Libri

“Le confessioni di Frannie Langton”

81yHVBcbPZL._AC_UY218_ML3_di Gabriele Ottaviani

La pioggia scrosciava come i semi di una zucca vuota, battendo contro i vetri.

Le confessioni di Frannie Langton, Sara Collins, Einaudi, traduzione di Federica Oddera. Regnante Giorgio IV, Londra è in subbuglio, il tribunale in cui si celebrano i processi più importanti del paese è stato letteralmente preso d’assalto, la gente vuole sapere, vedere, sentire, capire: è l’anno del Signore milleottocentoventisei, e una cameriera è accusata di essere una poco di buono, una vera e propria meretrice, una manipolatrice, una seduttrice senza scrupoli, una ex schiava del tutto amorale che ha ucciso spietatamente i suoi padroni che tanto bene si erano comportati con lei. Ma la storia non è proprio questa, e Frannie, ora, alla sbarra, ha finalmente l’occasione per raccontarla, partendo dall’inizio, da una piantagione in cui vive in catene, ma impara a leggere. E… Sontuoso.

Standard
Libri

“Discorso sul libero pensiero”

9788885140011_0_0_0_75di Gabriele Ottaviani

Un altro esempio del comportamento dei preti, che ci fa dire irrefutabile la libertà di pensiero, è che essi ammettono a chiare lettere che i dogmi della Chiesa sono contraddittori tra loro e in contrasto con la ragione.

Discorso sul libero pensiero, Anthony Collins, Liberilibri, a cura di Ida Cappiello, introduzione di Carlo Nordio. Vissuto a cavallo fra diciassettesimo e diciottesimo secolo, discepolo di Locke, sostenitore del deismo, assertore della convinzione che ci si debba relazionare con qualsiasi proposizione in modo assolutamente alieno da qualsivoglia preconcetto, in quest’opera, che ha oltre trecento anni, e che torna sugli scaffali con una nuova e raffinata edizione, Collins indaga il concetto cardine della sua speculazione, il libero pensiero, così necessario in quest’epoca sempre più precaria, in questa nostra società sempre più omologata e materialista e sempre meno accogliente. Da non perdere.

Standard
Libri

“Foglie cadute”

61OO-AU9lUL._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Ti prego, Sally, fallo per me». E Sally, sospirando, lo fece. In sua assenza, Amelius rinnovò le domande a proposito di quell’amica sconosciuta che Rufus non aveva esitato a descrivere come «un angelo, a parte le ali». La signora in questione, spiegò l’americano con poche parole, era una donna inglese, la moglie di un suo connazionale che si era stabilito a Londra per svolgervi la sua attività di commerciante. Si conoscevano bene da prima che lasciassero gli Stati Uniti e la vecchia amicizia si era cordialmente rinnovata dopo il suo arrivo in Inghilterra. Membro di molte istituzioni di beneficenza, la signora Payson faceva parte del comitato direttivo di una Casa di Accoglienza per Donne Sole che si rivolgeva soprattutto alle ragazze povere che erano nella triste condizione in cui si trovata Sally. Rufus si offrì di scrivere un biglietto alla signora Payson, dove chiedeva a quale ora avrebbe potuto ricevere lui e il suo amico e far avere loro il permesso di visitare la Casa di Accoglienza. Amelius, dopo una prima esitazione, accettò la proposta. Non era passato molto tempo da quando era stato spedito il corriere col biglietto, che la signora elegante del negozio fece di nuovo la sua comparsa per riferire che «il corredo della signorina è stato preparato alla perfezione» e a presentare l’inevitabile risultato sotto forma di parcella. Gli ultimi spiccioli rimasti ad Amelius si rivelarono insufficienti a saldare il conto. Accettò dunque un prestito da Rufus, fino a che non avesse potuto dare ordini alla banca di svincolare una parte del capitale investito in fondi. Quando Rufus cercò di protestare contro questa linea d’azione, la risposta di Amelius fu perfettamente coerente con gli insegnamenti ricevuti presso la comunità. «Mio caro amico, sono obbligato a restituirti il denaro che mi hai prestato, nell’interesse dei nostri fratelli più poveri. Il prossimo amico che riceverà dei soldi in prestito potrebbe non avere i mezzi sufficienti per restituirteli».

