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“E Baboucar guidava la fila”

41aJd-AoU2L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Io penso che se troviamo le ragazze serie il film può venire bene. Non serve la telecamera. Mi hanno detto che va bene il cellulare. Ma bisogna essere bravi col montaggio. Mi dovrò fare aiutare.

E Baboucar guidava la fila, Giovanni Dozzini, Minimum Fax. Ousman, Yaya e Robert sono tre richiedenti asilo. Con loro c’è il quarto, Baboucar. Sì, quello che guida la fila nel titolo del bel romanzo, commovente, interessante, emozionante, intenso, leggibile, avvolgente, originale e intrigante, scritto da Dozzini, perché d’un tratto partiranno insieme e percorreranno per una fine di settimana picaresca che non mancherà di riservare sorprese le strade del centro Italia, il paese laddove tutti e quattro sono arrivati cercando fortuna dopo aver attraversato mezza Africa e il Mediterraneo: e Dozzini compie un’operazione non solo riuscita, ma importante. Ci mostra quello che accade dopo lo sbarco, quel cammino faticoso, difficile, fatto d’attesa e trepidazione, che chiamiamo integrazione e che può anche concludersi con un rifiuto. Da leggere.

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