Libri

“Il Capitano e la Gloria”

di Gabriele Ottaviani

Quella sera il Capitano rimase in cabina a guardare la televisione e a mangiare un cheeseburger. La cosa che amava di più era stare seduto sotto il letto mangiando cheeseburger e guardando il televisore che aveva posato sul pavimento, inclinato di quel tanto che bastava per facilitarne la visione. Mentre guardava la televisione, il Capitano vide un notiziario che riportò gli eventi di quel giorno, quando i Pupazzi di Neve avevano gettato in mare il cuoco. Il Capitano non era certo dei propri sentimenti. I Pupazzi di Neve nelle loro uniformi bianche e pulite gli sembravano molto forti mentre alzavano l’uomo oltre il parapetto, e questo gli piacque. Il cuoco aveva sollevato un bello spruzzo nell’oceano quando era caduto, e anche questo era piaciuto al Capitano. Gli piaceva anche che tutto questo avesse spinto alcuni dei passeggeri ad applaudire. Ma poi vide la madre e i bambini che piangevano inconsolabilmente, e non fu più tanto sicuro di come si sentiva a proposito di quella parte della storia. Tenendo in mano il cheeseburger, esaminò i propri sentimenti, ma non riuscì a trovare le parole per esprimerli.

Il Capitano e la Gloria – Uno scherzo, Dave Eggers, Feltrinelli. Traduzione di Vincenzo Mantovani. Illustrazioni di Nathaniel Russell. Irriverente, ironico, brillante, intelligente, trascinante, scritto in stato di grazia e con estrema fluidità, è la storia di un bastimento grande come tutti i bastimenti del mondo che trasporta tutte le persone del mondo e che naviga in un oceano che è l’oceano di tutto il mondo. Alla guida di questo naviglio c’è però un uomo assolutamente inadeguato – verrebbe da dire uno che si porta via il pallone se non glielo passano, o che vorrebbe che non si contassero delle schede elettorali qualora il nome votato non fosse il suo… – e quindi tutto quello che in realtà sembrava essere sicuro sicuro non era, e pertanto il bastimento più grande di tutto il mondo viene attaccato da tanti altri bastimenti e ci si rende conto che quel paese che sembrava il paese di Bengodi in realtà non lo era affatto… Del resto quest’uomo ha una piuma fra i capelli… Fiabesco e allegorico, necessario più che mai nel nostro tempo così precario, liquido, malsicuro e angosciante, il nuovo libro di Dave Eggers è veramente un gioiello.

Standard
Libri

“La parata”

81hz88stDWL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quattro andò a letto presto, anche per mettere fine allo scambio con l’uomo del medaglione, che aleggiò per un’ora intorno alla sua tenda prima di andarsene. Quattro si svegliò appena dopo le due al lamento folle di un gallo. Aprì la cerniera della tenda per svuotare la vescica e vide che Nove non era rientrato. Non c’erano né tenda né quad. La notte era silenziosa, immersa nel nero più assoluto. La regione non aveva rete elettrica perciò le notti non erano screziate dal bagliore delle cose umane. Quattro alzò gli occhi al cielo senza luna, solo una scheggia di spazio stellato si intravedeva nel manto di nuvole. Il gallo strillò ancora e Quattro tornò in tenda per completare la sua dormita. Si svegliò nella luce anemica dell’alba e vide che non c’era ancora traccia di Nove. Consumò una colazione di frutta sgusciata e secca in barretta, poi smontò la tenda e la ripose nell’RS-80. Decise che avrebbe fatto la gran parte del lavoro entro mezzogiorno e avrebbe lasciato raffreddare il veicolo per poi affrontare una sessione supplementare nel pomeriggio. L’assenza di Nove era rinfrancante. Senza di lui, Quattro poteva completare un giorno e mezzo di lavoro in una sola giornata.

