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“Contro la paura”

di Gabriele Ottaviani

Una prima componente del grande inganno è la promozione della guerra giusta, dell’intervento militare che risolve situazioni di emergenza e ci libera da pericoli estremi. Rispetto ad altre forme di mistificazione, questa è più difficile da confezionare, perché è in contrasto con i valori non violenti che dominano gran parte del discorso pubblico delle società avanzate. Nessuno osa più sfidare apertamente lo stato di pace in politica estera in nome del militarismo e dell’avventura guerresca.

Contro la paura, Pino Arlacchi, Chiarelettere. Ma perché se i dati, e i numeri, si sa, per definizione non conoscono opinione, ci dicono che la violenza a livello globale sta diminuendo, di continuo la narrazione del quotidiano, in primo luogo a livello politico, solletica, titilla, stuzzica, vellica, stimola, foraggia e incendia la paura? A chi giova? E quali sono i veri pericoli da cui forse si è distratti? Pino Arlacchi ce lo racconta, in un libro da non farsi scappare per nessun motivo.

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“Il mio terzo tempo”

di Gabriele Ottaviani

Sono passati ventidue anni dalla morte di Justin Fashanu e ventinove dal ritiro di Marcus Urban…

Il mio terzo tempo, Claudio Marchisio, Chiarelettere. Sette scudetti, tre supercoppe italiane, quattro coppe Italia, un campionato in Russia, novantacinque presenze in nazionale, tra cui cinquantacinque nella compagine maggiore, oltre quaranta gol in carriera, un’avviata attività imprenditoriale, una splendida famiglia, una bellezza oggettivamente abbagliante e, come diceva Gigi Cagni, elogiandolo con pieno merito come uno dei migliori centrocampisti italiani, forza fisica, inserimento, tiro da fuori, tocco sotto, grande intelligenza dentro e fuori dal campo: ed è proprio questa caratteristica la più splendente e significativa che emerge nel suo libro. Claudio Marchisio, infatti, che i lettori del Corriere della Sera sanno già quanto ben scriva, visto che sovente sulle colonne del principale quotidiano italiano compaiono suoi pezzi, e che si sta dimostrando eccellente commentatore per la tv pubblica, dove non mancano professionisti formidabili come il finissimo esegeta Franco Bragagna o il sempre ottimo Alessandro Antinelli, è un vincente che non lo fa pesare, anzi, è straordinariamente umile, non giudica ma si mette sempre in discussione, e non tira indietro la gamba mai, nemmeno quando c’è da dire che il mondo del calcio è un universo spesso connotato in modo sessista, maschilista e omofobo, o che è ipocrita preoccuparsi del fenomeno dell’immigrazione interessandosi delle persone non in quanto esseri umani ma solo perché il sistema ha bisogno di manodopera a basso costo da sfruttare. Il mio terzo tempo è un’ampia riflessione sulla contemporaneità da leggere assolutamente.

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“Salute S. p. A.”

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L’idea di fare risparmi sulla spesa pubblica «a spese» del Servizio sanitario nazionale è sempre stata molto diffusa tra i nostri politici, in particolare negli ultimi anni. Tanto per rendere l’idea, per far capire quanto hanno felicemente lavorato di cesoia sul corpo già provato del nostro sistema sanitario, basti pensare che ai tempi del nostro ultimo mondiale vinto (nel 2006 in Germania) il saldo era negativo di -6 miliardi di euro, mentre dieci anni dopo, nel 2016, il deficit era sceso a un entusiasmante -976 milioni. Siamo prossimi al pareggio di bilancio! Noi, un popolo che passa per essere tra le cicale d’Europa! Cosa è successo, nel frattempo?

