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“Due o tre cose che so di sicuro”

41fZ7G14tAL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ci sono due o tre cose che so di sicuro, e una di queste è che nessuno è così forte come mio zio doveva fingere di essere.

Due o tre cose che so di sicuro, Dorothy Allison, Minimum fax. Traduzione di Sara Bilotti. In realtà sono molte di più: fa professione d’eccessiva modestia l’autrice, acutissima esegeta dell’umano sentire. Sin dai tempi più remoti la filosofia ci ha insegnato una cosa: che il bello non può esistere senza il brutto, la gioia senza il dolore, la felicità senza il tormento, i contrari sono inestricabilmente uniti e connessi, abbiamo esperienza di ogni sensazione poiché sappiamo distinguerla dal suo opposto, altrimenti non sapremmo valutarla. Il memoir di questa formidabile autrice, che indaga con potenza delicata l’intimità delle relazioni attingendo a piene mani dal vissuto delle donne della sua famiglia, racconta di unioni in cui l’abuso è sempre tragicamente presente, eppure i destini non si separano mai, perché il bene e il male sono due facce della stessa medaglia. Lacerante, sorprendente, intensissimo, tenero, agilissimo eppure monumentale: una gemma assai preziosa, sublime sin dall’incantevole copertina.

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