Libri

“Una giornata”

di Gabriele Ottaviani

Non avrei voluto darle questa spiacevole notizia, ma è bene che lei sappia cosa sta accadendo alle sue spalle…

Una giornata, Alain Elkann, Bompiani. Con Delaunay in copertina verrebbe da dire che piaccia vincere facile, e in effetti l’immagine è a dir poco meravigliosa. Ma splendida è anche la prosa, come sempre raffinata e misurata, di Elkann, che racconta ventiquattr’ore cruciali nell’esistenza di un uomo ambizioso ma annoiato e un po’ imbolsito, un direttore di museo che la cappa dell’umido maggio parigino pare opprimere più pesantemente che mai, mentre riflette sulle sue relazioni concluse, si interroga sulla sua salute e teme che il declino, da ogni punto di vista, sia prossimo. Inoltre, sessantottenne, non troppo lontano dalla pensione, parrebbe essere invece sul punto di fallire, per colpe non sue, l’ingresso all’Accademia… Elegante e intrigante.

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Libri

“Anita”

51L9PBZ8c2L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Pensa che prima di morire dovrai chiedermi se ti darò il permesso di essere seppellito.

Anita, Alain Elkann, Bompiani. L’amore è eterno finché dura, e quando finisce lo strazio è tremendo: si cerca di dimenticare e al tempo stesso ci si aggrappa ai ricordi, si vuole morire ma non si brama mai così tanto la vita. L’amore fra Milan e Anita sembrava dovesse durare per sempre, e invece lei ha detto basta, se n’è andata, e lui, naturalmente, è impreparato, sbigottito, annichilito, angosciato, fugaci sprazzi d’ironia non bastano a consolarlo: cosa resta quando sembra che nulla rimanga? E cosa c’è, in generale, dopo la fine? Cosa sarebbe stato – non esiste prigione dalle sbarre più spesse di quelle che sono edificate da un periodo ipotetico dell’irrealtà – di quell’amore se fosse sbocciato in un altro momento, in un altro luogo, in un altro modo? Alain Elkann, con la consueta icastica eleganza, affresca con mano sicura i mille toni della malinconia, sublimata sin dall’incantevole copertina. Da non perdere.

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