Libri

“Il silenzio dopo l’amore”

silenzio.PNGdi Gabriele Ottaviani

Simile a un vecchio che sconta i suoi anni rinverdendo…

Il silenzio dopo l’amore, Daniel Cundari, Ferrari. Gioca con la letteratura, con la sua struttura (interessante e originale l’impaginazione che è stata data al testo, che così appare ancora più vivo e vibrante, pulsante, pluristratificato, caleidoscopico e poliedrico, significativo anche al di là del significante, di una forma che può essere mutata, persino cancellata, parzialmente condannata all’oblio e in questo mondo, palesata nella sua immortalata caducità, nel suo mostrarsi che è svelamento anche di ciò che, più o meno consciamente, si vorrebbe nascondere), con le parole e i suoni e col potere salvifico della scrittura, che allontana lo spettro dell’annullamento: è questo, ma non solo, che, in questo folgorante, breve ma intensissimo testo, allegoria e incarnazione della fragilità dell’uomo che si trova al cospetto di una realtà che tutto decompone, frammenta, corrompe e mercifica, e nella quale non si riconosce, fa, raccontando di una mente insonne, costantemente condannata a riflettere, impossibilitata a lasciarsi andare, a lasciar correre, a concedersi il lusso egoista dell’approssimazione e della superficialità, sentiero impraticabile chi è sensibile, fa, con prosa lirica, ermetica e avvincente, magnetica, come del resto l’immagine di copertina, colta ma mai ostica, Daniel Cundari, che già dal titolo sceglie di voler penetrare l’insondabile, il misterioso, l’altro, l’alieno, il diverso. Rivelatore.

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