Foglie cadute, Wilkie Collins, Fazi, traduzione di Carla Vannuccini. L’ingenuo Amelius Goldenheart giunge esule ostracizzato nella Londra della piena pruderie vittoriana dalla Comunità Cristiana di Tadmor, nell’Illinois, a causa della relazione illecita con una donna più matura. Il mondo in cui si ritrova d’un tratto è completamente diverso dall’idillio di cui non è più reputato degno: tra i vari personaggi di dubbia moralità che incontra si staglia granitica la figura di John Farnaby, disonesto plutocrate che ha adottato una nipote volendo consolare la moglie mai ripresasi dalla scomparsa della figlia. Goldenheart, cognomen omen, vede la ragazza, e… Incantevole.

Standard
Libri

“Obiettivo matematica”

unnamed (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Ogni gruppo di Lie è associato a una sua algebra di Lie…

Obiettivo matematica, Julia Collins, Dedalo, traduzione di Eva Filoramo. Non poteva esserci sottotitolo più preciso per questo volume: Tutto quello che devi sapere. Sovente infatti la matematica, che in realtà è assolutamente naturale e dappertutto (basti pensare al classico esempio del broccolo romanesco, che non è altro che un frattale, ossia un ente caratterizzato da omotetia, ovvero la ripetizione di una medesima caratteristica), appare ostica perché linguaggio meno immediato e intuitivo di quello verbale, almeno secondo il senso comune: nulla però e difficile per chi lo vuole, e questi cinquanta agilissimi capitoli divertono e insegnano. Perché quella della conoscenza è la più preziosa avventura possibile. Da leggere e far leggere.

Standard
Libri

“Il rilegatore”

91GQ46W5HgL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mi ci vollero due battiti del cuore per capire che mi aveva detto il suo nome.

Il rilegatore, Bridget Collins, Garzanti, traduzione di Roberta Scarabelli. Un ricordo che fa male, un tempo, poteva essere rimosso per sempre, intrappolato fra le pagine di un libro cucito da un esperto rilegatore, mestiere che Seredith, ora anziana, ha svolto per decenni. Adesso è tempo però di trovare un erede e un custode per tutta questa sapienza, e Seredith sceglie Emmett, che teme i volumi, pur non sapendo il perché. Eppure nonostante tutto, giorno dopo giorno, il ragazzo raccoglie segreti. Colpe. Confessioni. Finché… Congegnato con genio, è mozzafiato.

Standard
Libri

“La veste nera”

41dadE3o+1L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il dottore cominciò in modo cauto. «Winterfield non è un nome molto comune», disse. «Ma può non essere fuori luogo, padre Benwell, scoprire, se possiamo, se il suo Winterfield è l’uomo che sto cercando. Lo conosce soltanto di nome? O è un suo amico?». Risposi, naturalmente, che ero un amico. Il dottor Wybrow proseguì. «Mi perdonerà se oso una domanda indiscreta? Quando sarà al corrente delle circostanze, sono sicuro che capirà e vorrà scusarmi. È a conoscenza di qualche – come chiamarlo? – qualche incidente romantico nella vita passata di Mr Winterfield?». Stavolta – sentendomi, con tutta probabilità, sul punto di scoprire qualcosa – badai bene a mantenere la calma. Dissi, con tranquillità: «Un incidente come quello da lei descritto è accaduto in passato nella vita di Mr Winterfield». Là mi fermai con discrezione e lo guardai come se sapessi tutto. Il dottore non mostrò curiosità di sentire altro. «Il mio scopo», proseguì, «era soltanto di essere ragionevolmente sicuro che stavo parlando alla persona giusta, rivolgendomi a lei. Ora posso dirle che non ho alcun interesse personale nel tentare di rintracciare Mr Winterfield: mi comporto soltanto come il rappresentante di un mio vecchio amico. È il proprietario di un manicomio privato a Sandsworth… un uomo la cui integrità è fuori discussione, o non sarebbe mio amico. Capisce le ragioni per cui dico questo?». I proprietari di manicomi privati sono, in questi giorni, oggetto della diffidenza generale in Inghilterra. Capivo perfettamente le ragioni del medico. Continuò. «Ieri sera, il mio amico è venuto a trovarmi, e ha detto di avere nel suo istituto un caso straordinario che credeva potesse interessarmi. La persona a cui alludeva era un ragazzo francese le cui facoltà mentali si erano sviluppate in maniera imperfetta fin dall’infanzia.

