Libri

“Scrivere è un dare forma al desiderio”

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Mia madre aveva anche una visione utilitaristica della lettura…

Scrivere è un dare forma al desiderio – Conversazione con Pierre Bras, Annie Ernaux, Castelvecchi. Traduzione di Annalisa Comes. Grazie alla vita che mi ha dato tanto, recita il più celebre verso di una notissima canzone: certamente tra le cose per cui più la vita va ringraziata c’è la possibilità di poter conoscere la scrittura, oltre che la magnifica persona, di Annie Ernaux, profondamente, convintamente, autenticamente, completamente femminista, inclusiva, aliena alle convenzioni, alle prevaricazioni, agli stereotipi, capace di confidare e donare la propria preziosa intimità e di farla assurgere a canto universale in cui ognuno riconosce sé, le sue paure, i propri aneliti. Più che un libro, un atto d’amore, delicato e intenso.

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“La vergogna”

41zRdZJKXrL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La buona educazione era il valore dominante…

Quindici anni prima che in una domenica di giugno il padre morisse è un’altra domenica del sesto mese dell’anno, quando lei non ha nemmeno dodici anni, la data che per prima nella storia della sua vita rimane impressa con precisione indelebile, poiché si verifica un accadimento che ha sempre temuto che si ripetesse e che è arrivata a confidare, ottenendo però ogni volta un’improvvisa e inscardinabile chiusura, perché era una rivelazione troppo forte, solo a coloro di cui s’era innamorata davvero, nella sua memoria, quando è mancato un attimo che non accadesse l’irreparabile, il delitto. Indaga con voce lirica e insieme politica nel senso più alto del termine, com’è nelle sue corde di raffinata testimone ed esegeta della coscienza individuale e universale, il sentimento che, come l’aprile della poesia, è il più crudele, perché genera lillà da terra morta, ma al tempo stesso è inevitabile, in un certo senso necessario: La vergogna. L’orma, traduzione di Lorenzo Flabbi. Lei è una delle più grandi scrittrici del mondo: Annie Ernaux.

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“Una donna”

41T5rI5xPIL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

D’ora in poi vivrò sempre sotto il suo sguardo.

Una donna, Annie Ernaux, L’orma. Traduzione di Lorenzo Flabbi. La voce di Annie Ernaux, la sua infinita classe, l’eleganza che la contraddistingue e che fa sì che le sue parole assurgano con naturale semplicità, come ninfee che si affacciano sulla superficie di uno specchio d’acqua, all’affiorante livello della consapevolezza critica, storica e politica, raffigurando il particolare con una tale precisione da renderlo universale, con sguardo neutro tanto veristico da racchiudere in sé le mille e più sfumature dell’individualità, dell’intimità, del lessico personalissimo, deflagrano in maniera impressionante, solenne e magnifica in questa nuova e imperdibile declinazione della memoria che si fa atto d’amore e specchio in cui ognuno può riconoscersi e affrontare la perdita, il lutto, l’abbandono, la necessità della prosecuzioneIo ricorderò sempre, tutta la vita, il grande conforto che sentii nel vedermi davanti, quel mattino, la sua figura che mi era così familiare, che conoscevo dall’infanzia, dopo tante ore di solitudine e paura, ore in cui avevo pensato ai miei che erano lontani, al Nord, e che non sapevo se avrei mai riveduto; e ricorderò sempre la sua schiena china a raccogliere, per le stanze, i nostri indumenti sparsi, le scarpe dei bambini, con gesti di bontà umile, pietosa e paziente. E aveva, quando scappammo da quella casa, il viso di quella volta che era venuto da noi a prendere Turati, il viso trafelato, spaventato e felice di quando portava in salvo qualcuno: le parole di Lessico famigliare ben si adattano al mood di quest’opera formidabile, concepita da Annie Ernaux sull’onda infiammata del dolore per la morte della madre, che dà il via a un’inarrestabile confessione: la miseria contadina, il duro lavoro, il riscatto, la malattia, l’oblio, il mondo sempre nuovo, diverso, incomprensibile. Eccezionale.

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“Memoria di ragazza”

17991583_1302379383172697_6910744364766229358_odi Gabriele Ottaviani

Quest’euforia dell’intera esistenza, come se la nostra giovinezza facesse leva su quella degli altri – l’ebbrezza comunitaria.

Memoria di ragazza, Annie Ernaux, L’orma, traduzione a cura di Lorenzo Flabbi. Annie Ernaux è una delle voci più autorevoli e significative della nostra contemporaneità: attraverso la sua prosa infatti non di rado, anche a partire da pochi cenni, brevi bagliori, barlumi appena accennati di una narrazione che di consueto attinge a un’intimità talmente profonda da divenire universale, immediatamente riconoscibile per ognuno, che può assistere con limpidezza al riverberarsi in lui delle esperienze di cui legge, e che sente gli appartengano, è possibile ritrovare parti fondamentali della storia individuale e collettiva e dell’immaginario di vicende e ideali talmente attuali che sono prossimi sia a coloro che hanno attraversato il Novecento sia a coloro che sono nati dopo, e che si affacciano alla vita in questi anni. E hanno pertanto ora la stessa età della diciottenne Annie che nel millenovecentocinquantotto scopre la vita, il sesso, in un’estate che sembra uscita da un film di Téchiné. Il diario, l’autobiografia, la storia, i temi universali di questo romanzo di formazione descrivono una visione del mondo poetica e politica che fa del recupero del valore dell’onestà e della tenerezza, nei confronti soprattutto degli errori altrui, che immediatamente paiono essere in grado di generare un’empatica e dolce indulgenza, un simbolo di condivisione e speranza. Da non perdere per nessuna ragione.

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