Salute S. p. A., Francesco Carraro, Massimo Quezel, Chiarelettere. Il sottotitolo è eloquente: La sanità svenduta alle assicurazioni. Del resto la sensazione che sulla sanità, bene supremo come l’istruzione, si abbattesse con più veemenza che altrove proprio per la nevralgica importanza la proterva scure del potere, che persegue solo e soltanto i propri laidi interessi e fagocita risorse con ingordigia insaziabile e perpetua, si aveva già da tempo. Fioccano però sempre più incontrovertibili e inquietanti conferme di aberranti mercimoni sulla pelle di chi soffre: e nel frattempo sono milioni le persone che per problemi economici non si sottopongono a controlli medici specialistici (nel pubblico, dove fior di professionisti fanno spesso i salti mortali, ritrovandosi a svuotare il mare con un cucchiaino, le liste d’attesa sono lunghe, nel privato inesistenti – e sovente i dottori sono i medesimi – ma lo stesso esame è enormemente dispendioso, non infrequentemente inaccessibile a meno che non si abbia la fortuna di avere, anche grazie al proprio impiego, un’assicurazione). Il servizio sanitario nazionale, ce ne siamo resi conto una volta di più in questo periodo di pandemia e comportamenti irresponsabili (Dio benedica Tina Anselmi che l’ha creato!), è un patrimonio inestimabile, vaso di coccio fra quelli di ferro del tornaconto politico e degli interessi di parte: Carraro e Quezel da anni si battono per i diritti dei cittadini danneggiati e non risarciti, e raccontano con dotta schiettezza una vicenda che è fondamentale conoscere.

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“Sentenza artificiale”

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Hai fatto qualche progresso?

Sentenza artificiale, Barbara Baraldi, Chiarelettere. In un’aula del palazzo di giustizia di Roma, davanti a una folla di astanti, il manager Aristotile Damanakis presenta LexIA, il rivoluzionario algoritmo di sentenza artificiale che stabilisce la colpevolezza di un imputato in un processo penale analizzando con la freddezza imparziale di una macchina senza coinvolgimenti emotivi ogni aspetto del caso, rendendo di fatto pleonastico ogni intervento umano. Cassia, però, audace e affascinante, ha scoperto un’anomalia nel sistema, un pericolo. Per la giustizia. E per sé medesima. Intrigante, potente, avvincente.

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“Le menti del doppio stato”

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Per capire come si riorganizzò anche il neofascismo clandestino, bisogna riprendere i fili di un’altra storia sotterranea…

Le menti del doppio stato – Dagli archivi angloamericani e del servizio segreto del PCI il perché degli anni di piombo, Mario J. Cereghino, Giovanni Fasanella, Chiarelettere. Prefazione di Giuseppe Vacca. La storia d’Italia è una storia macchiata di sangue, una vicenda in cui non mancano colpi di scena, spionaggi, abusi di potere, trame oscure e inquietanti, collusioni terribili tra crimine e istituzioni, misteri di cui ancora troppo poco si sa e in merito ai quali forse non conquisteremo mai la verità: indagini come quelle di Cereghino e Fasanella, che approfondiscono i fatti senza trascurare alcun dettaglio, sono viepiù fondamentali, in quanto ci inducono alla riflessione, alla conoscenza, all’impegno, alla consapevolezza. Da leggere.

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“Sporco ricco”

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Un’offerta di patteggiamento?

Sporco ricco, James Patterson, John Connolly, Tim Malloy, Chiarelettere, traduzione di Elena Cantoni. Da questo libro la nuova serie Netflix sul caso Jeffrey Epstein, l’uomo che Trump ha definito fantastico perché con lui ci si divertiva sempre. Peccato sia morto in circostanze misteriose nell’agosto di un anno fa mentre era in carcere con l’accusa di abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni, e che vi siano verbali su verbali, riportati in abbondanza nel volume assieme ad altri preziosi documenti, che ricostruiscono dettagliati resoconti delle depravazioni compiute per il solo gusto di esercitare il proprio malato potere… Inquietante, sconvolgente, da conoscere.

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“Il mistero di Evita”

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Evita correva veloce. Era la nostra santa…

