Libri

“Senza parole”

st aubyn1di Gabriele Ottaviani

In un primo momento, Alan aveva resistito al cliché dell’uomo depresso che rifiutava di sbarbarsi, ma poi, riflettendo amaramente che non era più pagato per sradicare i cliché, abbandonò il rasoio non senza un certo malsano compiacimento.

Arguzia. È la prontezza, la sottigliezza d’ingegno, la vivacità nel parlare e nello scrivere. Nonché la caratteristica prima del nuovo, intelligente e piacevolissimo romanzo di Edward St Aubyn, Senza parole, ironico sin dal titolo (magari qualche trombone stonato tacesse, ogni tanto…), edito da Neri Pozza. Ancora una volta, una spietata vivisezione della società, ad opera dell’affermato e poco più che cinquantenne scrittore inglese, nato in una zona della Cornovaglia in cui gente col suo cognome abita dai tempi della conquista normanna: una roba che manderebbe in solluchero mezzo cast di Downton Abbey, tanto per dire. Il mondo letterario di tutti i Paesi che compongono il Commonwealth è in fermento, a Londra si assegna l’Elysian Prize, retaggio, è vero, d’un tempo che fu, ma riconoscimento ambitissimo, e si presenta al lettore tutta una serie di personaggi assai ben caratterizzati, scintillanti nei loro abiti di pregio e ben più ombrosi in fondo al cuore: un vecchio notabile arraffatore di poltrone, un parlamentare, un giornalista che farebbe rivoltare nella tomba Pulitzer, un’accademica, una scrittrice che non si sa cos’abbia pubblicato… Per non parlare dei finalisti: e, come sempre, non mancano le sorprese.

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