Libri

“Arrigoni e l’omicidio nel bosco”

51TDfebqjkL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Chiami Esposito e partiamo. Ci vediamo qui al mio ritorno.

Arrigoni e l’omicidio nel bosco, Dario Crapanzano, SEM. Non è affatto entusiasta di lasciare Milano e il suo commissariato di Porta Venezia, ma il dovere è dovere, e nel millenovecentocinquantatré anche nei piccoli centri della Lombardia ogni tanto si verifica qualche delitto per cui è necessario l’acume impareggiabile del commissario capo Arrigoni, che insieme al suo esuberante – sotto ogni punto di vista – assistente parte dunque alla volta di Arbizzone Varesino, sul lago Maggiore, dove la vicinanza con il confine svizzero favorisce il contrabbando, ma non solo… Un’avventura che è francamente puro godimento per tutti gli appassionati: da leggere.

Annunci
Standard
Libri

“La squillo e il delitto di Lambrate”

51ruDsnkXTL.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Sono contenta di esserti stata utile, anch’io adesso sono convinta dell’innocenza della Ines e mi auguro che tu riesca a scoprire il vero assassino di mio fratello, sei troppo brava per non farcela!» rispose Ivana, ormai tifosa della nuova amica, che la salutò stampandole due sonori bacioni sulle guance. Lasciata Lambrate, Rita volò a casa, dove cercò freneticamente sulle guide telefoniche il numero della signora Giorgia Vallenera o del marito. Con suo grande disappunto, nell’elenco non c’era nessun numero telefonico al quale corrispondesse il cognome Vallenera, Giorgia o non Giorgia che fosse, né in via Dante né altrove. Anche la febbrile consultazione della guida per vie non produsse alcun risultato. «Cazzo!» imprecò, ricorrendo a un termine che di solito si guardava bene dal pronunciare, se non durante un rapporto sessuale con clienti amanti del turpiloquio. «Ma devo sempre incappare in ostacoli insormontabili ogni volta che mi avvicino a qualcosa di interessante? Com’è possibile che questi Vallenera non abbiano un numero di telefono? Mi sembra assurdo!» Ritrovato un minimo di calma e lucidità, pensò che forse il cognome era quello di Giorgia da nubile…

La squillo e il delitto di Lambrate, Dario Crapanzano, SEM. Margherita è bella. Bellissima. Ha vent’anni o giù di lì. È a Milano. Nel millenovecentocinquantuno. La legge Merlin non ha ancora sbattuto quelle come lei in mezzo a una strada. Sì, perché Margherita si vende. Fa la prostituta. La pagano per fare sesso. Per dare piacere. Per farsi merce. Ha un’amica, Margherita. Una vecchia amica. Un giorno viene a sapere che la sventurata è accusata di omicidio. Di aver fatto secco il fidanzato, uno della mala, la cosiddetta ligera di Lambrate. Margherita, per tutti o quasi Rita, ovviamente non ci crede. Sa che la ragazza è innocente. E decide di aiutarla. Di indagare. Perché è scaltra. Brillante. Astuta. Fantasiosa. Intelligente. Pura d’animo. È un personaggio classico ma originale, formidabile, così come il romanzo, che si legge in un lampo con gusto estremo, perché appare semplicemente perfetto in ogni dettaglio. Da non perdere per nessuna ragione.

Standard