Y8IOan2wL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Le chiese cosa si aspettava da lui, più e più volte. Era praticamente isterica e, quando riuscì a mettere insieme due frasi, assunsero perlopiù la forma di minacce sconclusionate. Mark capì che aveva passato intere settimane a fare scorta di munizioni emotive da usare contro di lui.

Oltre ogni sospetto, Joe Sharkey, Fanucci, traduzione di Tessa Bernardi. Il Kentucky, il Bluegrass state, è di norma un posto abbastanza tranquillo, e si presenta dunque come l’occasione giusta per l’agente federale Mark Putnam, che, nella neghittosa serenità di una cittadina può ben sperare di mettersi in luce attraverso le proprie qualità e dunque senza troppa fatica fare carriera. La situazione inizia però ben presto a complicarsi quando mette in pericolo tutta la sua vita perché Susan, una sua informatrice tossicodipendente, diventa per lui una sorta di ossessione, non solo né semplicemente erotica. Oltretutto si tratta di una donna assolutamente scaltra e risoluta, dalla quale liberarsi è arduo, e col passare del tempo sempre di più, finché si giunge a un punto di non ritorno. E allora… Da non perdere.

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“Promessa di sangue”

51LsFhRaMzL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Omicidio? Non sappiamo niente…» Le parole sfumarono e lui guardò suo padre, come per avere conferma che davvero non ne sapessero niente. Quando tornò a guardare Hugo i suoi occhi mostravano confusione e, pensò lui, paura.

Promessa di sangue, Mark Pryor, Fanucci. Traduzione di Barbara Cinelli. In questo nuovo thriller ad altissima tensione che non manca di riferirsi anche al passato, a una dimensione storica cui si allude con cura e precisione mediante tratti chirurgici e una scrittura affilata che non mostra cedimenti né lungaggini in nessun passaggio, Mark Pryor presenta un’altra volta ai suoi lettori l’acuto e indomito ex profiler dell’FBI Hugo Marston, ora capo della sicurezza americana che, mentre è incaricato di proteggere Charles Lake, senatore a stelle e strisce in missione a Parigi per una delicata controversia tra Francia e USA che si dipana attraverso colloqui che avvengono in un maniero in campagna, destinati a interrompersi per un tentativo di furto che però presto diverrà l’ultimo dei problemi per Marston e il detective Garcia che lo affianca nelle indagini, si ritrova pure a dover ragionare in merito a un’inquietante connessione con una rapina finita nel sangue presso Troyes e alla sparizione di un antico forziere… Da leggere.

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“L’impostore”

412LGF428DL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Immaginò che avrebbe sentito della musica se l’avessero messo in attesa. Tra tutte le società possibili, sicuramente la compagnia telefonica non avrebbe lasciato un cliente senza un segnale che la linea fosse ancora attiva. Contò fino a dieci, poi decise di contare fino a venti. Rispose una donna.

L’impostore, George Harrar, Fanucci, traduzione di Alessia Cantagalli. Spesso una trama viene infarcita, a maggior ragione nella fattispecie di una narrazione di genere che voglia vellicare l’attenzione del lettore avvalendosi di vari espedienti e tinte forti e muovendosi all’interno dei confini del genere poliziesco nel suo senso più lato, contenitore, sul modello dell’elegia antica, che sapeva farsi sia funeraria che politica o amorosa, capace di veicolare importanti contenuti, di colpi di scena perché si presume che in questo modo si devii l’obiettivo da qualche incongruenza. Non è però affatto questo il caso, anzi: non solo non c’è un momento in cui l’ordito della narrazione mostri, come si suol dire, la corda, ma anzi il ritmo, sorprendentemente e coerentemente sostenuto, avvince e convince, facendo sì che ci si ritrovi a non riuscire a staccarsi dalle pagine che raccontano la vicenda di Evan, un tranquillo insegnante di filosofia che ha una serena famiglia e un giorno, mentre come al solito vive la propria routine fatta per lo più di insegnamento, al fine di stimolare nei suoi allievi l’amore per la ricerca della verità, viene accusato dalle forze dell’ordine di aver rapito una ragazza. Sembra tutto assurdo. Ma… Intrigante.

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“Wasteland”

41BiQs+Vv-L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Se un mondo è impossibile da richiamare, non è detto che sia impossibile da ricreare.

Wasteland – La terra dei sogni perduti, Giorgio J. Squarcia, Fanucci. Sebastian sogna. Sogna di quando era giovane. Speranzoso. Innamorato. Ora è invece cinico. Disilluso. Deluso. Si sveglia. E si accorge che quell’emozione, però, ancor non l’abbandona. Vuole ritrovare la donna amata. Per farlo tuttavia deve farsi, e non è affatto semplice, novello Orfeo, ovverosia varcare la linea che separa la realtà dalla fantasia, fino a Wasteland, la terra dei sogni perduti, viaggiare nei più profondi e reconditi meandri della propria mente e del proprio cuore, costretto necessariamente ad affrontare quel che si troverà dinnanzi, e che non conosce del tutto… Ammaliante, seducente, intrigante.

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