Libri

“Get even”

818guLybQuL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Qualcuno deve pur farlo…

Get even – Se puoi, vendicati, Gretchen McNeil, De Agostini editore, traduzione di Denise Silves. Alla Bishop DuMaine, uno dei più prestigiosi licei privati della costa californiana, l’apparenza è tutto. Ma è chiaramente molto dissimile dalla sostanza: altro che perfezione, è un ricettacolo di sperequazioni e crudeltà. Così Kitty, sostenuta dalle tre ragazze più insospettabili della scuola, decide di trascorrere l’anno pareggiando i conti. Del resto si dice che la beatitudine attende chi ha sete di giustizia, perché sarà appagata, no? Anche se in questo caso più che altro è una questione di vendetta… À la Popular, geniale e sottovalutata, perché troppo avanti sui tempi, creatura di Ryan Murphy, e non a caso pronta per Netflix, Get even è una sapida pietanza per palati pronti ad apprezzarla. Da leggere.

Standard
Libri

“Con te non ho paura”

41qRnNaDpNL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quando la jeep rientrò al villaggio, il sole era ancora alto.

Con te non ho paura, Sara Rattaro, De Agostini. Illustrazioni, deliziose, di Roberta Palazzolo. Samuele è in partenza per Kikao insieme a sua madre, una studiosa di elefanti apprezzata in tutto il mondo, e non vede l’ora di passare le vacanze immerso nella natura selvaggia dell’Africa, letteralmente non sta più nella pelle all’idea di scorrazzare per il bush assieme ai suoi nuovi amici, Atin, Giorgio e Simone, e incontrare dal vivo gli animali della savana. È durante una di queste coraggiose spedizioni che i ragazzi si imbattono nella terribile Badù, l’elefantessa che da tempo terrorizza gli abitanti del villaggio. Ma anche nella savana non tutto è ciò che sembra. E… Sara Rattaro dà alle stampe un nuovo, trascinante e bellissimo romanzo. Da leggere.

Standard
Libri

“Il coraggio di non piacere”

71deGtgpYEL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Un genitore che soffre per il rapporto con il figlio tende a considerare il figlio la sua vita.

Il coraggio di non piacere – Liberati dal giudizio degli altri e trova l’autentica felicità, Ichiro Kishimi, Fumitake Koga, De Agostini, traduzione di Roberta Zuppet. Pare brutto. Cosa dirà la gente? Non sta bene. Eccetera eccetera eccetera. A chi di noi non sono state ripetute, qualche volta, per non dire spesso, finanche da sé medesimo, sesquipedali baggianate di tal schiatta, infami condizionamenti dell’esistenza, che è già tanto complicata di suo e certo dunque di ulteriori ostacoli non ha punto bisogno? Anche perché, è bene esserne consci e consapevoli, e prima lo si impara meglio è, agli altri, di noi, non importa granché. Quasi mai. Per non dire nulla. E sempre. Il resto del mondo si interessa al suo prossimo pressoché solo se ne trae una convenienza. Un vantaggio. Altrimenti passi lunghi e ben distesi. Se non può ricavare alcunché l’uomo è per l’altr’uomo non un lupo, ma un indifferente. Insomma, liberi tutti. Il resto del globo ha di meglio da fare che pensare a noi, non siamo così importanti. Ci piacerebbe esserlo, ma non lo siamo, anzi, al massimo di solito siamo importanti per chi non conta per noi, e non contiamo nulla per chi per noi è importante. È un dato di fatto. Bisogna farci pace, e conquistare la nostra libertà, la felicità a cui abbiamo inviolabilmente diritto, facendo conto solo su chi incrocia il nostro sguardo nel momento in cui passiamo dinnanzi a un qualsiasi specchio. L’unico dovere che abbiamo, per onestà morale, è semplicemente quello di cercare di somigliare quanto più possibile all’immagine di sé che si vuole dare di sé. Non per far stare bene gli altri, per essere contenti noi (nei limiti, naturalmente, della giusta e rispettosa convivenza: siamo incontrovertibilmente animali sociali e dobbiamo perseguire il bene, non il male). Tutti cerchiamo, speriamo, desideriamo, bramiamo, elemosiniamo di essere amati sinceramente per come siamo. Di norma non ci si riesce. Ma è un’impresa impossibile già in partenza, dunque perché imbarcarvicisi? Di solito, s’è detto, si viene apprezzati – quantomeno a parole, che poi i fatti o quel che viene detto alle spalle è tutt’altra cosa – più che altro per i favori che si riesce a fare al prossimo, e quando anche solo semplicemente non si è più in grado di adempiere a quella che per gli altri è divenuta una piacevole e dunque pretesa abitudine ecco che intorno ci si ritrova col deserto dei tartari dopo che i tartari hanno cambiato deserto. Come essere felici dunque? Non pensando al giudizio altrui. Chi ama non giudica. È difficile. È un lungo percorso. Fa star male. Ma dopo ogni lacrima spunta sempre il sorriso. E la cosa bella è che ci sono persone come Ichiro Kishimi e Fumitake Koga che ci mostrano la strada. Da non perdere.

