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“Elogio del gatto”

563_20160406160218.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’odio verso i gatti sarebbe quindi l’espressione di una misoginia universale?

Il libertario. L’autocrate. La femmina. Il grassone. Il dio. Più che un elogio, benché lo sia, eccome, una vera e propria esegesi. Attraverso la letteratura e non solo. Anche il cinema. Persino quello di animazione, come la disneyana Cenerentola, forse il classico dei classici, almeno per una certa generazione. Il gatto è compagno dell’uomo da tanto tanto tempo, anche se forse compagno non è la più esatta fra le parole che si possono scegliere, visto che in realtà il gatto si basta perfettamente, anzi, prova certamente affetto per il suo umano di riferimento, ma chi non sarebbe affettuoso con un servo zelante, nonostante gli occupi spazio in casa? Perché è lui il padrone, non c’è nulla da fare. Animale meraviglioso, adorabile e adorato, creatura sublime, ne parla Stéphanie Hochet (traduzione di Roberto Lana) in Elogio del gatto, per Voland, una piccola e preziosa gemma da leggere e custodire, impreziosita da un bellissimo disegno di copertina di Luigi Bernardi.

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