Libri

“Quanto blu”

41c73YrJ5iL._SX260_di Gabriele Ottaviani

Guardai il ragazzo allontanarsi, ma non stavo tanto pensando a lui e alla sua possibile colpa, quanto deplorando la mia situazione. Era necessario che lo dicessi a Linda, ma ogni minuto che passava rendeva dirglielo più difficile. Certo, April mi avrebbe odiato: e in un modo o nell’altro, pur essendo convinto che a qualche livello mi odiasse già, non sopportavo l’idea di tradirla.

Quanto blu, Percival Everett, La nave di Teseo, traduzione di Massimo Bocchiola. Autore poliedrico, dotto, raffinatissimo, personaggio dalle mille sfaccettature, Percival Everett ha il dono di una prosa impareggiabile, intensa, avvolgente, elegante, profonda, maestosa, mai ostica, mai banale, mai retorica, capace di indagare l’anima con raffinatezza, capace di sorprendere a ogni volgere di pagina, dando voce all’inatteso, all’inaspettato, all’insolito, all’inconsueto, all’imprevedibile, all’altrimenti inconoscibile: un viaggio nella sua letteratura è un viaggio dall’altra parte della luna. Questa è la storia di Kevin, un artista che sta lavorando a una gigantesca tela, di cui non fa vedere nemmeno un millimetro a nessuno: si sa solo che è composta di strati e strati di blu, in tutte le sfumature possibili… Allegorico, magnetico, da leggere.

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Libri

“In un palmo d’acqua”

PGW060.pngdi Gabriele Ottaviani

La figlia quattordicenne di Benjamin Taylor era fuori di testa. Era questo che Benjamin rimuginava fissando l’orologio appeso in cucina.

Se è vero, come è vero, che la frontiera è un luogo fisico, preciso, concreto, reale, spesso disegnato su carta, a tavolino, per porre fine a dei conflitti o per spartirsi del potere, è altrettanto vero che la frontiera è un luogo dell’anima. Anzi, che ogni anima, verrebbe da sostenere, ha la sua. La sua frontiera, il suo limite, quel punto oltre il quale spingersi diventa doloroso, ma forse anche emblema stesso di chiarezza e acquisizione di senso. Si giunge in contatto con qualcos’altro da sé, che ha il potere di raccontarci di noi stessi quanto noi medesimi, sovente, siamo disposti ad ammettere e accettare. Cowboy, rudi comme il faut, donne sagge, silenti, coraggiose, situazioni surreali: il western è vivo, evviva il western. Questi i temi, i personaggi e il senso di una formidabile raccolta. Un po’ di fede, Plecottero, Un lago d’alta quota, Congelamento (il migliore, ma fare una graduatoria è impresa improba e forse inutile), Direzione sbagliata, Arriva il giorno, Cercare Billy Penna Bianca, Vetro solubile, Graham Greene: nove magnifici racconti tradotti da Letizia Sacchini, pubblicati da Nutrimenti col titolo In un palmo d’acqua, volume inserito dal New York Times nel novero dei dieci migliori libri dell’anno scorso stampati da editori indipendenti, e scritti dal grandissimo Percival Everett, capace come sempre di regalare ai suoi lettori parole che hanno un respiro più ampio del normale. Da non perdere.

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