Standard
Libri

“Io non sono qui”

415MZJI0xyL.jpgdi Gabriele Ottaviani

È finita la pacchia, ora cambia tutto.

Io non sono qui – Visioni e inquietudini da un futuro presente, Fabio Chiusi, De Agostini. Certe volte, quando si osserva la contemporaneità, viene da esclamare che i testi di Orwell non abbiano solo preconizzato la realtà, ma che siano stati interpretati dal potere costituito letteralmente non solo come un modello di riferimento, bensì sciaguratamente in guisa di un vero e proprio manuale di istruzioni. E di distruzione. Per Black Mirror, cambiando quel che dev’essere cambiato, sembra valere lo stesso: Fabio Chiusi, cronista attento e preparato, prende le mosse proprio da lì, e indaga la nostra contemporaneità, soprattutto per quel che concerne le modifiche determinate su di essa dallo sviluppo, dal progresso, dall’uso e dall’abuso della tecnologia, formidabile mezzo, e dunque come tale né buono né cattivo di per sé, dalle innumerevoli possibilità, non tutte, dunque, con ogni evidenza, positive. Interessante e intrigante.

Standard
Libri

“Le grandi donne del cinema”

81zwxvV0XCL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Hollywood rimane comunque per Bette un percorso a ostacoli…

Audrey Hepburn, Carrie Fisher, Catherine Deneuve, Mariangela Melato, Emma Watson, Bette Davis, Hilary Swank, Vivien Leigh, Jodie Foster, Anna Magnani, Charlize Theron, Uma Thurman, Monica Vitti, Angelina Jolie, Susan Sarandon, Valeria Golino, Jennifer Lawrence, Ingrid Bergman, Kate Winslet, Katharine Hepburn, Meryl Streep, Jeanne Moreau, Emma Stone, Greta Garbo, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Viola Davis, Gong Li, Cate Blanchett e Sophie Marceau: opinabile, discutibile e dunque incontestabile come ogni espressione di gusto individuale, come ogni soggettiva selezione, come ogni scelta arbitraria, come ogni elenco, stilato in base a personali parametri e peculiari interpretazioni, che si rispetti, com’è sacrosanto che sia, la pinacoteca di vividissimi ritratti che con linguaggio piacevole, coinvolgente, empatico, semplicissimo, assai fluido e accessibile a tutti allestisce Marta Perego, giornalista, autrice e conduttrice televisiva, per De Agostini, con l’ulteriore pregio delle belle illustrazioni di Marta Signori, che davvero catturano l’anima dei personaggi descritti, è un vero e proprio pantheon e una riuscita esegesi del femminile, non solo mediato dallo schermo. Le grandi donne del cinema: da leggere.

Standard
Libri

“Qualcuno ha il cuore”

410bXcLmWVL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Qualcuno ha il cuore…, De Agostini, Enrica Mannari (testi e illustrazioni). Che l’amore è tutto è tutto ciò che ne sappiamo. Può avere mille forme. Manifestarsi in mille modi. Ma quante sono le forme del cuore, della sede dei nostri sentimenti? Altrettante, verrebbe da dire, perché ognuno ha il suo. E infatti Enrica Mannari, con infinita tenerezza, dà alle stampe un’incantevole esegesi per immagini e parole delle emozioni e del loro sterminato universo.

Standard
Libri

“La bambina con due papà”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Pearl è un po’ confusa perciò domanda alla sua nuova amica: “Dov’è la tua mamma?” “Non tutte le famiglie sono formate da una mamma e un papà. Io ho due papà che si vogliono un sacco di bene” risponde Matilda. Con una scrollata di spalle, Pearl esclama: “Okay, forte!”

La bambina con due papà, Mel Elliott, De Agostini. Ohana significa famiglia e famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato, si dice in un celeberrimo e splendido film di animazione. E ogni famiglia è fatta a modo suo. Quando Pearl vede che un papà diverso da quello del giorno precedente è venuto a prendere a scuola la sua nuova strepitosa compagna di classe, Matilda, le chiede spiegazioni. E lei le dice che ha due papà. A quel punto Pearl si immagina che la vita dell’amica sia sempre una festa. Altro che regole e raccomandazioni: e invece è tutto uguale. Perché l’amore è amore. Scritto bene, illustrato benissimo, da leggere e far leggere.

