Libri

“Sine die”

51MtmnndLKL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

È primavera, a nostra insaputa…

Sine die – Cronaca del confinamento, Éric Chevillard, Prehistorica, traduzione di Gianmaria Finardi. Copertina – meravigliosa – tratta da un’illustrazione autografa di Franz Kafka. Éric Chevillard, prima sulle colonne di Le Monde, il quotidiano transalpino per antonomasia, un simbolo di autorevolezza riconoscibile sin dal suo formato tipografico, e in seguito sul proprio seguitissimo blog, ha dato voce, con la consueta raffinata profondità della sua prosa, che supera sempre le attese e le aspettative, allo sconcerto della laicissima Francia di fronte all’isolamento da Coronavirus, ritraendo un mondo che, pur disilluso oltre ogni limite, non può non ritrovarsi a rimettere in ordine le proprie priorità e a cercare un senso, affinché non sia tutto inane: Prehistorica dà alle stampe per l’Italia queste cronache. Da non perdere.

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Libri

“Sul riccio”

IMG-20190725-WA0024.jpgdi Gabriele Ottaviani

E fu così che…

Sul riccio, Éric Chevillard, Prehistorica. Traduzione – come sempre nel caso di questo affascinante, sperimentale, originale e pluripremiato autore, nato cinquantacinque anni fa a La Roche-sur-Yon, meno di cento chilometri a sud di Nantes, nel pieno di quella Vandea di cui tanto s’è parlato fra il millesettecentonovantatré e il millesettecentonovantasei per le guerre che vi ebbero luogo, uno dei massimi scrittori transalpini contemporanei, amato da pubblico e critica anche all’estero e che giunge per la terza volta in Italia con un suo scritto – di Gianmaria Finardi, esperto di ermeneutica, semiotica e critica, dottore di ricerca in letteratura francese ed editore, ideatore, assieme alla compagna Giulia Mondini, del progetto Prehistorica, che vede la luce tra Peschiera del Garda e Valeggio e che inizialmente sarà focalizzato proprio sulla declinazione, in quattro o cinque collane, come Scintille, dedicata alle forme brevi, Ombre lunghe, consacrata al romanzo, Pamphlets e Chevillardiana, della più interessante produzione d’oltralpe: la storia è quella, ricchissima di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, allegorica ed evocativa, di un autorevole scrittore che finalmente si è risolto a comporre la sua autobiografia. Sulla scrivania ha tutto quel che gli occorre: della carta, una matita, una gomma. E un riccio… Imperdibile.

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