Libri

“Come andarono i fatti”

Layout 1di Gabriele Ottaviani

Tra i due fratelli esiste una sintonia così profonda e raffinata che i sentimenti, gli impulsi, le emozioni che prova l’uno sono immediatamente avvertiti anche dall’altro.

Come andarono i fatti, Mark Twain, Mattioli 1885, a cura di Livio Crescenzi. Giornalismo in Tennessee, La mia prima avventura letteraria, Come l’autore fu ingannato a Newark, Come andarono i fatti a proposito del gran contratto della carne di manzo in scatola, Come andarono i fatti a proposito di George Fisher, deceduto, Il giudice e il racconto della “ragazza focosa”, Com’è che fui licenziato da segretario privato di un senatore, Come andarono i fatti nel processo scienza versus fortuna, L’esatta “localizzazione” del punto dov’è stato ucciso Giulio Cesare (semplicemente geniale, tratteggia un quadro del giornalismo, di Roma e delle umane sorti talmente autentico e contemporaneo nelle sue avvilenti constatazioni da lasciare sbigottiti), La protesta della vedova, Una storia vera, I gemelli siamesi, Com’è che diressi un giornale per agricoltori, Come andarono i fatti a proposito dell’uomo pietrificato, Come andarono i fatti a proposito del mio sanguinoso massacro, A proposito delle chiacchiere di un impresario di pompe funebri, Come andarono i fatti a proposito dello sfortunato giovanotto d’Aurelia, Come andarono i fatti a proposito delle mie recenti dimissioni, Com’è che partecipai all’elezione per governatore. Diciannove racconti. In cui sembra palesarsi in maniera incontrovertibile quella che molto più che una semplice passione pare essere per l’autore che ha eternato la figura di Huckleberry Finn e non solo: una vera e propria ossessione etica, i toni sono quelli. Per Mark Twain i fatti, le vicende, le storie, gli accadimenti sono la base dalla quale non si può prescindere nel momento in cui ci si incammina nella realizzazione di un affresco, come sempre ironico, pungente, brillante, profondo, mai banale delle varie sfaccettature, misere, miserande e miserrime, spesso e volentieri, dell’umanità e degli individui: il vero si fa insieme tavolozza e tela, significante e significato, mezzo, obiettivo e metafora che rappresenta il bene e soprattutto il male per raccontarlo, denunciarlo e offrire la possibilità della catarsi e della rivalsa nei riguardi dell’ipocrisia. Da leggere.

 

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