La veste nera, Wilkie Collins, Fazi, traduzione di Andreina Lombardi Bom. È bello. È giovane. È ricco. Vive in campagna. In un posto bellissimo, Vange Abbey. È uno studioso. Ha un’esistenza serena. Cosa manca, dunque, a Lewis per essere felice? Nulla, verrebbe da dire. Ma durante un viaggio in Francia accade un avvenimento che turba definitivamente il suo equilibrio: c’è solo una persona che può farlo stare meglio, e non è certo il padre gesuita Benwell, determinato a restituire Vange Abbey alle proprietà ecclesiastiche e a convertirlo al cattolicesimo. Però… Vibrante, potente, brillantissimo, sottile e preciso come la lama di un bisturi, soprattutto per quel che concerne le indagini psicologiche dei personaggi, è eccezionale.

Standard
Libri

“Il fiume della colpa”

fiume-della-colpa-263x400.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Ebbene sì, signore. Sto parlando di Cristy. Quando si arrabbia non la batte nessuno in tutta l’Inghilterra per le parole impetuose che usa. Il nostro gentiluomo deve aver frainteso qualcosa; per quale motivo, non saprei, del resto eravate lì anche voi questa mattina, signore. Tutto ciò che posso dirvi, signore, è che gli ho dato la disdetta. Una grossa perdita di denaro per me, ogni settimana, e la responsabile di tutto questo è Cristy. Sì, signore! Mi è stato richiesto da mia figlia. Se la madre di Cristy mi avesse domandato di sbarazzarmi di un inquilino pagante, le avrei detto di andare… non dirò dove, signore; saprete anche voi dove, quando sarete sposato. Il risultato è che per amore di mia figlia ho offeso il nostro gentiluomo, ed è un lusso che non posso permettermi, a meno che io non affitti di nuovo. Se sentite di qualcuno che voglia prendere in affitto delle stanze, dite pure che buon padrone io sia e che belle stanzette deliziose ho a disposizione». Presi la strada verso la riva del fiume prima che Mr Toller inoltrasse altre richieste. Passai accanto al vecchio cottage. La porta era aperta e vidi Cristel che lavorava in cucina. Il mio orologio mi disse che avevo ancora due o tre minuti di tempo e il rimorso del messaggio che avevo appeso alla porta mi spinse a scusarmi immediatamente. Mi avvicinai a Cristel con una richiesta di perdono sulla labbra. Lei guardò sospettosa la porta che comunicava con la parte nuova del cottage, come se si aspettasse di vederla aprire. «Non ora!», disse e si allontanò triste con il suo lavoro.

Il fiume della colpa, Wilkie Collins, Fazi, traduzione di Patrizia Parnisari. Il padre è morto e quindi per Gerard Roylake dopo anni è arrivato inevitabilmente il momento di tornare per prendere possesso del suo lascito: ma le sue terre neghittosamente giacciono in una contea che pare asfissiata da un viluppo di misteri. La bellissima figlia del mugnaio, Cristel, è per lui la rivelazione del nuovo riaccendersi di un desiderio remoto, dell’esplosione di una passione che non esita a diventare in un brevissimo lasso di tempo fatale. Del resto non è un caso che Catullo chiedesse alla sua amata di fare in modo che il numero dei baci scambiati non fosse calcolabile: sono sempre pronti gli invidiosi a gettare il loro sguardo mortifero sull’altrui felicità, e se, come in questo caso, si palesa all’orizzonte un sinistro individuo che tutti conoscono solo come “l’inquilino”, e che pare avvolto da un’aura esiziale… Sensazionale e mozzafiato, straripante e strepitoso dalla prima all’ultima riga, un capolavoro e un modello da prendere come paragone e riferimento.