La parata, Dave Eggers, Feltrinelli, traduzione di Francesco Pacifico. Quattro e Nove devono costruire una strada lunga duecentosessanta chilometri e perfettamente dritta con l’obiettivo di connettere saldamente le due metà di un paese spaccato da una guerra in merito alla quale l’ordine costituito che ha incaricato questi due mercenari del compito loro affidato decide di celebrare l’armistizio che ne ha sancito il termine: ma se il primo dei due, che per motivi di sicurezza hanno scelto di chiamarsi con dei numeri, è integerrimo e non dirazza di un millimetro dall’obiettivo, l’altro è curiosissimo del mondo e di tutto ciò che lo circonda, configurandosi pertanto come un elemento di disturbo in quest’allegoria formidabile degli assurdi meccanismi della protervia del potere. Travolgente e ottimo.

Standard
Libri

“Il cerchio”

413wNhHThHL._SY346_di Gabriele Ottaviani

Mae odiava la persona che era.

Il cerchio, Dave Eggers, Mondadori, traduzione di Vincenzo Mantovani. Mae è giovane. È carina. È una ragazza con i piedi per terra e molto capace. Fa un lavoro che non la stimola granché, e che la mette sempre a contatto con i problemi delle persone. Vorrebbe cambiarlo. Ha bisogno di qualcosa che la faccia stare meglio e che sia abbia pure una miglior remunerazione. La situazione è piuttosto complicata, sia a casa che fuori. Riesce in ogni modo ad avere un colloquio con un’azienda che sembra il paradiso in terra. A disposizione dei dipendenti c’è di tutto. Sembra di essere in una sterminata famiglia sorridente e informale. Dove ognuno conosce ogni aspetto della vita altrui. Anche troppo, a dire il vero… Non ha spigoli né lati il cerchio, è il luogo geometrico dei punti che distano tutti in egual misura dal centro: è una figura geometrica chiusa, convessa, che tutto include, cinge, abbraccia. Rassicurante. O soffocante. Da questo libro è stato tratto il film The circle con Emma Watson e Tom Hanks: se la pellicola in tutta onestà non è particolarmente riuscita e non si caratterizza per essere un adattamento particolarmente fedele non tanto per le vicende descritte ma per il loro significato, il romanzo invece ha una struttura molto ben congegnata che ne consente una lettura facile e piacevole.

Standard
Libri

“Eroi della frontiera”

9788804673309_0_0_300_80.jpgdi Gabriele Ottaviani

Che meraviglia essere vivi in una giornata così.

Eroi della frontiera, Dave Eggers, Mondadori. Traduzione a cura di Giovanna Granato. Da qualche parte sotto la spessa coltre di ghiaccio e neve qualcosa che rassomigli almeno alla lontana al vero, unico, autentico sogno americano deve essere rimasta. Qualcosa che ricordi ancora il mito della frontiera, che sia un baluardo e uno sprone per diventare persone migliori, sicure di sé, probe, volenterose, che non si perdono d’animo e si danno da fare, che sanno costruirsi il proprio destino, cogliere le opportunità che la vita propone e, nel caso, crearsele col proprio lavoro e le proprie mani, senza mai abbattersi o lamentarsi, prendendosi tutta la responsabilità delle proprie azioni. Josie crede nel sogno americano. Crede nell’America. Crede nel suo grande paese. Che non riconosce più, violentato da una crisi i cui aspetti deteriori non riguardano i conti in banca, ma la morale delle persone, homines homini lupi. Per questo, e non solo, ha rapito i suoi bambini, li ha caricati su un camper e li sta portando in Alaska… Teneramente folle, per citare il titolo italiano di un delizioso film con il sempre ottimo Mark Ruffalo, disfunzionale, per avvalersi di un aggettivo qualificativo che ormai va tanto di moda: con ironia, umorismo e dolcezza Dave Eggers firma un capolavoro di ritrattistica dei sentimenti. Da non perdere.

Standard