Standard
Libri

“Se i pesci guardassero le stelle”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Non vedo che cosa ci sia di tanto complicato nelle relazioni sentimentali. Basta essere chiari e decisi.

Se i pesci guardassero le stelle, Luca Ammirati, De Agostini. I sogni son desideri, ma spesso è difficile realizzarli, talvolta paiono addirittura un lusso o un atto di hybris: e trent’anni sono certo una bella età, ma non facile. Si è giovani, ma non così tanto. È il momento della svolta, si deve aver già seminato e cominciare a raccogliere: ma il mondo d’oggi è fatto per rubare il futuro ai ragazzi, per rendere precaria ogni cosa, in primo luogo i sentimenti. Samuele vorrebbe tanto essere felice, avere soddisfazioni, essere stimato, amato e riamato, ma la sola cosa che gli dà gioia – e meno male che almeno ha quella – è l’occupazione serale come guida presso l’osservatorio astronomico di Perinaldo, una bomboniera, un nido perfetto per un animo sensibile come il suo, appena sopra Sanremo. E lì, una notte, quella notte (San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla…), incontra una ragazza. Gli dice di essere un’illustratrice di libri per bambini. Di chiamarsi Emma. E… Delicato, lirico, avvincente: più che un romanzo, un gioiello.

Standard
Libri

“Annabelle”

download (2).jpgdi Gabriele Ottaviani

Nella stanza successiva c’era il grande acquario. Solo quando fu a pochi centimetri riuscì a vedere la tartaruga. Stava ferma sopra una grande pietra. L’acqua sotto di lei era scura e torbida per via dei mozziconi. Charlie non riusciva a smettere di fissarla. Era ancora viva? Si augurò quasi che fosse morta, ma in quel momento l’animale aprì all’improvviso gli occhi e la guardò. Perché i tecnici della Scientifica non si erano presi cura di lei?

Annabelle, Lina Bengtsdotter, De Agostini, traduzione di Barbara Fagnoni. Annabelle sparisce un venerdì notte dalla faccia della terra e in particolare da Gullspang, piccolo borgo, la cui comunità non sa essere di nessun aiuto per le ricerche, immerso nelle foreste della Svezia, senza lasciare traccia e senza motivo, almeno in apparenza: diciassettenne, va a una festa fasciata nell’adorato vestito celeste della mamma e non torna. La polizia criminale giunge da Stoccolma cercando di capirci qualcosa: tra gli agenti c’è Charline, per la quale questo non è affatto un caso come tutti gli altri… Suggestivo, angosciante, mozzafiato.

Standard
Libri

“Il primo bacio”

41zJjTB9UWL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mi stringe. Mi tiene forte. Non so se sono a mio agio, qui, stretta tra le sue braccia. E la situazione si complica quando il suo viso si avvicina al mio in un modo che sento quasi minaccioso. Ma io so che lui non è pericoloso. Lui è lui e, se devo fare questo passo, sarà con lui. Non è pericoloso perché lui mi ha fatto sentire, per la prima volta, un’emozione mai provata prima e mi ha regalato la certezza che insieme tutto sarebbe stato possibile. Così lascio che le sue labbra sfiorino le mie. Voglio che non si fermi, che vada fino in fondo. La sua e la mia lingua diventano una sola. E sento su di me lo sguardo di chi ci passa accanto e commenta. Loro non sanno. Vedono solo un uomo di settantadue anni che bacia una donna di settanta. E nei loro occhi c’è di tutto: stupore, disprezzo, invidia, meraviglia. Si meravigliano di ciò che vedono. Ma sarebbero molto più meravigliati se sapessero che questo è il primo bacio della mia vita.

Il primo bacio – L’educazione sentimentale dei nostri figli preadolescenti, Alberto Pellai, Barbara Tamborini, De Agostini. Che l’amore è tutto è tutto ciò che ne sappiamo. Ma l’amore è anche sesso. Scoperta di sé. Dell’altro. Dell’anima e del corpo. E la sessualità deve essere consapevole. È importante. Perché le conseguenze potrebbero essere altrimenti assai significative, nel bene come nel male. In Italia generalmente, a guardare la realtà circostante, manca l’educazione. Civica. Generale. Sessuale. Sentimentale. Perché siamo fatti non solo di materia, ma anche di spirito. E in base ai sentimenti, spesso, noi agiamo. E dobbiamo saperli interpretare. E non dobbiamo sentirci sbagliati. Perché ognuno è diverso, unico, insostituibile e perfetto a suo modo. Con linguaggio chiaro, semplice, lineare, efficace e immediato, Pellai e Tamborini parlano a chi s’affaccia alla vita e all’amore, e lo guidano con mano sicura e delicata. Da leggere. A ogni età.

Standard