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“La ragazza che levita”

913Shh4DiAL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

I suoi occhi tondi sbattevano tristemente. «Qualsiasi cosa accada, non devi incontrare quest’uomo – questo cameriere. Vorrei non lasciare Londra, ma devo andare nell’Hampshire oggi stesso. Mia madre non è stata bene e ora sembra che abbia licenziato la domestica e dama di compagnia che avevo assunto perché si prendesse cura di lei. Vive in casa tutta sola – che per lei è la cosa peggiore». Lanciò uno sguardo all’orologio e si rese conto che correva il rischio di perdere il treno, e io ero arrabbiata perché avevo rovinato il nostro pranzo. Prima che ci separassimo mi diede l’indirizzo di sua madre e mi disse di scrivergli se fossi stata nei guai. Aggiunse:«Forse mi scriverai in ogni caso; puoi usare la tua nuova penna». Così promisi che lo avrei fatto. Era il minimo che potessi fare. Poi ci separammo e io attraversai il fiume e andai a casa. Quella sera mi tagliai un po’ dei miei capelli biondi e feci una frangia che mi attraversava la fronte. Cercai di restringere la base del mio cappotto, ma non funzionò.

La ragazza che levita, Barbara Comyns, Safarà, traduzione di Cristina Pascotto. Alice è la figlia di un veterinario, un uomo gretto, rude, sprezzante, brutale, anaffettivo, che si accompagna a una ragazza sfacciata e volgare. Ha una vita triste, bigia, ritirata. Ha perduto la madre, e ne vagheggia il ricordo, assieme al sogno d’un amore che non ha e anela. Siamo a Londra, in piena età edoardiana, e Alice, d’un tratto, s’accorge d’avere un potere… Simbolico, allegorico, affascinante, travolgente, elegante, raffinato, profondissimo, ricco di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, congegnato in modo magistrale, è un mirabile affresco della natura dell’umanità e dei desideri.

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“Chi è partito e chi è rimasto”

download.pngdi Gabriele Ottaviani

Leggermente rassicurata, sussurrò: «Per favore Dio, non farmi avere un bambino, anche se me lo merito, non farlo arrivare». Ricordò sua madre nella bara con il piccolo bambino cereo steso a fianco a lei – e Norah aveva pianto e lo aveva chiamato povero piccolino, ma lo aveva odiato perché aveva ucciso sua madre. Forse sarebbe morta anche lei se avesse avuto un bambino; «Ma sono giovane e non voglio morire ancora. Oh, perché è così difficile essere bravi quando si è giovani?» chiese a se stessa. Lasciò il letto e si sedette sul davanzale; e attraverso gli abeti poté vedere le luci del paese e si ricordò di quante volte le avesse osservate da quella finestra, solo per cogliere la vista della punta del berretto di Joe, mentre passava alla guida del carro del fieno. A volte la domenica lo vedeva spingere la moglie sofferente in una sedia a rotelle di vimini presa in prestito. Capiva che si vergognava a spingere la sedia, perché usava solo una mano e continuava a ridere e scherzare con la moglie in modo imbarazzato. Ma era gentile a portare la moglie in giro in quel modo – lui era un uomo gentile – ma la sua gentilezza poteva aiutarla ben poco adesso. Emma aveva portato i bambini al fiume, dove avevano pescato con le larve di un nido di vespe che aveva dato loro Ives. Mentre gettavano gli ami mangiavano delle ciliegie raccolte in un cesto, e sputavano i noccioli nell’acqua per guardarli sparire dalla loro vista. «Forse anche le ciliegie sono contaminate» pensò Emma «ma non le avrebbero gradite se le avessi fatte bollire». Da quando aveva saputo dei due bambini nel paese colpiti dalla pazzia, Emma era fuori di sé dalla paura che colpisse Hattie e Dennis. In particolare Dennis, che amava così profondamente e che dipendeva così tanto da lei. Malgrado Hattie fosse più piccola, era una bambina molto vivace e indipendente, ed Emma non provava dei forti sentimenti per lei; era la favorita del padre, che Emma quasi odiava, ed era disgustata e terrorizzata da sua nonna.

Chi è partito e chi è rimasto, Barbara Comyns, Safarà, traduzione di Cristina Pascotto. Neghittosamente e mollemente adagiato sulle sponde di un fiume che non pare avere altro interesse nel corso della sua sempiterna esistenza, che vede scorrere lungo le sue rive quelle ben più brevi, comuni, normali e mortali degli esseri umani che gravitano intorno alle sue acque, che starsene tranquillo nel suo letto, un villaggio inglese d’improvviso è bersagliato da una serie di calamità tali che le piaghe d’Egitto di biblica memoria al confronto sono inutili bagattelle: e… Allegorica e brillantissima fiaba nera talmente attuale che pare venire dal futuro, nonostante invece porti sulle sue spalle il peso di diversi decenni, è assolutamente da non perdere.

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