It won’t be easy / You think it’s strange / When I try to explain how I feel / That I still need your love / After all that I’ve done / You won’t believe me / All you will see / Is a girl you once knew / Although she’s dressed up to the nines / At sixes and sevens with you / I had to let it happen / I had to change / Couldn’t stay all my life down at heel / Looking out of the window / Staying out of the sun / So I chose freedom / Running around / Trying everything new / But nothing impressed me at all / I never expected it to / Don’t cry for me, Argentina / The truth is, I never left you / All through my wild days / My mad existence / I kept my promise / Don’t keep your distance / And as for fortune / And as for fame / I never invited them in / Though it seemed to the world they were all I desire / They are illusions / They’re not the solutions they promise to be / The answer was here all the time / I love you and hope you love me / Don’t cry for me, Argentina / Don’t cry for me, Argentina / The truth is I never left you / All through my wild days / My mad existence / I kept my promise / Don’t keep your distance / Have I said too much / There is nothing more I could think of to say to you / But all you have to do / Is look at me to know / That every word is true… È un mito anche sullo schermo, senza se e senza ma. Un’eroina. Una ragazza appassionata della pampa che in pochi anni diventa first lady, piuttosto invisa ai poteri forti che ci sono dietro l’ascesa del marito. Tant’è che la sua morte è avvolta in una fitta nebbia… Il sottotitolo dice già tutto: Una storia d’amore e di potere. Un romanzo-verità su uno scandalo internazionale. Il mistero di Evita, Giovanni De Plato, Chiarelettere: da non perdere.

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“Altrimenti siamo fottuti!”

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Il fattore chiave è il numero dei partecipanti…

Altrimenti siamo fottuti! – Manifesto di disobbedienza civile per salvare il pianeta, Roger Hallam, Chiarelettere. Traduzione di Elena Cantoni. Verrebbe da pensare che ora che i cieli sono tornati azzurri e che il petrolio costa assai poco al barile il problema delle violenze che da anni perpetriamo come esseri inumani nei confronti dell’ambiente non sia più una priorità. Ovviamente – basta vedere per esempio il tappeto di guanti di plastica sulle strade delle nostre città sovente piene di appositi cestini della spazzatura, ignorati come e più della profezia di una qualsiasi Cassandra – non è così: e la battaglia per il bene comune e per quello dell’unico pianeta in cui ci è dato al momento di vivere non si ferma. Tra i più appassionati sostenitori dell’impegno per la Terra di tutti c’è Roger Hallam, dottore di ricerca e agricoltore biologico, cofondatore del movimento ecologista Extinction Rebellion: questo è il loro testo-guida, ricco di spunti di riflessione.

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“Delitto Neruda”

9788832962550_0_221_0_75di Gabriele Ottaviani

Eduardo Frei Montalva è morto nello stesso luogo di Neruda: la Clinica Santa María di Santiago. E nello stesso piano: il quarto. In una camera accanto: la 402. Quella di Neruda è la 406. È soltanto una singolare coincidenza?

Delitto Neruda, Roberto Ippolito, Chiarelettere. È l’undici di settembre, ma non del duemilauno, l’anno zero della contemporaneità, il giorno dell’infame attacco alle Torri Gemelle, bensì quello del millenovecentosettantatré, quando il sogno di Allende viene reciso con inusitata ferocia, quando in Cile si instaura l’abominevole dittatura di Pinochet: il premio Nobel Pablo Neruda, uno dei più grandi intellettuali di sempre, emblema celebrato anche da Larraín, genio e nume tutelare della libertà, soltanto dodici giorni dopo, in quel della capitale Santiago, muore in circostanze a dir poco sospette. Col ritmo d’un’inchiesta e la potenza lirica di un romanzo Roberto Ippolito dà alle stampe un’opera maiuscola, necessaria, imperdibile.

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“La mafia non lascia tempo”

81ECBGPjYiL._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Io e Totò eravamo intimi, ma non avevo ancora intuito la sua follia.

Gaspare Mutolo – La mafia non lascia tempo, Anna Vinci, Chiarelettere. La mafia non uccide solo d’estate, e forse non è più quella di una volta, per dirla con l’ultimo Maresco. Ma esiste. C’è. Sempre. Dappertutto. In ogni atteggiamento che vuole truffare. Sopraffare. Frodare. La mafia è Cosa Nostra. E dentro Cosa Nostra è stato per gran parte della vita Gaspare Mutolo. Una moglie, quattro figli, nessuna domanda. E ventidue omicidi. Uomo d’onore, guardaspalle del boss palermitano Rosario Riccobono, killer e autista al soldo di Totò Riina, ventisette anni fa decide di dissociarsi. E di parlare. Questo libro, potente, non agiografico e necessario per capire molto di una delle più tristemente efficaci macchine da soldi e di morte della nostra storia, è il suo flusso di coscienza. Da leggere.

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