Libri

“Dicono di noi”

914T+1JdnoL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mi piace pensare che alla gente interessi quello che faccio, anche se magari non mi hanno mai incontrato…

Luca è un disordinato cronico e si è iscritto a Medicina, Arianna è bellissima e ha cominciato Veterinaria, Diana vuole fare cinema e cerca il suo posto nel mondo, avendo chiaro sin dalla più tenera età che non è affatto vero che le apparenze non contano, anzi: sono tutto. Perché viviamo per trovare un barlume di certezza nell’essere amati per come siamo, ma crediamo immotivatamente sin da quando nasciamo che essere come siamo in realtà non basterà affatto per farci benvolere, e dunque ci camuffiamo l’anima e il corpo per non deludere coloro cui teniamo e che crediamo tengano a noi e ci pensino di continuo, per mettere a tacere il dubbio che le voci alle nostre spalle siano più sincere delle parole che ci dicono guardandoci, incapaci di accettare il fatto che siamo stelle che hanno il dovere di splendere, e che il nostro peggiore nemico siamo in verità noi stessi e la nostra paura di non meritarci di essere felici e liberi. Del resto, scriveva un grandissimo letterato, la gente se ne va, smette di colpo, lascia in asso cuori, persone appena cominciate, bambini da finire, tutte cose che non potranno più esserlo, che fingeranno di esserlo, che lo saranno solo per mancanza e mai per presenza, perché lasciare altri a metà è quello che riesce meglio a tutti, finiscono per farlo tutti, lasciare qualcuno solo, lasciarlo ancora più solo, finché non toccherà anche a lui andarsene, lasciare un altro solo, lasciare un altro vuoto, d’altronde siamo qui per questo, siamo fatti per questo, per andarcene sul più bello di qualcun altro, promesse d’assenza sempre mantenute, cose che non smettono mai di essere state. Luca è stato con Diana, e ora sono amici fraterni. Arianna per Diana è importantissima, più di quanto quest’ultima sia disposta ad ammettere, almeno in principio. Si trasferiscono dal mezzogiorno, da un paese in cui l’autobus nei giorni di massima ressa porta sì e no venti persone, autista e controllore compresi, a Milano, la loro personale e tentacolare terra delle opportunità, il luogo nel quale sperano di realizzare i propri sogni. Dove c’è anche Selene, in balia di sé medesima, e… Felice chi è diverso, essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso, essendo egli comune, diceva il poeta: Dicono di noi, di Charlie Moon, per Sonzogno, è un romanzo perfetto e necessario. Imperdibile.

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