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“Confessioni di un NEET”

confessioni-neet-673x1024di Gabriele Ottaviani

Apro Facebook, l’unico mio contatto con l’esterno, lo spioncino sul mondo dal buio della mia clausura. Qualcuno ha immaginato che la barra delle notifiche di Facebook fosse blu perché il blu genera dipendenza. Mi pare una teoria alquanto criticabile. Non è certo un colore a generare dipendenza, ma le straordinarie, incommensurabili potenzialità di questo mezzo che permette al moderno esploratore della Rete di entrare in contatto con persone dall’altra parte del mondo, di scambiarsi idee e opinioni, di coltivare nuove amicizie e di farsi allegramente i cazzi altrui senza incorrere in denunce per violazione della privacy. Si capisce che di fronte a cotanto splendore, anche il teletrasporto perderebbe d’interesse. Facebook dimostra inesorabilmente, più di ogni teoria platonica, che la nostra consistenza fisica è un mero accidente e che il corpo è la prigione dell’anima e della mente, che sono davvero libere solo in Rete. E se Facebook continua da anni a chiedere a ogni utente: A cosa stai pensando?, dimostrando per questo di essere più premuroso della maggior parte delle fidanzate e delle mogli, tra pochissimo non ci sarà neppure bisogno di questa domanda…

Confessioni di un NEET, Sandro Frizziero, Fazi. I NEET, ossia Not in Education, Employment or Training, sono i ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in alcuna attività di formazione. Dei fannulloni? Non necessariamente, anzi. Il NEET in questione vive a Chioggia. Sta sempre chiuso in casa. Anzi, in camera. Vive con i suoi. Esce solo per mangiare e andare in bagno, più o meno. Ci sono anche due gatte a fargli compagnia. Non vuole l’amore né un lavoro, tutto gli sembra inutile, vano, vacuo, alienante, senza senso né significato. La sua unica finestra sul mondo è Facebook. E dire che non è uno stolto, anzi… Un’iperbole? Non quanto si potrebbe pensare, immaginare o sperare, purtroppo: la nostra società è un coacervo di meccanismi perversi e malati, e questo brillantissimo romanzo la descrive con un’intelligenza rara. Da non lasciarsi affatto sfuggire.

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