Libri

“Viva la Franca”

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In Basta guardarla, Franca Valeri è una fenomenale Pola Prima, parodia portata all’eccesso di Wanda Osiris…

In un secolo possono succedere tante cose: ci sono persino delle vite che durano tanto. Quella di una delle donne più intelligenti, brillanti, profonde che ci siano, un’attrice formidabile, una scrittrice sapida, una drammaturga dalla voce lucidissima, capace di indagare l’anima in tutta la sua policromia, medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, dama di gran croce, cavaliere di gran croce, laureata ad honorem in scienze dello spettacolo, premio SIAE alla creatività al festival dei Due Mondi, premio Anna magnani alla carriera, premio Chiara alla carriera, Davdi di Donatello speciale proprio poche settimane fa, e chi più ne ha più ne metta, ne è un fulgido esempio: ieri avrebbe spento cento candeline uno dei suoi più immarcescibili sodali, Alberto Sordi, a breve toccherà a lei, e non si può non celebrarla. Viva la Franca – Il secolo lieve della Signorina Snob, di Aldo Dalla Vecchia per Graphe.it non è solo una splendida biografia, è una pinacoteca che ritrae la storia d’Italia, che passa anche attraverso il racconto della sua gente, che si riverbera sullo schermo e zampilla sui palcoscenici: incantevole.

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“Mina per neofiti”

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Mina non poteva festeggiare meglio il suo primo quarto di secolo di attività, perché 25 è una gioia per le orecchie…

Mina per neofiti – La vita, la voce, l’arte di una fuoriclasse, Aldo Dalla Vecchia, Graphe.it edizioni. Prefazione di Cristiano Malgioglio, che di Mina è stato formidabile paroliere, autore di alcuni fra i suoi più sensazionali successi. Non sta bene dire l’età di una signora, e lei lo è davvero, ma non è un segreto, e sono già iniziate, del resto, le celebrazioni per il suo ottantesimo genetliaco: sono più di quarant’anni, però, che ha deciso di non comparire più in pubblico (chi è nato dopo il millenovecentosettantotto non ha potuto assistere a un suo concerto o vederla condurre un programma in tv), di palesarsi solo attraverso le sue interpretazioni, magnifiche, e con i suoi scritti, intelligenti, divertenti, sapidi, brillantissimi. Marcello Veneziani, con rara maleducazione, ha persino sostenuto che il vero autore fosse qualcun altro, nel caso specifico Ferdinando Adornato: la risposta è da antologia. Mina, che un destino glorioso in effetti lo ha già nel solenne cognome, Mazzini, è in assoluto una fra le più fulgide stelle del mondo dello spettacolo italiano, che pure le voltò le spalle e la condannò a un anno d’ostracismo quando, ben prima che esistesse la legge sul divorzio, per dirne una, osò avere un figlio senza essere sposata: chi credeva di essere, la leader di un partito politico che professa a parole la sacralità della famiglia tradizionale? Questo libro la descrive, racconta e celebra: da non perdere.

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“Piccola mappa della nostalgia”

piccola-mappa-della-nostalgia_01.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’emozione della prima volta che vedesti le lucciole è rimasta viva e intatta a distanza di decenni. Ti trovavi in campagna d’estate, erano le nove di sera, passeggiavi nei prati insieme al tuo cuginetto preferito.

Piccola mappa della nostalgia, Aldo Dalla Vecchia, Pegasus. L’acetone, l’allenatore, l’arrivo delle rondini, il bagnoschiuma Vidal, col suo leggendario cavallo bianco, il formaggino Mio, Bernacca, la dimostratrice Avon, Grand Hotel, la parrucca della mamma, Protestantesimo, Sorgente di vita, le rosse Rossana, il terremoto del ’76, l’uccellino della radio, i temporali estivi, Aldo Moro, il DDT, i quiz di Mike Bongiorno, l’ovetto Kinder, Sandokan, la spuma, Stefania Rotolo, gli animali di famiglia, Gesù di Nazareth di Zeffirelli… Oggetti, personaggi, immagini: la memoria condivisa di generazioni. Quel lessico familiare e massmediatico, intimo e insieme tanto universale da generare naturalmente immedesimazione, che fa in modo che ci si riconosca come parte di una comunità coesa attraverso le esperienze, private e allo stesso tempo collettive come un soprannome che ci accompagna da sempre: Aldo Dalla Vecchia, autore televisivo e scrittore, qui dà vita a una deliziosa pinacoteca colorata come la veste d’Arlecchino, sessantotto vividissimi ritratti, bozzetti, schizzi, disegni, acquerelli, racconti così significativi e al tempo stesso talvolta tanto brevi da divenire quasi aforismi, da costituire le tessere del mosaico delle emozioni, il Bildungsroman di un tenero passato. In lizza per il premio Comisso.

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