Standard
Libri

“Uomo e donna”

51bH0-F6XnL._SY346_di Gabriele Ottaviani

Non avendo particolari legami con il luogo, Sir Patrick ammise apertamente che soggiornare nel Kent minava il suo buonumore e che avrebbe preferito di gran lunga una stanza alla locanda del villaggio. Niente e nessuno, attorno, lo incoraggiava nel suo sforzo di mantenere l’abituale vivacità. La fedeltà di Lady Lundie alla memoria del compianto Sir Thomas, nel luogo ove si erano consumate la sua malattia e la sua morte, continuava a imporsi con una tale ostentazione del tentativo di nasconderla che persino il carattere ben temprato di Sir Patrick era messo a dura prova. Blanche, ancora depressa a causa delle sue preoccupazioni per Anne, non era nello stato d’animo per gioire dei suoi ultimi memorabili giorni da nubile. Arnold, immolato (per espressa volontà di Lady Lundie) sull’altare di quella pruriginosa discrezione in base alla quale è proibito che lo sposo dorma nella stessa casa della sposa prima del matrimonio, si era visto inesorabilmente escludere dall’ospitalità di Sir Patrick e ogni notte chiedeva asilo alla locanda. Accettava il suo destino di solitudine con una rassegnazione che spegneva la sua consueta carica vitale. Quanto alle signore, la più anziana non faceva altro che protestare contro Lady Lundie, mentre le più giovani erano completamente assorbite nella serissima occupazione di esaminare e confrontare i propri abiti da cerimonia. I due giovani universitari si esibivano in prodigiosi sbadigli negli intervalli di prodigiose partite a biliardo. Smith esclamava disperato: «Non c’è modo di rendere le cose piacevoli in questa casa, Jones». E Jones, sospirando, concordava blandamente. La domenica sera, vale a dire la sera prima del matrimonio, la noia raggiunse il culmine. Delle occupazioni a cui la gente si dedica durante la settimana, la domenica solo due sono considerate innocue da quel sentimento ostinatamente anticristiano che primeggia nella razza anglosassone. Non è peccato azzuffarsi per controversie religiose e non è peccato addormentarsi su un libro religioso. Le signore alloggiate a Ham Farm si dedicarono a tali occupazioni serali con pia ubbidienza. Le più anziane si accapigliarono nelle dispute domenicali, mentre le più giovani si appisolarono sui libri del catechismo. Quanto agli uomini, inutile dire che i giovani fumavano quando non sbadigliavano e sbadigliavano quando non fumavano.

Anne è giovane. È bella. È colta. È perbene. È raffinata. Sa come comportarsi. È un’istitutrice. È amica di Blanche. Geoffrey è senza cervello. È uno sportivo valentissimo, ma per il resto è cavo come l’osso di un volatile. La seduce. La mette nei guai. Anne dunque deve progettare un matrimonio segreto. Ma in Scozia non è che sia proprio un’operazione semplice, tanto che la accusano addirittura di essere convolata a ingiuste nozze con il fidanzato dell’amica. La verità, come sempre, dopo un po’, per fortuna (?), viene a galla, ma la situazione peggiora ulteriormente, perché Geoffrey non è semplicemente vacuo, è folle e pericoloso. E vuole sposare un’altra. Dunque la vessa in ogni modo e maniera. E non è nemmeno lui, in fondo, l’anima più nera di questa vicenda. Ma… Wilkie Collins è semplicemente irresistibile: non c’è un passaggio in questo romanzo che non valga assolutamente la pena di essere letto. Impeccabile sotto ogni aspetto e letteralmente imprescindibile. Uomo e donna, Fazi, traduzione di Alessandra Tubertini.

