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“Corpi a pezzi”

9788886780629.jpgdi Gabriele Ottaviani

Roberts mette in discussione i fondamenti della cultura cristiano-cattolica rivisitando il primo testo incluso nelle Sacre Scritture, la Genesi. Facendo sempre riferimento alle versioni del racconto della creazione contenuti nei Vangeli di Nag Hammadi, Roberts riscrive la storia di Adamo ed Eva. L’interpretazione tradizionale (letterale) del mito dei progenitori della stirpe umana, infatti, è alla base dell’inferiorizzazione delle donne e della cancellazione del principio creativo materno nella tradizione religiosa occidentale. Eva, infatti, è “carne” derivata dal corpo di Adamo e riceve il suo nome da lui, non da Dio…

Michèle Roberts è una delle più importanti voci della letteratura inglese. Al centro della sua narrativa vi è sovente la questione femminile, il ruolo della donna nella società, la considerazione di cui viene rivestita, i pregiudizi che è costretta ad affrontare. Rileggendo con sguardo critico di rara acutezza tre suoi romanzi Valentina Castagna scrive un saggio agile e appassionato, in cui sottolinea come le istanze della religione spesso nel corso della storia abbiano funto da normalizzazione di altre istanze, ben rappresentate dall’autrice di opere come The wild girl nelle sue prose, ossia quelle di donne desiderose di autodeterminazione, di riappropriarsi del proprio corpo e della propria libertà intellettuale, che diventano simboli, quasi portabnadiera di una sorta di eterodossia, di eresia. Corpi a pezzi – Eretiche e sante secondo Michèle Roberts, Luciana Tufani editrice. Da leggere.

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