Libri

“E l’asina vide l’angelo”

Screenshot_20200407-103824di Gabriele Ottaviani

Mi darete la caccia e mi ucciderete. Mi darete la caccia e mi ucciderete. Mi odiate e non sapete perché.

Nick Cave, E l’asina vide l’angelo, SUR, traduzione di Francesca Pe’. Cantautore, compositore, sceneggiatore e attore, Nick Cave è anche uno scrittore coi fiocchi: trentaduenne, nel millenovecentoottantanove dà alle stampe questo libro ora riproposto in versione integrale e in una nuova traduzione. È una rivelazione, per tutti: potente, caleidoscopico, intenso, visionario, biblico, immaginifico. È una storia travolgente questa, simbolica, sin dal titolo: siamo in un passato remoto ma non troppo, nel sud degli Stati Uniti, in quella che non a caso si chiama Bible Belt. In una valle riarsa dal sole, che ha il nome di Ukulore, vive una comunità di fanatici religiosi che proprio per questo Dio non sembra amare granché, rapportandosi a loro con ira veterotestamentaria. Poco distante dal loro insediamento, tra stagni fumiganti e immensi canneti, vive celato ai più in una baracca Euchrid Eucrow, un ragazzino muto, nato da una vedova alcolizzata e da un cacciatore di ratti e serpenti, il reietto, il diverso, il paria, l’eroe di una guerra solitaria contro la setta, ispirato da un angelo e da Beth, la bambina santa che gli è apparsa. Eccellente e straordinariamente attuale in questo nostro tempo confuso, materiale, oscurantista.

 

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