Standard
Libri

“Basil”

basil-light-673x1024di Gabriele Ottaviani

Durante la notte non avevo fatto piani su come condurre la terribile rivelazione che stavo per fare, l’importanza dell’evento mi aveva privato di ogni potere di prepararmi a esso. Pensai al carattere di mio padre, ai principi innati di onore che lo guidavano con l’intransigenza di un fanatismo, pensai al suo orgoglio di casta, così discreto, così raramente accennato a parole eppure così ben radicato nella sua natura, così intrinsecamente intrecciato con ognuna delle sue emozioni, delle sue aspirazioni, delle idee e dei sentimenti più semplici; pensai alla delicatezza quasi femminile con cui evitava anche solo di menzionare sconcezze di cui altri uomini discutevano disinvoltamente, o ridevano considerandole buon materiale per le battute del dopocena. Pensai a tutto questo, e quando ricordai che era a un tale uomo che dovevo confessare l’infame matrimonio che avevo contratto in segreto, ogni speranza rivolta al suo affetto paterno mi abbandonò, ogni idea di fare appello alla sua cavalleresca generosità diventò un’illusione in cui era follia confidare anche per un solo momento. Durante un’attesa spasmodica, le facoltà di osservazione generalmente si acuiscono tanto quanto la capacità di riflessione si ottunde. Mentre aspettavo solo nella mia stanza, i suoni e gli eventi più comuni della casa, che non ricordavo di aver mai notato prima, mi avvinsero completamente. Era come se il rumore di un passo, l’eco di una voce, l’aprirsi o il richiudersi di una porta al piano di sotto dovessero, in quel giorno cruciale, presagire una misteriosa calamità, una strana scoperta, un segreto progetto ordito contro di me non sapevo né come né da chi. Mi ritrovai due o tre volte ad ascoltare attentamente in cima alle scale, senza sapere bene a quale scopo. Ma sempre, in queste occasioni, una terribile quiete colma di significati sembrava calare improvvisamente sulla casa.

Basil, Wilkie Collins, Fazi, traduzione di Alessandra Tubertini. Pubblicato nel milleottocentocinquantadue, anche se sembra molto più recente, per non dire contemporaneo, visto che la caratterizzazione dei personaggi e soprattutto dei temi – amore, adulterio, sesso, violenza, morte, follia – li rende assolutamente credibili al di là degli oltre sedici decenni passati, è il secondo romanzo di Wilkie Collins, quello che ne rivelò incontrovertibilmente il talento. Basil è un rampollo dell’aristocrazia che si innamora perdutamente di una ragazza umile: un vero e proprio colpo di fulmine. Il problema è che le convenzioni sociali non sono così facili a superarsi, e quindi Basil adotta tutta una serie di stratagemmi per cercare di poter raggiungere la felicità. Ma la strada non è solo tortuosa, va direttamente nella direzione contraria: a partire dal matrimonio con Margaret, sancito solo per compiacere il padre, si susseguono infatti eventi su eventi che non fanno altro che comporre il lastricato di un precipizio verso l’abiezione, raccontato con stile vibrante e potente. Un formidabile affresco della società e della natura umana, specie per quel che concerne i lati più oscuri.

Standard
Libri

“La scelta di Quarry”

44420-la-scelta-di-quarry.jpgdi Gabriele Ottaviani

Era quello il problema, quando si viveva in una bolla: si vedevano solo le possibilità che stavano dentro la bolla stessa.

La scelta di Quarry, Max Allan Collins, Vallardi, traduzione di Andrea Berardini. Esterno. Notte. Albergo. Parcheggio. Agguato. Sparatoria. Ordinaria amministrazione, si direbbe, per un sicario professionista. La stranezza, però, c’è, e in questo caso sta nel committente. Quarry è assoldato da Broker, il suo datore di lavoro ufficiale, per così dire. Colui che lo protegge, e al tempo stesso lo tiene sotto scacco. Il che lo costringe a fare l’infiltrato nella malavita locale di quegli stati degli USA che sono noti con la definizione di Bible belt, quelli che per Rhett Butler potevano produrre solo cotone, schiavi e arroganza, insomma. E così da assassino su commissione si fa indagatore del mistero: chi vuole morto Broker? E perché? Unico aiuto: una prostituta. Giovanissima. E molto più che sveglia. Disincantato, mozzafiato, trascinante, ironico, cinico, brillante, cinematografico (e non è un caso che la HBO ci stia lavorando su, ovviamente…): un noir classico e originale, un libro davvero come si deve. Per gli appassionati del genere e non solo una lettura da non lasciarsi sfuggire.

Standard